ZENIT – Italiano https://it.zenit.org Il mondo visto da Roma Fri, 30 Oct 2020 12:47:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.4 https://storage.googleapis.com/cdnmedia.zenit.org/uploads/sites/2/2020/07/02e50587-cropped-9c512312-favicon_1-32x32.png ZENIT – Italiano https://it.zenit.org 32 32 Don Andrea Bonsignori con Marco Ferrando: “Il coraggio di essere uguali. L’impresa diversamente automatica di Chicco Cotto” https://it.zenit.org/2020/10/30/don-andrea-bonsignori-con-marco-ferrando-il-coraggio-di-essere-uguali-limpresa-diversamente-automatica-di-chicco-cotto/ Fri, 30 Oct 2020 12:47:57 +0000 https://it.zenit.org/?p=123124 Comunicato Stampa – Edizioni Terra Santa

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Edizioni Terra Santa pubblica, con la prefazione di Gian Antonio Stella, Il coraggio di essere uguali. L’impresa diversamente automatica di Chicco Cotto scritto da.

«Una sala relax, al primo piano della scuola Cottolengo di Torino. Nel 2010, la storia di Chicco Cotto comincia da qui: fuori dalle finestre c’è Porta Palazzo, il quartiere multietnico con il suo mercato più grande d’Europa. Intorno c’è quella città nella città costruita due secoli fa da uno dei grandi santi sociali dell’Ottocento: il Cottolengo, appunto. La scuola, l’ospedale, la chiesa, e soprattutto chilometri di corridoi e migliaia di stanze dove abitano centinaia di persone, con ogni genere di bisogno, accolte da religiosi, infermieri e assistenti, e moltissimi volontari laici. Poco oltre c’è il Valdocco di don Bosco e il Sermig, l’Arsenale della Pace da cui è scaturita un’altra grande avventura, quella di Ernesto Olivero».

Questo l’incipit del testo che racconta la fantasia di una novità. Sì, la fantasia di cui parla Stella nella prefazione: «Sarà un caso che da una decina di anni le associazioni che si occupano dell’autismo si sono messe insieme nella Federazione Associazioni Nazionali a Tutela di Autismo e Sindrome di Asperger il cui acronimo è Fantasia? Quello è il punto di partenza, il radicale rovesciamento della domanda che troppi imprenditori, troppe aziende, troppi negozi, troppi enti fanno quando si trovano davanti alla prospettiva di offrire un lavoro a un disabile: “Ma cosa gli faccio fare? Come si può adattare alla nostra realtà? Dove lo metto?”».

A Torino c’è un prete, da un decennio direttore della scuola del Cottolengo di Torino, socio fondatore e tra i responsabili della Fondazione Italiana per l’Autismo, che sostiene che «la dignità viene prima della carità». Ha raccolto un gruppo di professionisti di alto livello e ha creato la Chicco Cotto, un’azienda di vending che si è fatta conoscere per la bontà dei suoi prodotti e la “straordinarietà ordinaria” del suo modello organizzativo, attirando capitali e attenzione da parte dei media. Oggi la Chicco Cotto fornisce su scala nazionale scuole, ospedali, biblioteche e grandi aziende. Con la guida di insegnanti e personale specializzato avvia i ragazzi con disabilitàe disturbi dello spettro autistico al mondo del lavoro. Ogni ragazzo, secondo le sue possibilità psicofisiche, impara tutte le fasi del processo: approvvigionamenti, rifornimento, manutenzione e rendiconto.

Gestita con piglio manageriale da Andrea Bonsignori, la Chicco Cotto non è solo una «impresa sociale», ma una società che sta sul mercato e ha il coraggio di essere uguale a tutte le altre. Andrea Bonsignori e il giornalista economico Marco Ferrando raccontano i successi e le difficoltàdi un’avventura imprenditoriale unica nel suo genere, che propone, fra l’altro, un nuovo sistema di formazione e lavoro, un esempio di collaborazione fra scuola e azienda che si sta diffondendo su scala nazionale ed europea.

