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Insieme, per fare molto

Editoriale di mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, pubblicato su “La Gazzetta del Sud” di domenica 15 dicembre

«Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto».

Le parole del beato Pino Puglisi sono state il filo conduttore della manifestazione promossa nei giorni scorsi a Cropani da “Libera”, per dimostrare vicinanza e affetto a quanti, in Calabria, nel Meridione ed ormai anche nel resto d’Italia, sono costretti a misurarsi ogni giorno con il crimine delle cosche di varia natura, rifiutando con dignità e coraggio di piegarsi alle loro prevaricazioni e minacce.

È stata occasione per riflettere sull’impegno richiesto agli uomini ed alle donne di buona volontà per l’affermazione delle ragioni della legalità e della giustizia e sul ruolo delle Istituzioni e della Chiesa, chiamati a schierarsi in modo preciso ed inequivocabile dalla parte dei deboli e dei giusti come don Italo Calabrò, Francesco Caporale e don Carlo De Cardona, sacerdote calabrese, che tra l’Ottocento e il Novecento si fece promotore della “Cassa cattolica operaia”, progenitrice delle attuali realtà di credito cooperativo, ispirata dalla volontà di fornire a tasso bassissimo un credito bancario per contrastare l’usura, alla quale i poveri contadini e i braccianti erano costretti a ricorrere per cause urgenti in mancanza di un’alternativa legale. E siccome era e restò sempre prete, ripeteva che «i cattolici devono smetterla di accontentarsi delle  sole feste religiose e delle pratiche di culto per dedicarsi invece, con ardore, all’azione popolare cristiana».

Queste parole sono anche oggi un invito a fare sempre meglio il bene anche come risposta a quell’incapacità di tanti credenti di porsi di fronte al Vangelo visto come motore capace di trasformare l’approccio alla vita ed al modo di agire nella società. Non è raro, infatti, sentir parlare di radicalità evangelica, intesa quale summa di ideali sublimi, idonei a diventare criteri di valutazione e prassi a causa della complessità del mondo e della vita, salvo poi accontentarsi di una prospettiva minimalista e forse minima del Vangelo.

Puglisi e De Cardona stanno a dimostrare il contrario, perché ci ricordano che questo nostro mondo ha bisogno di testimoni coerenti e lucidi più d’ogni altra cosa, nel solco di un Vangelo che rinasce ed attecchisce, preferibilmente nei territori ameni dei vari Sud del mondo, dove le organizzazioni mafiose, violente e criminogene calpestano la vita, in dispregio dell’insegnamento di Cristo.

Basta poco, a volte, per restituire fiducia e speranza: il buon esempio, anzitutto, poi uno stile, sobrio, umile, dignitoso e coerente oltre al rispetto delle leggi e delle persone. La crisi odierna, ha ricordato anche papa Francesco, può essere «un’occasione propizia per recuperare le virtù della prudenza, della temperanza, della giustizia e della fortezza», in un contesto in cui la comunità politica non manchi di «agire in modo trasparente e responsabile», al fine di generare pace sociale e far sentire i cittadini «rappresentati dai poteri pubblici nel rispetto della loro libertà».

È tempo, insomma, di imboccare cristianamente la strada della coscienza civica: per dirla con Goethe, «è necessario unirsi non per stare uniti, ma per fare qualcosa insieme», per il bene di tutti.

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