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Francesco scrive ai detenuti del carcere di Latina

Nella lettera, il Santo Padre auspica che gli anni trascorsi in carcere non siano vissuti come tempo perso o una punizione ma occasione di crescita per trovare la pace

“Vorrei chiedervi scusa se non ho risposto prima a tante e a tanti di voi che mi hanno scritto. Purtroppo non è sempre facile fare tutto ciò che si desidera fare”. Ha un tono confidenziale la lettera inviata da Papa Francesco ai detenuti della Casa circondariale di Latina.

Il Pontefice l’ha recapitata tramite monsignor Yoannis Lahzi Gaid, uno dei segretari particolari del Santo Padre (già viceparroco nel capoluogo pontino), nelle mani del cappellano, don Nicola Cupaiolo, che a sua volta l’ha consegnata ai circa 120 detenuti dell’istituto penitenziario. Di questi 30 sono donne recluse nella sezione di alta sicurezza, per reati di terrorismo o mafia. 

La missiva – riportata integralmente dal sito della Diocesi di Latina – si rivolge a tutti i coloro che in questi anni hanno inviato “sfoghi” e “confidenze” al Santo Padre, il quale assicura che leggerli “è stato per me un motivo di grande conforto”. Poi aggiunge: “Nell’impossibilità di rispondere a ciascuno di voi, desidererei tanto che ognuno senta questa lettera come una risposta personale!”. 

Francesco, inoltre, si dice lieto che le sue parole giungano a pochi giorni da “una delle feste più care a tutti noi: il Santo Natale, la nascita di Gesù. Quel Gesù che non desidera altro che nascere nel presepe del cuore di ognuno di noi!”. Augurando quindi un buon Natale, auspica “che le ore, i giorni, i mesi e gli anni passati o che state trascorrendo in codesta Casa circondariale di Latina vengano visti e vissuti non come tempo perso o come una temporanea punizione ma come un’ulteriore occasione di autentica crescita per trovare la pace del cuore e la forza per rinascere tornando a vivere la speranza nel Signore che non delude mai”.

“Mi ha fatto piacere – aggiunge poi il Papa – che molti di voi stanno seguendo un cammino di fede con il cappellano don Nicola e con quante e quanti collaborano nello starvi vicino non solo per dovere d’ufficio ma per una disponibilità interiore a consideravi sinceramente sorelle e fratelli”. A loro va un personale ringraziamento, mentre ai detenuti l’incoraggiamento “a continuare questo cammino con perseveranza”. 

La lettera del Vescovo di Roma è accompagnata poi dal dono di un nuovo Messale, “affinché – spiega Bergoglio – scopriate nella Santa Messa la traccia del cammino quotidiano con il Signore che è il medico efficace delle vostre ferite, amico fedele di ogni giorno e il nutrimento necessario per sostenere quel cammino di salvezza e di liberazione che nemmeno le sbarre del carcere possono impedire”.

Nelle ultime righe, Papa Francesco assicura a tutti i carcerati la sua vicinanza e preghiera: “Prego per voi – scrive – chiedendo al Signore di consolarvi con la sua pace e la sua dolce presenza”. Dice pure di pregare per i loro familiari e chiede “di dire a loro che li penso e li benedico”. Infine conclude: “Il Principe della Pace, Gesù Cristo, vi ricolmi della gioia del suo Natale e ricompensi tutte le persone che vi sono vicine: gli agenti, i volontari e la Vostra direttrice. La Beata Vergine Maria Immacolata vi custodisca sotto il suo manto materno”. 

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