Il libro sarà presentato online venerdì 30 ottobre alle 18.00: l’autore dialogherà con Piero Chiambretti, Riccardo Rossotto e Gian Antonio Stella, con il coordinamento di Marco Ferrando. L’evento potrà essere seguito sulle piattaforme sociali delle Edizioni Terra Santa e collegandosi al link: www.youtube.com/channel/UCflOmcDahJkvmv0zMm0-BaA.

L’Autore
Don Andrea Bonsignori, pedagogista, dirige da oltre dieci anni la scuola del Cottolengo di Torino. È socio fondatore e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Italiana per l’Autismo. Collabora con tutti coloro che si dedicano alla causa dell’handicap con professionalità e dedizione.

Marco Ferrando è caporedattore a Il Sole 24 Ore. Ha collaborato con varie testate (Avvenire, La Stampa, Radio 24, Sir). Gli piace parlare di economia nelle scuole e tiene un blog: Kordusio, incroci finanziari e attraversamenti pedonali.

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Andrea Bonsignori con Marco Ferrando
Il coraggio di essere uguali. L’impresa diversamente automatica di Chicco Cotto
Edizioni Terra Santa, Milano 2020
121 pagine
14,00 € e-book
ISBN: 978-88-6240-741-0

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Roma: Le messe nei cimiteri con i vescovi ausiliari https://it.zenit.org/2020/10/30/roma-le-messe-nei-cimiteri-con-i-vescovi-ausiliari-3/ Fri, 30 Oct 2020 12:34:50 +0000 https://it.zenit.org/?p=123120 Comunicato Stampa del Vicariato di Roma

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Il vicegerente monsignor GIANPIERO PALMIERI celebrerà il 2 novembre al cimitero del Verano; monsignor GUERINO DI TORA il 2 novembre al cimitero di Prima Porta, presso la parrocchia dei Santi Urbano e Lorenzo; monsignor DARIO GERVASI il primo novembre al cimitero di Ostia presso la chiesa di Sant’Aurea a Ostia Antica e il 2 novembre al cimitero Laurentino

In occasione della solennità di Tutti i Santi, domenica primo novembre, e della commemorazione dei fedeli defunti, lunedì 2 novembre, i vescovi ausiliari della diocesi di Roma celebreranno le Messe nei diversi cimiteri capitolini. In particolare, il 2 novembre alle ore 16 monsignor GIANPIERO PALMIERI, vicegerente della diocesi e ausiliare per il settore Est, presiederà la Messa al cimitero monumentale del Verano (piazzale del Verano). Sempre il 2 novembre, ma alle ore 18, monsignor GUERINO DI TORA, vescovo ausiliare per il settore Nord, celebrerà al cimitero Flaminio, meglio noto come Prima Porta (Via Flaminia, km 14,400), presso la parrocchia dei Santi Urbano e Lorenzo (vicolo di Prima Porta, 6).

Il giorno prima, primo novembre, monsignor DARIO GERVASI, vescovo ausiliare per il settore Sud, sarà alle ore 15 al cimitero di Ostia Antica (via Piana Bella) e presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa di Sant’Aurea a Ostia Antica (piazza della Rocca, 13); il 2 novembre monsignor GERVASI celebrerà invece al Cimitero Laurentino (via Laurentina km 13.500) alle ore 15.30.

Un Decreto emanato dalla Penitenzieria Apostolica in data 23 ottobre 2020 stabilisce, su mandato di Papa Francesco, che quest’anno, nelle attuali contingenze dovute alla pandemia da Covid-19, le indulgenze plenarie per i fedeli defunti saranno prorogate per tutto il mese di novembre, con adeguamento delle opere e delle condizioni a garantire l’incolumità dei fedeli. Inoltre per anziani, malati e per tutti coloro che, per gravi motivi, non possono uscire di casa «potranno conseguire l’indulgenza plenaria – dispone il decreto – purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti – ad esempio, le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli –, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita».

