Dona Adesso

Alla sorgente

Proprio in nell’acqua del Carmelo nascono, solo in quell’acqua vivono e a quell’acqua arrivano tutti i carismi che Dio ha donato alla sua Chiesa

“In Perù dovevo morire anche io….”

Intervista a p. Jaroslaw Wysoczanski, superiore dei francescani uccisi da Sendero Luminoso, scampato all’assassinio. Un docu-film sui due martiri premiato al Festival del Film Cattolico a Roma

«Ben venga, mia sorella morte!»

In preparazione alle celebrazioni francescane di domenica 4 ottobre, ascoltiamo le ultime parole del Poverello, morto sabato 3 ottobre del 1226 all’età di 45 anni nella Porziuncola

«Ben venga, mia sorella morte!»

In preparazione alle celebrazioni francescane di domenica 4 ottobre, ascoltiamo le ultime parole del Poverello, morto sabato 3 ottobre del 1226 all’età di 45 anni nella Porziuncola

Dal diritto al dono

Con il libro La Solidarietà nella libertà padre Orlando Todisco spiega come si passa dal primato della volontà di potenza e di autoaffermazione a quello della libertà e della volontà oblativa e di servizio

Dal diritto al dono

Con il libro La Solidarietà nella libertà padre Orlando Todisco spiega come si passa dal primato della volontà di potenza e di autoaffermazione a quello della libertà e della volontà oblativa e di servizio

Cos’è successo?

Essere conquistato dalla serenità del “giullare di Dio”, Francesco, che libero da interessi egoistici, viveva giorno dopo giorno fidandosi del Padre Celeste

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Il pane del Poverello d’Assisi

In vista dell’Expo, un’analisi del libro di padre Pietro Messa e Giuseppe Cassio recentemente pubblicato “Il cibo di Francesco. Anche di pane vive l’uomo”

Ora et… pedala

Originale iniziativa estiva di spiritualità della Diocesi di Brescia, in particolare dell’Ufficio Spiritualità e Vocazioni

“Padre attento e premuroso”

I frati di Assisi rendono grazie per la nomina a cardinale dell’arcivescovo di Perugia, mons. Gualtiero Bassetti

Per un Natale solidale!

La Provincia di s. Francesco dei Frati Minori dell’Umbria organizza eventi per finanziare i progetti di promozione umana in sette Paesi

“E tu cosa c’entri?”

Al via ad Assisi un ciclo di incontri di riflessione sui temi di giustizia, pace e integrità del creato

“E tu cosa c’entri?”

Al via ad Assisi un ciclo di incontri di riflessione sui temi di giustizia, pace e integrità del creato

Angela da Foligno è santa

Il significato della canonizzazione della Terziaria francescana spiegato dalla diocesi di Foligno

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Francesco va da Francesco. E Assisi freme….

Il Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, racconta la fervente attesa per la visita di domani del Papa nei luoghi che hanno segnato la vicenda umana e spirituale del Poverello

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La speranza oggi

Sei alte personalità del mondo ecumenico incontrano il popolo romano in un dibattito organizzato dalla comunità di Sant’Egidio

“Per lo tuo amore…”

Il filosofo Massimo Cacciari rifletterà giovedì 1 agosto ad Assisi sulla relazione tra San Francesco e il Perdono

I Francescani e la crociata

Dal 3 al 4 maggio l’XI Convegno di Greccio presso l’Oasi Gesù Bambino

Frate “Deo gratias”

Mostra su San Felice da Cantalice (1515-1587)

Frate “Deo gratias”

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Natale alla Porziuncola

La Natività nel Santuario della Porziuncola, “il luogo che fu il più caro al Poverello di Assisi”

Lo Spirito di Assisi 2012

Lunedì 29 ottobre si terrà un incontro al Sacro convento, al quale interverrà il Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede

Assisi: due Cortili già sold out

Continuano sul sito sanfrancesco.org le iscrizioni per l’evento del Cortile dei Gentili che si svolgerà il 5 e il 6 ottobre nella cittadina umbra

Assisi: due Cortili già sold out

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Il ministro Gnudi sui passi di San Francesco

Giovedì prossimo a Rieti l’iniziativa dell’Opera Romana Pellegrinaggi “Sulla Via Francigena di San Francesco. Il Cammino di tutti”

A Santa Maria degli Angeli in mostra presepi da tutto il mondo

ROMA, lunedì, 6 dicembre 2010 (ZENIT.org).- Da questo mercoledì, 8 dicembre, fino al 2 gennaio, la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, nei pressi di Assisi, ospiterà una grande mostra di presepi provenienti da tutto il mondo.

