Dona Adesso

In qualsiasi stazione ferroviaria, appena giungi al binario dove aspettare l’arrivo del tuo treno, dagli altoparlanti ti piove addosso una serie ininterrotta di avvisi dati ai signori viaggiatori.

O è l’arrivo imminente d’un treno, o la partenza d’un altro. Può trattarsi d’un cambio di orario o il ritardo d’un convoglio: oppure lo scambio di binario d’un treno che parte o arriva.

Ma ciò che ultimamente mi sta meravigliando è che, dopo ogni avviso, breve o lungo, importante o meno, venga ripetuta in forma quasi ossessiva la raccomandazione: “Allontanarsi dalla linea gialla”.

Mi informo chiedendo il perché d’un simile preoccupato e preoccupante martellamento: “E’ questione di vita o di morte – è la risposta – si sono avverati troppi incidenti mortali a causa del mancato rispetto della dovuta distanza dai binari al passaggio frequente e improvviso dei treni”.

Sembrava volermi dire e convincere, se ce ne fosse  bisogno: “Se ami la vita ringrazia la linea gialla che ti segnala la presenza e il limite del pericolo”. Lì per lì gli ribadisco che io amo la vita, ringrazio chi ha messo la linea gialla e me  la segnala.

Mi sono detto che il limite da cui stare lontano per salvare la “vita vera” è esattamente il “mio io”. E’ la linea gialla che mi richiama la questione di vita o di morte.

Il mio io mi trascina e mi travolge nel passaggio improvviso e imprevisto dell’egoismo sempre in agguato; ed è subito morte.

Starmene lontano è godere la “libertà di poter amare”.

Ciao da p. Andrea

Per richiedere copie dei libretti di padre Andrea Panont e per ogni approfondimento si può cliccare qui. 

La linea gialla

Il mio io mi trascina e mi travolge nel passaggio improvviso e imprevisto dell’egoismo sempre in agguato

In qualsiasi stazione ferroviaria, appena giungi al binario dove aspettare l’arrivo del tuo treno, dagli altoparlanti ti piove addosso una serie ininterrotta di avvisi dati ai signori viaggiatori.

O è l’arrivo imminente d’un treno, o la partenza d’un altro. Può trattarsi d’un cambio di orario o il ritardo d’un convoglio: oppure lo scambio di binario d’un treno che parte o arriva.

Ma ciò che ultimamente mi sta meravigliando è che, dopo ogni avviso, breve o lungo, importante o meno, venga ripetuta in forma quasi ossessiva la raccomandazione: “Allontanarsi dalla linea gialla”.

Mi informo chiedendo il perché d’un simile preoccupato e preoccupante martellamento: “E’ questione di vita o di morte – è la risposta – si sono avverati troppi incidenti mortali a causa del mancato rispetto della dovuta distanza dai binari al passaggio frequente e improvviso dei treni”.

Sembrava volermi dire e convincere, se ce ne fosse  bisogno: “Se ami la vita ringrazia la linea gialla che ti segnala la presenza e il limite del pericolo”. Lì per lì gli ribadisco che io amo la vita, ringrazio chi ha messo la linea gialla e me  la segnala.

Mi sono detto che il limite da cui stare lontano per salvare la “vita vera” è esattamente il “mio io”. E’ la linea gialla che mi richiama la questione di vita o di morte.

Il mio io mi trascina e mi travolge nel passaggio improvviso e imprevisto dell’egoismo sempre in agguato; ed è subito morte.

Starmene lontano è godere la “libertà di poter amare”.

Ciao da p. Andrea

Per richiedere copie dei libretti di padre Andrea Panont e per ogni approfondimento si può cliccare qui. 

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