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Attentato a Nizza, Vescovo di Assisi e Imam di Perugia condannano la violenza https://it.zenit.org/2020/10/30/attentato-a-nizza-vescovo-di-assisi-e-imam-di-perugia-condannano-la-violenza/ Fri, 30 Oct 2020 12:23:27 +0000 https://it.zenit.org/?p=123116 Comunicato Stampa della Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino

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Il messaggio di cordoglio di monsignor Domenico Sorrentino e Abdel Qader, alle famiglie delle vittime dell’attacco terroristico in Francia
“Nessuna religione giustifica tali massacri, camminiamo insieme sulla via della pace nel segno della fraternità”

Ferma condanna della violenza in nome di Dio e volontà di continuare con forza il cammino di condivisione per la pace. Sono questi i sentimenti espressi nei messaggi del vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino e dell’Imam di Perugia Abdel Qader dopo l’attentato di Nizza del 29 ottobre e a pochi giorni dal 34esimo anniversario dello Spirito di Assisi.

Qui di seguito i due messaggi.

Messaggio di Abdel Qader, Imam di Perugia

A nome mio personale e della comunità musulmana del territorio di Perugia non voglio mancare di esprimere il cordoglio alle famiglie delle persone che sono rimaste vittime dell’attentato che si è consumato ieri a Nizza in un luogo sacro. Dopo ogni episodio di violenza abbiamo sempre condannato con tutta la fermezza possibile l’uso strumentale della fede in Dio. Noi crediamo fermamente che non sia possibile credere in Dio e procurare la morte ad altre persone umane. Nei giorni scorsi abbiamo ricordato l’incontro di Assisi del 1986 e crediamo che non ci sia alternativa allo spirito generato da quell’incontro e rafforzato dalla Dichiarazione di Abu Dhabi.

Abdel Qader, Imam di Perugia

Messaggio di monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino

Con indignazione ed enorme sofferenza, in questa Città della pace, ci mettiamo accanto al popolo francese e ai nostri fratelli e sorelle cristiani che sono ancora una volta rimasti vittime di vili attacchi terroristici perpetrati in nome della religione. Ci sentiamo molto provati come credenti in Gesù. Dal Vangelo, seguendo l’esempio mite e umile di Francesco, riceviamo il messaggio di un amore che sa dare la vita e di una fede che mai può diventare motivo di violenza. Mettiamo nella nostra preghiera le vittime, quanti soffrono per la perdita dei loro cari, i cittadini francesi che vedono ancora una volta aggredita la convivenza civile. Il Signore converta alla pace il cuore di tutti i violenti. L’universale fraternità ci rende tutti solidali nel dolore, e ci fa condannare senza mezzi termini ogni violenza, tanto più se impropriamente giustificata con motivi di fede. La comune sofferenza non diventi tuttavia per nessuno pretesto per alimentare diffidenze generalizzate e chiusure egoistiche. Ringrazio pertanto l’Imam di Perugia, con il quale ho condiviso qualche giorno fa l’incontro di preghiera per la pace nello “spirito di Assisi”, per le chiare e forti parole con cui ha espresso il dolore e la condanna della comunità islamica che, da questi gesti di fanatismo omicida, non si sente rappresentata, ma semmai umiliata.

+Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino

Insieme ci impegniamo a camminare nella via della pace che esclude ogni violenza e a diffondere la fraternità.

Domenico Sorrentino
Abdel Qader

Assisi, 30 ottobre ’20

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Nizza: Il cordoglio del Santo Padre per le vittime dell’attentato https://it.zenit.org/2020/10/30/nizza-il-cordoglio-del-santo-padre-per-le-vittime-dellattentato/ Fri, 30 Oct 2020 12:13:10 +0000 https://it.zenit.org/?p=123114 Telegramma inviato al Vescovo della Città, S.E. Mons. André Marceau

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Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato avvenuto questa mattina [29 ottobre 2020] nella Basilica di Notre-Dame a Nizza (Francia), inviato a nome del Santo Padre Francesco al Vescovo della Città, S.E. Mons. André Marceau, dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin:

Telegramma

Son Excellence Monseigneur André MARCEAU
Evêque de Nice

Informé du sauvage attentat qui a été perpétré ce matin dans une église de Nice, causant la mort de plusieurs personnes innocentes, Sa Sainteté le Pape François s’associe par la prière à la souffrance des familles éprouvées et partage leur peine. Il demande au Seigneur de leur apporter le réconfort et il recommande les victimes à sa miséricorde. Condamnant de la plus énergique manière de tels actes violents de terreur, il assure de sa proximité la Communauté catholique de France et tout le peuple français qu’il appelle à l’unité. Confiant la France à la protection de Notre-Dame, il donne de grand cœur la Bénédiction apostolique à toutes les personnes que touche ce drame.