A Santa Maria degli Angeli in mostra presepi da tutto il mondo

ROMA, lunedì, 6 dicembre 2010 (ZENIT.org).- Da questo mercoledì, 8 dicembre, fino al 2 gennaio, la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, nei pressi di Assisi, ospiterà una grande mostra di presepi provenienti da tutto il mondo.

Assisi si prepara a celebrare la festa di San Francesco

ROMA, mercoledì, 29 settembre 2010 (ZENIT.org).- “Ogni anno, nei giorni 3 e 4 ottobre, Assisi diventa il cuore dell’Italia: la cittadina umbra onora solennemente il suo figlio più illustre, San Francesco, che dal 1939 è Patrono del nostro Paese”.

Assisi si prepara a celebrare la festa di San Francesco

ROMA, mercoledì, 29 settembre 2010 (ZENIT.org).- “Ogni anno, nei giorni 3 e 4 ottobre, Assisi diventa il cuore dell’Italia: la cittadina umbra onora solennemente il suo figlio più illustre, San Francesco, che dal 1939 è Patrono del nostro Paese”.

Una spiritualità economica nel solco di Francesco d’Assisi (II)

di padre Pietro Messa*

ROMA, giovedì, 28 maggio 2009 (ZENIT.org).- Il primo Monte di Pietà è sorto a Perugia nel 1462 per ispirazione di frate Michele Carcano, ma colui che divenne il rappresentante più eccellente dei frati osservanti diffusori di tale istituzione fu certamente fra Bernardino da Feltre che dal 1468, quando fondò a Mantova il suo primo Monte, fino alla morte nel 1494 non fece altro che incentivare la loro nascita mettendo in pratica le teorie economiche elaborate da Pietro di Giovanni Olivi e diffuse da Bernardino da Siena.

Gli interlocutori dei Monti di Pietà, come è stato affermato, erano “i poveri meno poveri”, ossia coloro che almeno possedevano qualche bene da poter dare in pegno, in cambio di danaro. Quindi si compiva una scelta diversa dalle tante istituzioni di beneficenza per i più poveri che avevano caratterizzato i secoli precedenti e che hanno continuato a vivere anche in seguito. Ne consegue che si prende in considerazione la possibilità degli interessi, ossia la legittimità di praticare un tasso sui prestiti erogati: ciò significa riconoscere i giusti diritti sul denaro, spettanti a coloro che lo prestano, da non confondersi con l’usura, consistente nella vendita di denaro per altro denaro. Sarà il papa Leone X, il 4 maggio 1515, a emanare la bolla Inter multiplices con cui si riconobbe la liceità di riscuotere un interesse da parte dei Monti in modo da poter «almeno in parte pagare le spese».

Potremmo, in questo senso, definire quella dei Monti di Pietà una forma di carità che va oltre il puro assistenzialismo, aiutando il bisognoso a diventare protagonista egli stesso del suo riscatto dall’indigenza. Questa attività salvifica viene raffigurata mediante l’Imago pietatis – detta anche Uomo dei dolori – che diventerà un vero e proprio logo dei Monti di Pietà; in essa vi è raffigurato Cristo nudo e “passionato”, a braccia aperte nel gesto di richiesta di pietà e aiuto, o sovrapposte tenute verso il basso o verso l’alto, per metà del corpo emergente dal sepolcro. Normalmente è raffigurato da solo, mentre in alcuni casi è sorretto da Nicodemo, oppure consolato da Maria e san Giovanni apostolo, o da angeli. 

