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Mcl porta in piazza i semi della cooperazione

Il 20 e 21 dicembre avrà luogo il progetto di cooperazione a sostegno di diecimila famiglie africane e latinoamericane

Oggigiorno, «si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri», forse perché ci si ricorda «troppo poco di quanti soffrono la fame». Queste parole di papa Francesco, che fanno parte dell’ormai celebre discorso alla Fao, hanno smosso gli animi del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) che il 20 e 21 dicembre porta in mille piazze d’Italia l’iniziativa Dal Seme al Cibo.

Come ha spiegato il presidente di MCL, Carlo Costalli, incontrando i giornalisti, si tratta “di un progetto di cooperazione innovativo, in quanto interamente finanziato dalla gente”, che verrà affidato operativamente alla onlus Cefa, in occasione dell’Expo 2015. In sostanza, diecimila famiglie contadine dei paesi in cui quest’ONG del movimento è attiva (Sud Sudan, Somalia, Ecuador e Marocco) saranno aiutate nella loro guerra quotidiana contro la fame, fornendo strumenti e mezzi di coltivazione.

Alla base c’è l’adesione del Mcl al programma di papa Francesco, secondo il quale il diritto all’alimentazione sarà garantito solo se «ci preoccupiamo» della «persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione», cioè il “soggetto reale” di tale diritto. «Mentre si parla di nuovi diritti, l’affamato è lì, all’angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina», ha osservato il Pontefice e il Mcl traduce tale esortazione con una raccolta fondi popolare che si articolerà attraverso mille gazebo in altrettante piazze italiane dove saranno distribuiti i “semi” della speranza.

A fronte di un’offerta, verrà consegnato il kit di sementi utilizzate dalle popolazioni in via di sviluppo per sottrarsi allo spettro delle denutrizione. «Donare per combattere la fame altrui e piantare sul balcone di casa gli stessi semi che sconfiggeranno la fame a migliaia di chilometri di distanza sarà un modo simpatico e istruttivo – commenta il presidente del Movimento cristiano lavoratori – per combattere insieme questa battaglia di civiltà e affrontare l’Expo non come una vetrina ma come un’occasione di ripensamento culturale del problema della cooperazione. Perché, come ci ricorda papa Francesco, “i destini di ogni nazione sono più che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri” e il nostro problema non è quello di applaudire il Papa quando sferza la speculazione finanziaria ma porre in essere dei comportamenti virtuosi a partire dal privato, comportamenti di vita sobria e un nuovo modo di donare risorse e tempo agli altri, un modo più partecipativo, meno freddo e lontano, meno astratto».

Il MCL non è nuovo a questo genere di iniziative. Da anni è presente nei Paesi poveri dell’Africa, dei Balcani e del Medioriente con progetti di cooperazione che si giovano anche della competenza di FederAgri, l’organizzazione agricola del movimento. La volontà di «sostenere e promuovere forme solidali di cooperazione internazionale sia diretta che attraverso altri enti promossi o operanti nell’ambito associativo» è stata esplicitata anche nella mozione dell’ultimo congresso associativo, che si è svolto in primavera. La raccolta di fondi Dal Seme al Cibo, ideata in quell’occasione, si concluderà nel mese di giugno, in coincidenza con l’apertura dell’esposizione universale di Milano, alla quale il MCL parteciperà: «e ci saremo per ribadire la concezione di globalizzazione del Papa, che ha mirabilmente sintetizzato esprimendo il dolore di constatare che “la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla priorità del mercato e dalla preminenza del guadagno, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria”. Il ruolo del terzo settore, peraltro mal sopportato dai governi, è quello di coscienza critica del mercato: noi non siamo quelli che vorrebbero abolire il mercato ma che vorrebbero umanizzarlo», conclude il presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori.

Paolo Accomo

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