Cardinal Pietro Parolin
Secrétaire d’État de Sa Sainteté

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Natale in Piazza San Pietro: Venerdì 11 dicembre inaugurazione del Presepe https://it.zenit.org/2020/10/30/natale-in-piazza-san-pietro-venerdi-11-dicembre-inaugurazione-del-presepe/ Fri, 30 Oct 2020 12:08:38 +0000 https://it.zenit.org/?p=123112 Comunicato Stampa del Governatorato SCV - Natale 2020

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Arriva da Castelli, in provincia di Teramo, centro importantissimo per la ceramica fin dal XVI secolo, il Presepe che verrà allestito in Piazza San Pietro per il Natale 2020. Proviene, invece, dalla Slovenia sudorientale, esattamente dal territorio del comune di Kočevje, il maestoso abete rosso o peccio (Picea abies) dell’altezza di 28 metri e del diametro di 70 centimetri a terra.

Quest’anno ancor di più del solito, l’allestimento del tradizionale spazio dedicato al Natale in Piazza San Pietro vuole essere un segno di speranza e di fiducia per il mondo intero. Vuole esprimere la certezza che Gesù viene in mezzo al suo popolo per salvarlo e consolarlo. Un messaggio importate in questo tempo difficile a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

La tradizionale inaugurazione del Presepe e l’illuminazione dell’albero di Natale, si terranno, pur con le limitazioni imposte dalla pandemia, in Piazza San Pietro, venerdì 11 dicembre, alle ore 16,30. La cerimonia sarà presieduta dal Cardinale Giuseppe Bertello, e dal Vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Lo stesso giorno, nella mattinata, le delegazioni di Castelli e di Kočevje saranno ricevute in udienza da Papa Francesco per la presentazione ufficiale dei doni.

Il Presepe monumentale di Castelli ha la caratteristica di essere formato da statue di ceramica a grandezza maggiore del naturale. Rappresenta non solo un simbolo culturale per l’intero Abruzzo, ma è considerato anche un oggetto di arte contemporanea che affonda le sue radici nella tradizionale lavorazione della ceramica castellana. Si tratta di un’opera realizzata dagli alunni e dai docenti dell’Istituto d’arte “F.A. Grue”, attuale liceo artistico statale per il design, che, nel decennio 1965-1975, dedicò l’attività didattica al tema natalizio.

In Piazza San Pietro verranno esposti solo alcuni pezzi della fragile collezione composta da 54 statue. Verranno collocati lateralmente a una pedana luminosa di circa 125 metri quadrati che circonda in leggera pendenza parte dell’obelisco. Le sculture rappresentano i Magi; al centro, sul punto più alto della pedana, è collocato il gruppo della Natività con l’Angelo con le ali aperte. La sua collocazione sopra la Sacra Famiglia vuole simboleggiare la sua protezione sul Salvatore, Maria e Giuseppe.

Il primo gruppo di statue, costituito dalla Sacra Famiglia venne realizzato insieme con lo zampognaro, la pastorella con brocca, il suonatore con flauto di Pan, la bimba con bambola. Ispiratori del progetto furono Serafino Mattucci, allora direttore e animatore dell’Istituto, i professori Gianfranco Trucchia e Roberto Bentini. Con grande entusiasmo parteciparono all’iniziativa gli alunni e tutto il personale tecnico del liceo. Nel Presepe abruzzese si trovano forti richiami alla storia dell’arte antica, dall’arte greca a quella sumerica, passando per la scultura egizia.