La nascita dei Monti di Pietà si intreccia con la storia degli ebrei nel Medioevo: infatti dai banchi ebraici prendevano ispirazione e la loro diffusione andava di pari passo con una predicazione antigiudaica e ciò non per motivi razziali, ma economici. Infatti il retroterra ideale dei Monti di pietà era che i beni dovevano essere destinati alla pubblica utilità, ossia al bene della comunità tanto che il mercante è riconosciuto come il garante della felicità pubblica, in quanto capace di coordinare i rapporti tra produttori, consumatori e i diversi professionisti. Come protagonista della vita sociale, il mercante è considerato come il buon amministratore della famiglia e proprio per questo non ci deve essere separazione tra vita privata e quella pubblica, cioè tra vita economica e vita politica. Ciò che dice della moralità o meno di un mercante è l’uso che egli fa del denaro, ossia se quest’ultimo diventa capitale da investire per il bene comune, oppure rimane oggetto di un’appropriazione egoistica. Le conseguenze della riflessione francescana sono chiare: infatti, se il mercante deve essere colui che gode di buona fama, in quanto attento al bene comune ed alla felicità pubblica, diventa indispensabile fornire alcuni criteri per riconoscerlo, o meglio, per riconoscere chi non lo sia in modo autentico. Dato lo stretto legame tra attività commerciale ed attenzione alla comunità, ne consegue il fatto che non ci si possa fidare di coloro che vivono non pienamente integrati nella vita civica, come avviene nel caso di ebrei ed eretici. Le loro attività sono giudicate dai francescani come la negazione dell’economia solidale e mercantile che deve, al contrario, caratterizzare il vero mercante. Ciò introduce un elemento di conflittualità tra economia cristiana e non, in quanto condotta da persone ritenute responsabili di bloccare la crescita del mercato, quali ebrei, donne che si occupano di ornamenti inutili, speculatori e oziosi. Ormai non sono più i singoli contratti a dire della moralità o meno di una condotta economica, ma le intenzioni che gli uomini d’affari  dimostrano di avere nel loro operare. I mercanti sono divisi tra fedeli e infedeli e ciò diventa il presupposto ideologico della fondazione dei Monti di Pietà che verranno ad esprimere un progetto economico di sviluppo favorito dalle stesse autorità pubbliche.

3. Innanzitutto il bene comune

Coloro che sono dediti all’economia devono essere uomini di fede, come mostrano le prediche di Bernardino da Siena, innanzitutto nella loro famiglia per poi esserlo nel mercato, a beneficio di tutta la città. Le ricchezze non devono essere accantonate improduttivamente, ma fatte circolare in modo produttivo. Persino la restituzione di ciò che è stato tolto ingiustamente va differita se essa va a scapito del bene di tutta la comunità, così come il fallimento di un commerciante incapace è da favorirsi se significa uscire da una situazione di improduttività. In questa maniera si spiega anche la predicazione contraria ai monili femminili che sottraggono ricchezza destinata all’utilità della comunità cristiana. Proprio quest’ultima è il fine ultimo della vita economica; pertanto quella predicata dagli osservanti è un’economia che contrappone coloro che appartengono alla comunità cristiana a chi non vi appartiene. Pertanto l’avversione agli ebrei viene così ad essere determinata non da motivi “razziali”, ma economici. Al tempo della Riforma i francescani compaiono ormai raramente nell’ambito del dibattito economico, tuttavia, le loro idee avevano ormai significativamente contribuito a  formare le categorie di un pensare economico, grazie al loro modo evangelico di usare il mondo che condanna qualsiasi tesaurizzazione improduttiva, mentre esalta i legami di reciprocità e solidarietà. Proprio la difficile scelta francescana della povertà, secondo Todeschini, «aveva potuto catalizzare e razionalizzare le tensioni di un mondo in trasformazione». La comunità, il bene comune devono essere il fine delle attività economiche e proprio a partire da queste categorie sviluppate dal francescanesimo sarà facile giungere ad attribuire allo stato il compito di regolare il rapporto tra privato e pubblico. Distanziandosi dal pensiero di Max Weber, sempre Todeschini afferma che «in questa prospettiva, le posizioni etico-economiche di Giovanni Calvino ci appaiono radicate in un terreno assai più antico di quello costituito dalla Riforma», ossia nel pensiero francescano. Tuttavia, Todeschini conclude affermando che proprio ciò che fu elaborato dai francescani in merito al profitto ed al mercato, se da una parte condusse ad un incivilimento e ad uno sviluppo della socialità nel vivere economico, dall’altra comportò il formarsi di un grosso gruppo di esclusi dalla felicità pubblica costituito proprio da infedeli, infami, incivili e poveri. Di conseguenza tutti coloro che erano stati esclusi o si autoescludevano dalla società, come nel caso di eretici ed ebrei, costoro erano nemici della comunità; è per questo motivo che nell’organizzazione economica della società predicata dall’Osservanza era compresa anche la predicazione antigiudaica.

