Lettura

Nulla è più prezioso del Regno dei Cieli, cioè della presenza di Cristo nella nostra vita. Vale la pena vendere tutto ciò che si ha per poterlo possedere. Il discepolo di Gesù Cristo è colui che, avendo trovato il tesoro, non esita a lasciare tutto per Lui. Il profeta Geremia, fedele servo di Dio, si affiderà alla sua forza in mezzo alle tribolazioni e alle angosce. 

Meditazione

Mentre il brano del Vangelo raccoglie le parole semplici e profonde di Gesù con il paragone sul Regno dei cieli, nella prima lettura il profeta Geremia manifesta tutto il travaglio della sua anima dinanzi alle prove che deve affrontare a causa della missione che gli è stata affidata da Dio. Ma proprio il grido di angoscia del Profeta e la risposta di Dio ci aiutano a mettere in luce l’insegnamento delle parabole: vale la pena vendere tutto, pur di ottenere il tesoro. Geremia era stato inviato da Dio a predicare al suo popolo perché si convertisse dinanzi alla prospettiva imminente della distruzione di Gerusalemme. Ma le parole che egli annuncia gli provocano contrasto e persecuzione. Egli sperimenta così tutta l’amarezza del proprio destino, del suo «dolore senza fine». Ma Dio stesso lo rassicura: «…non potranno prevalere, perché io sarò con te per salvarti e per liberarti». Geremia nel suo libro manifesta con trasparenza i suoi sentimenti; per questo lo sentiamo molto vicino. Allo stesso tempo ci interpella: anche noi, infatti, ci troviamo spesso in situazioni difficili, tragiche. Ma in realtà si tratta del prezzo che siamo chiamati a pagare per conquistare l’amicizia intima con Lui. «Io tutti quelli che amo li rimprovero e li educo…», dice il libro dell’Apocalisse. Sì, Dio ci purifica come oro nel crogiuolo, per renderci più degni di Lui e del premio eterno e per farci portare frutto dopo la potatura. Le sofferenze del Profeta anticipano quelle di Gesù Cristo e indicano già il cammino da percorrere per arrivare alla luce. A questo proposito Padre Pio, l’umile frate del Gargano, scriveva in una sua lettera: «Innanzi di esclamare anche noi con san Pietro: “Oh! quanto è buono l’essere qui”, bisogna ascendere prima il Calvario, ove non si vede che morte, chiodi, spine, sofferenza, tenebre straordinarie, abbandoni e deliqui». Dio ci invita a credere e a confidare in Lui, nonostante la prospettiva oscura delle sofferenze. Con il profeta anche noi possiamo sperimentare la “letizia nel cuore”, cioè la consolazione di Dio che ci è vicino e ci sostiene. Allora la sua parola è fuoco interiore che sostiene e luce che porta vita nuova al mondo.   

Preghiera

O Signore, dammi la grazia di poter fare esperienza di te, di comprendere quanto mi ami e quanto ami tutti gli uomini, e fa’ che lasci tutto per possedere te. 

Agire

Oggi mi impegnerò ad aiutare il mio prossimo, cominciando dalla mia famiglia. 

Meditazione del giorno a cura dipadre Paolo Cerquitella, L.C., tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it