Inoltre, negli oggetti che arricchiscono il presepe e nella pentacromia castellana con cui sono state decorate le opere, si ritrova la memoria dell’arte della ceramica locale. Le statue sono state realizzate con moduli ad anelli che, sovrapposti, formano busti cilindrici. In alcune figure, soprattutto nell’uso del colore, si ritrova la sperimentazione e il rinnovamento dell’arte ceramica sviluppati in quegli anni nel liceo Grue. La prima esposizione pubblica del Presepe avvenne a Castelli, sul sagrato della chiesa madre nel dicembre 1965, poi, nel Natale 1970 fu la volta ai mercati di Traiano a Roma e, qualche anno dopo, a Gerusalemme, a Betlemme e Tel Aviv.

Per quanto riguarda l’abete rosso, esso proviene da Kočevje, città sul fiume Rinža. La regione Kočevsko è uno dei territori sloveni dove la natura è più intatta, considerando che le foreste ricoprono il 90% del suo territorio. L’abete rosso scelto per Piazza San Pietro è cresciuto nei pressi di Kočevska Reka, a 6 chilometri in linea d’aria dall’imponente foresta vergine Krokar, che rappresenta una di quelle primordiali ancora intatte. Questa foresta vergine è una delle due riserve forestali slovene, l’altra è quella di Snežnik-Ždrocle (nella regione Notranjska), inserite tra i 63 siti delle antiche faggete primordiali nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Il peccio si è diffuso largamente in Slovenia nella seconda metà del XVIII secolo e rappresenta più del 30% delle risorse forestali ed è la specie arborea più importante dal punto di vista economico. Fin dai tempi antichi è simbolo di fertilità e nella tradizione popolare viene usato spesso in occasione di cerimonie come per la festa del 1° maggio o per le solennità natalizie. Nella regione di Bela Krajina, per la festa di San Giorgio era tradizione portare in processione un peccio, decorticato e decorato con fiori e stoffe. Il peccio più alto dell’Europa, “Sgermova smreka” misura 61,80 metri e si trova sul massiccio di Pohorje proprio in Slovenia. Ha circa 300 anni, un perimetro di 3 metri e 54 centimetri e un diametro di oltre un metro.

L’albero ed il Presepe rimarranno esposti fino alla conclusione del Tempo di Natale, che coincide con la festa del Battesimo del Signore, domenica 10 gennaio 2021.

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Dopo l’attacco terroristico di Nizza, ACS: al radicalismo islamista non si risponde col laicismo offensivo https://it.zenit.org/2020/10/29/dopo-lattacco-terroristico-di-nizza-acs-al-radicalismo-islamista-non-si-risponde-col-laicismo-offensivo/ Thu, 29 Oct 2020 12:23:28 +0000 https://it.zenit.org/?p=123108 Comunicato stampa della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre - Italia

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L’attacco di stamani nella cattedrale di Notre Dame a Nizza, con tre persone uccise, viene qualificato dal sindaco della città francese come atto terroristico. Il ministero dell’Interno aveva previsto il rischio di attentati a siti religiosi, tanto da aver rafforzato la sorveglianza di chiese e moschee. La tragedia odierna, la cui dinamica ovviamente andrà ricostruita, segue l’assassinio di Samuel Paty, il professore accusato di blasfemia dagli islamisti transalpini per aver mostrato in classe due vignette irriverenti nei confronti di Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, e si inserisce in una crisi internazionale causata da una vignetta sul presidente turco Erdogan, pubblicata in copertina dalla medesima testata.

Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), vicina alla comunità cattolica francese, nel condannare l’ennesimo atto terroristico, prega per le vittime e i feriti. E ricorda che la necessità di un confronto franco, civile e non superficiale con l’Islam, deve unirsi alla consapevolezza che prevenzione e repressione criminale sono le sole risposte per gli islamisti estremisti, soprattutto per i responsabili dei reati, senza ipocrite o implicite giustificazioni. Ma a ciò deve affiancarsi la consapevolezza che la risposta al radicalismo che strumentalizza la religione e colpisce la persona non può essere la rivendicazione di una malintesa “libertà” di espressione, che giunga all’offesa e al dileggio dei simboli di fede, di qualunque confessione.

