Lettura

I discepoli sono inviati in missione, ad annunziare la venuta del Regno. Le istruzioni  date da Gesù e trasmesse dall’evangelista Matteo hanno delineato il comportamento del cristiano di ogni epoca, chiamato non solo a “stare con il Maestro”, cioè a conoscerlo e seguirlo, ma anche ad operare come Lui ha fatto, prolungando, in modo misterioso, ma reale, la sua missione di salvezza delle anime, ricevuta come un dono gratuito.

Meditazione

Il profeta Osea ci commuove trasmettendo le parole di Dio che parla di sé come una madre amorevole che protegge e accudisce i suoi figli. Tale è l’amore di Dio nei nostri confronti, del quale l’amore umano più bello e più puro è un pallido riflesso. Quanto è grande questo amore nei confronti dell’uomo! E Dio ha voluto costituire i suoi discepoli anche come portatori di questo dono: «Andate, predicate, che il Regno dei cieli è vicino…». Con Gesù, Dio ci ha donato la notizia più bella di tutta la storia dell’umanità: Egli ha vinto il peccato e la morte. Come diceva Papa Benedetto XVI: «La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo che dà carne e sangue ai concetti – un realismo inaudito – […]. Questo agire di Dio acquista ora la sua forma drammatica nel fatto che, in Gesù Cristo, Dio stesso insegue la “pecorella smarrita”, l’umanità sofferente e perduta» (Deus Caritas est, n.12). Questo è l’annuncio che i discepoli di Gesù non potranno tacere, neanche dinanzi alle persecuzioni o ai più grandi ostacoli. Ora Gesù non ha dubbi nel mandare gli apostoli ad allenarsi in questa missione; infatti di lì a poco dovranno veramente iniziare una missione incredibile, guidati solo dalla fede, portando la buona novella per il mondo intero. Anche noi siamo poveri pescatori, o esattori delle imposte o semplici cristiani “di strada”. Ma il Signore ci vuole affidare una missione grande, che molto spesso supera i limiti delle nostre possibilità, un dono gratuito da dare gratuitamente; ci rende portatori di una grazia, un tesoro immenso, in vasi di creta. Non dobbiamo aver paura. Se una adolescente come Teresa di Lisieux, che entrò nel convento a quindici anni, ha potuto segnare profondamente la storia della trasformazione di molte persone nella Francia del suo, perché non offrire anche noi le nostre mani, i nostri impegni quotidiani, vissuti con amore? Tutti possiamo offrire qualcosa, soprattutto la nostra donazione nel compimento del dovere, realizzato con molto amore.

Preghiera

O mio Dio, ti ringrazio per la fiducia che mostri nei miei confronti, nonostante la mia indegnità. Eccomi, fa’ di me uno strumento del tuo amore e della tua pace; fa’ che lavori senza perdere un solo istante per far avanzare la Causa del tuo Regno.

Agire

Cercherò di sfruttare ogni occasione che mi si presenterà per fare il bene al mio prossimo.

Meditazione del giorno a cura dipadre Paolo Cerquitella, L.C., tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it