Possiamo dire che il pensiero francescano inerente l’economia, rappresenti la risposta a quanto chiedeva il cardinal Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano e futuro Paolo VI, nel discorso pronunciato ad Assisi il 4 ottobre 1958: «È possibile, Francesco, maneggiare i beni di questo mondo, senza restarne prigionieri e vittime? È possibile conciliare la nostra ansia di vita economica, senza perdere la vita dello spirito e l’amore? È possibile una qualche amicizia fra Madonna Economia e Madonna Povertà? O siamo inesorabilmente condannati, in forza della terribile parola di Cristo: “È più facile che un cammello passi per la cruna d’un ago che un ricco entri nel regno dei cieli?” (Mt 19,24)… Così insegnaci, così aiutaci, Francesco, a essere poveri, cioè liberi, staccati e signori, nella ricerca e nell’uso di queste cose terrene, pesanti e fugaci, perché restiamo uomini, restiamo fratelli, restiamo cristiani». Tenendo conto che in un clima di globalizzazione come l’attuale con bene comune non deve intendersi soltanto quello della società cristiana, ma di tutta la comunità umana, tutto ciò si presta ad ulteriori approfondimenti, in una linea di pensiero che potremmo definirla come una spiritualità economica francescana.

 

Si è aperto ad Assisi il Capitolo generale dei frati minori

ASSISI, lunedì, 25 maggio 2009 (ZENIT.org).- Centocinquantadue frati minori, in rappresentanza di circa 15.000 religiosi presenti in oltre 110 Paesi, sono riuniti da questa domenica e fino al 20 giugno ad Assisi per celebrare il 187° Capitolo dell’ordine fondato da san Francesco.

Verbum Domini nuntiantes in universo mundo (Annunciatori della Parola del Signore in tutto il mondo) è il motto scelto per l’incontro, che dunque metterà al centro dei lavori il tema dell’annuncio del Vangelo e della missione francescana.

Domenica 24 maggio, 181 frati (152 delegati e 29 tra ufficiali di segreteria, traduttori, interpreti e assistenti), provenienti da tutte le parti del mondo, si sono radunati sulla piazza antistante la grande Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Tutti sono poi entrati processionalmente in Basilica per la celebrazione della Messa, avvenuta davanti alla Porziuncola, la piccola chiesa restaurata da san Francesco e scelta da lui come centro di tutto il suo movimento.

Durante l’omelia, il Ministro generale uscente, padre José Rodriguez Carballo, ha sottolineato l’esigenza di annunciare il Vangelo con la forza di Paolo e l’immediatezza di Francesco, anche là dove questa missione è causa di prove e sofferenza.

“Andate, Frati Minori, continua a dirci oggi lo Spirito del Signore, non come padroni della verità, ma come servi umili, e ciò che gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date ”, ha detto.

“Andate – ha aggiunto – ed annunciate a quanti incontrate lungo le strade e nelle piazze delle città la loro condizione di figli e figlie di uno stesso Padre, fratelli vostri. Andate ed evangelizzate in collaborazione con i laici, uomini e donne, giovani ed anziani”.

“Andate e, in ogni luogo e in qualsiasi attività, testimoniate i valori evangelici restando al fianco delle persone che non conoscono ancora Gesù”.

“Non ci mancheranno certo le difficoltà, però è il Signore colui che ci dice: Coraggio, non abbiate paura”, ha incoraggiato padre Rodriguez Carballo.

Successivamente, nell’adiacente auditorium della Domus Pacis, dopo l’intervento del Ministro, i capitolari sono stati salutati dal Vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino e da fr. Bruno Ottavi, Ministro Provinciale dei Frati dell’Umbria. Anche il Sindaco della Città, il dott. Claudio Ricci, ha voluto rendersi presente attraverso un messaggio. Molti i saluti giunti ai capitolari da diverse parti del mondo.

Oltre ai presenti tutti i frati, singolarmente o a gruppi, potranno far pervenire al Capitolo le proprie opinioni sui temi che riguardano la vita dell’Ordine.

Al Capitolo generale spetta il compito di esaminare e tutelare il patrimonio e la vita dell’Ordine, individuare nuove strade e mezzi opportuni per la sua crescita e promuovere un adeguato rinnovamento.

La prima settimana del Capitolo generale sarà dedicata al dialogo e alla conoscenza reciproca fra i delegati oltre alla verifica sullo stato dell’Ordine, a partire dalla Relazione che il Ministro generale presenterà ai capitolari; nella seconda – esattamente il 4 giugno – sarà eletto il nuovo generale scelto a maggioranza assoluta, alla presenza del delegato pontificio, il Cardinale José Saraiva Martins; mentre nella terza e quarta i padri capitolari discuteranno dell’orientamento dell’Ordine per i prossimi sei anni.