Dagli intellettuali e dai media europei ci si attende più coraggio nella denuncia degli estremismi, soprattutto quando perseguitano singoli fedeli o pacifiche minoranze religiose, e al tempo stesso una netta presa di distanza da quel laicismo che, in nome della libertà, viola i diritti naturali di singoli e gruppi e offende il sentimento religioso: un errore non si combatte mai con un errore di segno contrario.

Alfredo Mantovano
Presidente di ACS Italia

Alessandro Monteduro
Direttore di ACS Italia

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Nizza: Papa Francesco prega per le vittime e per i loro cari https://it.zenit.org/2020/10/29/nizza-papa-francesco-prega-per-le-vittime-e-per-i-loro-cari/ Thu, 29 Oct 2020 12:12:20 +0000 https://it.zenit.org/?p=123106 Comunicato del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni

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In merito al recente attentato compiuto nella Cattedrale di Nizza, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato quanto segue:
“È un momento di dolore, in un tempo di confusione. Il terrorismo e la violenza non possono mai essere accettati. L’attacco di oggi ha seminato morte in un luogo di amore e di consolazione, come la casa del Signore. Il Papa è informato della situazione ed è vicino alla comunità cattolica in lutto. Prega per le vittime e per i loro cari, perché la violenza cessi, perché si torni a guardarsi come fratelli e sorelle e non come nemici, perché l’amato popolo francese possa reagire unito al male con il bene.”

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Gualzetti: “Rivedere il sistema di ammortizzatori e aiuti in vista di nuove chiusure o il welfare della Caritas non reggerà” https://it.zenit.org/2020/10/29/gualzetti-rivedere-il-sistema-di-ammortizzatori-e-aiuti-in-vista-di-nuove-chiusure-o-il-welfare-della-caritas-non-reggera/ Thu, 29 Oct 2020 12:04:09 +0000 https://it.zenit.org/?p=123102 Diocesi di Milano: In tre mesi 9mila impoveriti dal Covid - Comunicato stampa della Caritas Ambrosiana

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Sono quasi 9mila gli impoveriti da Covid che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas Ambrosiana nelle diocesi di Milano nei tre mesi del lockdown. Sono per lo più donne, immigrati, hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni e una bassa scolarità. Un terzo di loro non è stato in grado di assolvere alle necessità familiari più elementari, dalla spesa alimentare al pagamento di bollette e affitti, anche se ha avuto diritto alla cassa integrazione. È quanto emerge da una proiezione di un’indagine contenuta nell’ultimo rapporto “La povertà nella Diocesi ambrosiana” che è stato presentato oggi [28 ottobre 2020] nel corso di un incontro on line.

«Gli ammortizzatori sociali si sono rivelati strumenti troppo deboli e inefficienti. Le indennità sono arrivate troppo tardi e sono state comunque troppo modeste per il costo della vita specie a Milano. In vista di nuove chiusure che si profilano per contenere la nuova ondata di contagi andrà tenuto presente. Se non vogliamo che la crisi sociale esploda in maniera conflittuale dovremo rivedere il sistema di aiuti», osserva Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana.

Quanti sono
Tra il 25 marzo e il 31 luglio 2020 si sono presentati in 84 centri di ascolto della Caritas Ambrosiana 1774 persone che hanno visto drammaticamente peggiorare la loro condizione a causa delle misure contenimento del virus. Proiettando questo numero sul totale dei centri di ascolto (390) è possibile stimare che siano poco meno di 9mila (8.870) le vittime collaterali del lockdown che devono ricorrere alla rete di assistenza della Caritas.

Chi sono
Analizzando il campione emerge il profilo degli “impoveriti da Covid”.
Le donne sono il 59,3%, gli immigrati il 61,7%. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni (58,4%). La maggioranza (55%) è costituita da coniugati, da persone con bassa scolarità (62,9%). I disoccupati rappresentano il 50%, gli occupati il 34%.

Cassaintegrazione in ritardo e insufficiente
Proprio quest’ultimo dato è il più rilevante. Infatti, mentre tra gli utenti dei centri di ascolto i titolari di un contratto di lavoro sono in media un quinto (nel 2019, il termine di paragone più vicino, erano il 19%), durante il lockdown sono saliti a un terzo (33,4%) per lo più a causa del ricorso al sistema di aiuti della Caritas da parte degli occupati titolari di cassa integrazione.

