La fortezza del discepolo

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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Lettura

Iniziano, nella prima lettura, alcuni brani tratti dal libro del profeta Isaia, il quale svolse il suo ministero a Gerusalemme, durante la caduta del regno del nord e prima dell’esilio in Babilonia degli abitanti della Giudea. Il suo è un forte richiamo alla conversione verso “il Dio tre volte santo”. Il brano di oggi ci presenta la sua chiamata.  San Matteo, nel Vangelo, ci ricorda che il vero discepolo di Gesù non può prescindere dalla sofferenza se cammina nella sequela del maestro. Eppure è chiamato a non temere, ma a perseverare nel bene. 

Meditazione

Il brano del discorso di Gesù agli apostoli per ben tre volte sottolinea la necessità di non lasciarsi scoraggiare in mezzo alle prove, ripetendo le consolanti parole: «Non abbiate paura…». È un invito alla fiducia, alla fortezza, alla perseveranza in mezzo anche alle circostanze avverse della vita che attendevano i discepoli. È un appello ad affrontare le prove della vita con coraggio e con fede. Nel giugno del 1979 Papa Karol Woytila, da poco eletto al soglio pontificio, si recò a visitare la sua Polonia. Era il primo Papa a mettere piede in un Paese comunista. Egli celebrò la prima messa a Varsavia, in Piazza della Vittoria. Nella sua omelia, di fronte a una moltitudine di fedeli, disse con coraggio: «L’esclusione di Cristo dalla storia dell’uomo è un atto contro l’uomo. Senza di Lui non è possibile capire la storia della Polonia!…». A quel punto dalla folla, che si alzò in piedi emozionata, salì un incontenibile applauso che sembrava non finire più; era lo sfogo di un popolo che anelava la sua libertà. Il Papa guardava la folla e la gente aveva lo sguardo fisso su di lui. Dovette intervenire il Card. Wyshinski, allora primate della Polonia, per chiedere ai fedeli di permettere, dopo circa dieci minuti di applausi, di far continuarela Messa.Ilgiorno seguente nell’incontro con i giovani il Papa disse. «Ieri sono rimasto molto emozionato nella Messa celebrata…». A quelle parole i giovani estrassero delle croci nascoste – i segni religiosi non erano ammessi – e ognuno con la mano alzata la tenne forte mentre cantavano un canto proibito dalle autorità: «Noi vogliamo Cristo…». La piazza si trasformò in un mare di croci che ondeggiavano… Veramente si può dire che il Vangelo è sempre attuale e che si applica in ogni epoca della storia. Cristo, anche oggi ci invita al coraggio della fede, alla santità; santità vuol dire scegliere Cristo e, in lui, l’uomo. E solo la santità autentica trasforma il mondo. 

Preghiera

Eccomi, Signore. Che cosa desideri da me? Cosa vuoi che io faccia? Fammelo comprendere e sostienimi nella realizzazione della tua volontà, nel compimento della mia missione. 

Agire

Oggi cercherò di realizzare tutto con coraggio, con audacia, motivato dalle parole di Gesù. 

Meditazione del giorno a cura dipadre Paolo Cerquitella, L.C., tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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ZENIT Staff

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