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Gli ebrei al Papa: “Il mondo non rimanga in silenzio”

I rappresentanti del Congresso Mondiale e di altri gruppi, ricevuti in udienza da Francesco

Papa Francesco ha ricevuto ieri pomeriggio in Vaticano i dirigenti del Congresso Ebreo Mondiale. Mancando pochi giorni al nuovo anno ebreo, il Santo Padre ha detto in ebraico: “Shana Tova Umetuka (Felice e Dolce Anno Nuovo)”.

“Abbiamo portato al Papa una torta di miele, secondo la tradizione ebraica: siamo soliti mangiare qualcosa di dolce per augurarci un anno dolce e felice”, ha dichiarato il direttore del Congresso Ebreo Latino-Americano, Claudio Epelman alla Jewish News Agency.

Da parte sua, il presidente del Congresso Ebraico Mondiale, Ronald Lauder, ha tenuto stamattina una conferenza stampa, in cui ha raccontato l’incontro con papa Francesco.

In quest’occasione ZENIT ha domandato se le atrocità degli Stati Islamici stiano risvegliando reazioni, anche in ambienti musulmani, con affermazioni come quella di Parigi. “Tutto il mondo è in silenzio. Il problema è: perché?”, si è chiesto Lauder. Il leader ebreo ha aggiunto che “come ebrei sappiamo quel che è successo, quando il mondo è rimasto in silenzio. Uno dei motivi per cui siamo venuti qui è per dire: “il mondo non deve rimanere in silenzio”.

Lauder ha poi detto: “Posso onestamente dire che il Congresso Ebraico Mondiale e papa Francesco sono assolutamente d’accordo nella condanna degli attacchi contro i cristiani in Medio Oriente e in altre regioni del mondo”.

Il Papa avrebbe detto in privato a Lauder che “a questo punto crede sia in corso una terza guerra mondiale, che però, a differenza delle due precedenti, non si è sviluppata in una singola fase ma in più fasi”.

In altre parole, ha proseguito, quando gli ebrei subirono attacchi selvaggi, il mondo era rimasto in silenzio. Adesso sono i cristiani che vengono annientati e tutti ne parlano troppo poco.

A tal proposito, Lauder ha menzionato un articolo del New York Times dello scorso agosto, che titolava Chi difenderà i cristiani?. E ha quindi sollevato la domanda: “perché il mondo non reagisce?”.

Il leader del Congresso Ebraico Mondiale sosteneva che, prima dell’attacco missilistico di Hamas, “Israele si sarebbe difesa come qualsiasi paese che ha sofferto. E ha affermato che “c’è un solo paese del Medio Oriente dove i cristiani sono sicuri ed è Israele”. Lo stesso vale per i luoghi santi del cristianesimo e perché è l’unico luogo del Medio Oriente dove il cristianesimo sta crescendo, ha detto.

Ha quindi concluso, dicendo che “è facile capire il disastro che accade quando il mondo rimane in silenzio. E in Israele si è appresa questa lezione nel modo più tremendo possibile”.

Lauder ha anche mostrato la lettera araba Nun, “che significa Nazaret, ovvero cristiano, ed è stata posta sulla porta dei cristiani per mostrare dove vivono. Ciò non è diverso dalla stella gialla di David che i nazisti mettevano agli ebrei per distinguerli dagli altri. Il mondo d’oggi non può permettersi di rimanere in silenzio”, ha detto.

Il leader del Congresso Ebraico Mondiale ha concluso la conferenza stampa affermando che “tutte le persone del mondo che amano la libertà, devono unire le forze e dire che ciò è inaccettabile, immorale e non può essere tollerato”.

“Al momento del congedo – ha aggiunto Lauder – il Papa ha detto che noi, ebrei e cristiani dobbiamo pregare per la pace nel mondo”.

Tra i partecipanti all’udienza di ieri, oltre a Lauder, figurano anche: Jack Terpins, presidente del Congresso Ebreo Latinoamericano; Chella Safra, tesoriera del Congresso Ebreo Mondiale; i rappresentati delle varie comunità latinoamericane. Da parte dell’Argentina, hanno presenziato il presidente della DAIA, Julio Schlosser, e il segretario generale del Congresso Ebreo Latinoamericano, Saul Gilvich.

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