Il significativo aumento dei cassaintegrati è dovuto, da un lato, al ritardo con cui sono arrivati gli indennizzi, dall’altro dagli importi modesti delle stesse indennità calcolate su stipendi base troppo scarsi rispetto al costo della vita soprattutto nelle aree metropolitane della diocesi.

Chi ha sofferto di più
A pagare il prezzo più alto al lockdown sono stati i più poveri: quasi una persona su due (il 42,3%) tra le persone che sono ricorse ai centri di ascolto nei tre mesi della quarantena ha sofferto le conseguenze del blocco delle attività economiche. I lavoratori più colpiti sono stati quelli impiegati nei settori della ristorazione (lavapiatti, camerieri), ospitalità (custodi, cameriera ai piani) e della cura alla persona (colf e badanti).

Il caso dei filippini
Proprio quest’ultimo dato è confermato dalla crescita tra gli utenti dei centri di ascolto degli appartenenti a una delle nazionalità più impiegate in queste mansioni, quella filippina: immigrati storicamente presenti soprattutto in città e ben integrati nei tre mesi del lockdown sono arrivati a rappresentare il 17,2%, il primo gruppo etnico, mentre nel 2019 erano solo l’1% degli immigrati assistiti dai centri di ascolto.

L’esame di 65 storie di impoverimento da Covid scelte a caso tra il campione preso in considerazione fa emergere la profondità dello stato di sofferenza in cui si trovano le famiglie. Il disagio economico si somma alla malattia difficilmente gestibile in contesti familiari già provati, in abitazioni troppo anguste per permettere un efficace isolamento dei contagiati. In alcuni casi poi l’assenza o il calo dei redditi rende queste famiglie incapaci di pagare affitti o utenze domestiche e li espone al rischio di sfratti.

Le persone aiutate dalla rete Caritas
In questo contesto i centri di ascolto e i servizi della Caritas si sono rivelati un’essenziale rete di protezione. Grazie alla collaborazione di nuovi volontari giovani e alla collaborazione con altri enti, soprattutto i Comuni, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana anche durante i mesi più duri della quarantena sono rimasti sempre operativi pur con nuove modalità operative (ascolto telefonico, consegne a domicilio). In questo modo, nei tre mesi del lockdown, il sistema di welfare della Caritas Ambrosiana ha distribuito pasti a domicilio a 18.092 persone, dispositivi sanitari e igienizzanti a 5.564 famiglie, ha offerto supporto psicologico a 359 soggetti deboli, assistenza per la didattica a distanza a 359 alunni e studenti, ha rifornito di pc e strumenti informatici 98 doposcuola parrocchiali.

«Dopo quella del 2008, le cui conseguenze sono ancora visibili, questa nuova crisi sta mostrando l’estrema fragilità del nostro sistema economico e sociale. Da anni accettiamo passivamente la presenza di sacche di marginalità e povertà nei nostri territori e diamo per scontato che lo sviluppo abbia come inevitabile corollario la precarietà e l’assenza di diritti e tutele. Se vogliamo andare avanti senza lasciare indietro nessuno non potremo più accettarlo», osserva Gualzetti.

A questo link la versione integrale del Rapporto povertà.
https://we.tl/t-vchvxs3oZi

A questo link la slide della presentazione del Rapporto povertà
https://we.tl/t-tx4DPjD7EU

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Cinque nuove consacrate per l’Ordo Virginum della diocesi di Roma https://it.zenit.org/2020/10/29/cinque-nuove-consacrate-per-lordo-virginum-della-diocesi-di-roma/ Thu, 29 Oct 2020 11:43:07 +0000 https://it.zenit.org/?p=123100 Comunicato Stampa del Vicariato di Roma

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Il cardinale vicario ANGELO DE DONATIS presiederà il Rito di consacrazione delle vergini sabato 31 ottobre nella basilica di San Giovanni in Laterano alle ore 17.30. Attualmente in diocesi sono presenti una cinquantina di consacrate, mentre altre venti circa stanno completando il loro percorso di formazione