Nella conferenza stampa di presentazione del Capitolo generale, tenutasi a Roma il 22 maggio, padre José Rodriguez Carballo ha sottolineato in particolare tra le “sfide missionarie” a cui questo incontro vuole rispondere quella della inculturazione, del rinnovamento del linguaggio, “più umile, più sapienziale e meno ampolloso”, accompagnato sempre da una coerente testimonianza di vita.

Il Ministro generale ha poi ricordato l’impegno di evangelizzazione svolto dai frati minori attraverso non sole le parrocchie ma anche tramite gli 800 centri educativi e le università, che mantengono vivo il carisma francescano nel mondo e che insieme si fanno strumenti di dialogo ecumenico e tra le religioni.

Padre Rodriguez Carballo ha anche messo in rilievo l’attualità della vocazione alla “minorità”, intesa come “scelta degli ultimi e degli oppressi per essere solidali con loro e annunciare la speranza”.

San Francesco, ha spiegato, è stato “soprattutto un credente”, anche se molte volte “viene raffigurato o presentato come un rivoluzionario sociale e politico. Francesco è un rivoluzionario del Vangelo”.

Al termine della conferenza, padre Carballo ha presentato la medaglia commemorativa degli 800 anni dell’Ordine francescano (1209-2009), spiegandone la simbologia: su un lato la colomba della Spirito Santo, “il vero Ministro generale” secondo san Francesco; sull’altro la raffigurazione del Capitolo generale guidato dal Poverello di Assisi, che insegna ai frati la via per la propria conversione, indicando il volto del Crocifisso che gli parlò a San Damiano.

Attualmente, i frati minori presenti nei vari continenti sono 14.724; nel 2005 erano 15.795 e circa 22.000 nel 1930. Sebbene diminuisca il loro numero in Europa occidentale e centrale, così come negli Stati Uniti e in Canada, rimane tuttavia stabile la situazione in America Latina. Crescono, invece, le vocazioni in Europa orientale, Asia e Africa.

Attualmente i Vescovi appartenenti all’Ordine dei Frati minori sono 104. La maggior parte di loro è concentrata in America Latina.

 

Una spiritualità economica nel solco di Francesco d’Assisi

di padre Pietro Messa*

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ROMA, giovedì, 7 maggio 2009 (ZENIT.org).- Compito della storia è certamente ricostruire i fatti accaduti nello scorrere del tempo, tuttavia se non è accompagnata da uno sforzo intellettuale che cerca di comprenderne i motivi che li hanno prodotti e che aiutino a renderli in un certo qual senso intelligibili, anche se risultano non totalmente incomprensibili, certamente non si coglie la complessità di ciò che rappresentano.

Così per capire meglio i Monti di Pietà si potrebbe analizzare come sono nati, quali circuiti economici interessarono, la realtà sociale coinvolta, eccetera. Tuttavia anche questo non andrebbe al fondamento di ciò che li hanno prodotti. Infatti essi sono l’espressione di una sintesi mirabile tra scelta evangelica della povertà e attenzione al bene comune vissuta da frate Francesco d’Assisi, elaborata concettualmente da frate Pietro di Giovanni Olivi, diffusa dalla predicazione di Bernardino da Siena, e testimoniata dalla predicazione sociale dei Francescani nella seconda metà del Quattrocento. Ma andiamo per ordine…

 

Il Papa ai francescani partecipanti al “Capitolo delle Stuoie”

CASTEL GANDOLFO, domenica, 19 aprile 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato questo sabato da Benedetto XVI nel ricevere in udienza, nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, i membri della Famiglia Francescana partecipanti al “Capitolo delle Stuoie”, iniziato ad Assisi il 15 aprile.

Al via il primo Master in Medioevo francescano

ROMA, martedì, 19 giugno 2007 (ZENIT.org).- Partirà nell’ottobre prossimo la prima edizione del Master in Medioevo francescano, organizzato dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia della Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) di Roma.

Francescani e ortodossi russi riprendono un dialogo comune: quello della spiritualità

MOSCA, lunedì, 27 marzo 2006 (ZENIT.org).- Il dialogo ecumenico più che sulla carta “deve arrivare al cuore”. Lo ha affermato il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, fr. José Rodríguez Carballo, che venerdì scorso ha concluso una visita di tre giorni nella capitale russa per rafforzare il dialogo di spiritualità tra ortodossi e francescani.