Tanzania: la Chiesa sempre più attiva a Zanzibar

ROMA, mercoledì, 19 ottobre 2011 (ZENIT.org).- La Chiesa cattolica sta intensificando la sua presenza a Pemba, la seconda isola dell’arcipelago tanzaniano di Zanzibar, attraverso la sua azione educativa e di promozione del dialogo interreligioso.

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L’espansione dell’azione ecclesiale, favorita dalla costruzione di una nuova chiesa e di un centro pastorale, avrà un impatto consistente sulla società della Tanzania, Paese africano a maggioranza musulmana.

Il sacerdote spiritano padre Apolinarius Msaky lo ha riferito all’associazione caritativa cattolica internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) durante il suo viaggio in Irlanda per ringraziare le organizzazioni che hanno reso possibile la costruzione dei nuovi edifici.

ACS ha finanziato la chiesa e il centro parrocchiale, mentre i volontari hanno visitato l’isola a giugno e luglio per aiutare a concludere i lavori ed eseguire le decorazioni.

Il centro pastorale di Chake-Chake, vicino al centro dell’isola, aiuterà tutta la società e incoraggerà le relazioni interreligiose con i vicini musulmani, ha osservato il missionario.

“La costruzione del centro, che dura da tre anni, è veramente di grande valore per la gente di Pemba. Non solo per i cristiani, ma anche per i musulmani”, ha detto padre Msaky.

“Visto il ridotto numero di cristiani sull’isola, avere un centro di questo tipo è per noi un simbolo di stabilità e impegno nei confronti della società”.

Padre Masky ha quindi descritto come il suo Ordine abbia una lunga tradizione di azione nei Paesi musulmani, a cominciare dalla missione nelle terre islamiche negli anni Sessanta dell’Ottocento.

“Consideriamo il dialogo interreligioso parte della nostra vita”, ha detto il sacerdote ad ACS; “non solo le questioni religiose, ma anche le attività sociali, come la sanità, l’istruzione, il miglioramento dei servizi sociali”.

“Lo definiamo un dialogo di vita, in cui condividiamo le nostre gioie, i nostri dolori, cooperiamo per promuovere il miglioramento della nostra società”.

Il centro, ha aggiunto, “oltre che fornire un luogo per la preghiera e l’adorazione, sarà usato come una sorta di centro per il dialogo interreligioso”.

La struttura ospiterà anche dei corsi. La Chiesa sta impartendo lezioni serali di inglese e matematica “per ampliare le possibilità della gente di ottenere un impiego”, perché come ha detto padre Msaky il livello di istruzione di Pemba è inferiore rispetto a quello della Tanzania continentale.

I corsi verranno impartiti anche nella nuova chiesa di Vitongoji, che il sacerdote spera sarà operativa nel gennaio prossimo.

Nel 2000 la popolazione di Vitongoji, nel sud dell’isola, è aumentata dopo che sono stati istituiti due nuovi campi militari. La vecchia chiesa era poco più di una cappella, ma ora deve accogliere una comunità più numerosa.

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ZENIT Staff

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