PAOLA ZALLOCCO, ALESSANDRA MEDICI, ROSARIA PIAZZA, CHIARA D’ONOFRIO e LUCREZIA MALENA sono cinque giovani donne che sabato 31 ottobre entreranno ufficialmente a far parte dell’Ordo Virginum della diocesi di Roma. A presiedere il Rito di consacrazione delle vergini, che si terrà alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano, sarà il cardinale vicario ANGELO DE DONATIS. La Messa verrà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd, 515 su Sky) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

Il Rito è l’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la decisione (il propositum) di una donna di consacrare a Cristo la propria verginità e, invocando su di lei il dono dello Spirito, la dedica per sempre al servizio del Signore e a una diaconia di amore in favore della comunità ecclesiale, pur restando nel suo ordinario contesto di vita. A promulgarlo fu Paolo VI nel 1970, «ma la tradizione affonda le radici nella storia della Chiesa dei primi secoli, quando alcune donne, con il proposito della santa verginità, si sono consacrate a Dio per essere spose dell’unico sposo che è Cristo Signore – spiega il vescovo PAOLO RICCIARDI, delegato diocesano per l’Ordo Virginum –. Con la nascita degli ordini religiosi questa forma di consacrazione individuale è venuta un po’ meno, ma Paolo VI ha voluto ridare questa possibilità alla Chiesa».

Le consacrate «continuano a vivere nel mondo e non indossano abiti o segni distintivi – sottolinea ANTONELLA COSCO, tra le coordinatrici dell’Ordo di Roma –; attualmente nella nostra diocesi ce ne sono una cinquantina e un’altra ventina stanno seguendo il percorso di formazione che dura tra i quattro e i cinque anni». Durante il Rito di consacrazione «riceviamo l’anello e il libro della Liturgia delle ore, e per chi vuole un velo da indossare durante le celebrazioni. Il nostro motto potrebbe essere “Nel mondo ma non del mondo”, perché noi non dobbiamo distinguerci dagli altri, ma operare insieme agli altri». Le consacrate vivono sole o in famiglia, esercitano diverse professioni, servono la Chiesa in modi diversi, nelle parrocchie o in altre realtà.

CHIARA D’ONOFRIO, ad esempio, è impegnata con «le detenute del carcere femminile di Rebibbia in una casa da noi avviata dove vivere misure alternative al carcere o l’arresto domiciliare – racconta –. È bello accompagnare queste ragazze in un percorso di rinascita, bello vedere e testimoniare l’opera di Dio che fa fiorire e chiama alla vita e all’amore ogni suo figlio e figlia». Attiva nella parrocchia di Sant’Ippolito, invece, PAOLA ZALLOCCO, che parla comunque di «flessibilità ad accogliere tutte le situazioni che si presentano, in ascolto dello Spirito Santo». Poi spiega: «Ad esempio l’estate scorsa mi sono trovata per un certo periodo in Veneto, per stare vicina a mia madre – ricorda –; lì mi sono messa a disposizione del parroco che aveva bisogno di una mano per racimolare quanto serviva per riparare il tetto della chiesa». ALESSANDRA MEDICI è una neuroriabilitatrice pediatrica e si dice «emozionatissima, agitata e stupita per la chiamata del Signore. Avevo sogni normali – confida –, quello di una famiglia con Gesù al centro, ma il Signore mi ha portato altrove. All’inizio non capivo quale fosse la mia strada, ma poi ho scoperto che volevo che Gesù diventasse il mio sposo».

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Papa Francesco: Amministratore Apostolico della Diocesi di Ascoli Piceno https://it.zenit.org/2020/10/29/papa-francesco-amministratore-apostolico-della-diocesi-di-ascoli-piceno/ Thu, 29 Oct 2020 11:36:12 +0000 https://it.zenit.org/?p=123098 Rinuncia del Vescovo, Mons. Giovanni D’Ercole F.D.P

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Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ascoli Piceno (Italia), presentata da S.E. Mons. Giovanni D’Ercole F.D.P. ed ha contestualmente nominato Amministratore Apostolico della medesima sede S.E. Mons. Domenico Pompili, Vescovo di Rieti.

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