Vangelo

Mt 21,23-27

Lettura

Subito dopo il suo ingresso in Gerusalemme, osannato dalla folla come il Figlio di Davide, Gesù entra nel Tempio e scaccia via i mercanti e i cambiavalute. Per questo ha inizio l’opposizione esplicita dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo che, nei giorni seguenti, vedendolo ancora nel Tempio compiere guarigioni e insegnare, gli chiedono con quale autorità faccia queste cose. Gesù non risponde, ma replica riproponendo la questione dell’origine divina dell’opera del Battista. I suoi oppositori restano spiazzati: temono la folla, ma nel loro cuore matura il rifiuto nei confronti di Gesù e il progetto di metterlo a morte. 

Meditazione

I capi dei sacerdoti e gli anziani si avvicinano a Gesù con un’unica motivazione: quella di discutere in merito all’autorità. Essi, che rappresentano le massime autorità religiose e sociali in mezzo al popolo, non possono accettare che Gesù, nel Tempio, insegni senza la loro autorizzazione. Non sono interessati a cosa Gesù stia insegnando, o al perché abbia compiuto nel Tempio gesti eclatanti, come la cacciata dei venditori o la guarigione di ciechi e storpi. La loro unica domanda è: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?» (v. 23). Gesù risponde sottoponendo a sua volta un quesito in merito al battesimo di Giovanni, che viene dunque messo in parallelo alla sua opera: viene «dal cielo o dagli uomini»? È questo il punto centrale della questione: i capi dei sacerdoti e gli anziani hanno ricevuto la loro autorità dagli uomini, e dal consenso degli uomini dipende il loro potere. Infatti, evitano di prendere posizione per «paura della folla» (v. 26). Quello che manca del tutto nei loro ragionamenti, nei loro giochi di potere, è il riferimento a Dio. Sono incapaci di lasciarsi interrogare prima dagli inviti del Battista alla conversione e poi dalle parole di Gesù sul Vangelo del Regno, in quanto non ragionano secondo Dio, ma secondo gli uomini. Emerge in tutta la sua meschinità la loro mancanza di fede in quel Dio che dicono di servire, avendo come unico criterio di discernimento ciò che penserà di loro la gente, senza chiedersi minimamente ciò che pensa Dio. La novità e la forza delle parole e delle azioni di Gesù irrompe nella quiete del loro Tempio e mette in discussione la loro autorità e le loro certezze: è questo il vero motivo della loro incredulità e del loro rifiuto nei confronti di Gesù. 

Preghiera

«Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il debole, dall’immondizia rialza il povero. Il Signore giudicherà le estremità della terra; darà forza al suo re, innalzerà la potenza del suo messia» (1Sam 2,6-8.10). 

Agire

Che idea ho del potere? Ricordo che ogni autorità viene da Dio? Penso secondo Dio o secondo gli uomini?

Meditazione a cura di monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it