CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 7 novembre 2012 (ZENIT.org) - Pubblichiamo di seguito il testo dell'Omelia di S.E. Mons. Wacław Depo, Arcivescovo Metropolita di Częstochowa e Presidente della Commissione Episcopale per i mass media, durante la Messa di questa mattina, nella Basilica di S. Pietro, in occasione del pellegrinaggio a Roma di Radio Marjia della Polonia. 

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Eminenza, Reverendissimo Signor Cardinale,
Fratelli nel ministero episcopale e sacerdotale,
Religiosi, con in testa Padre Provinciale della Congregazione dei Redentoristi e P. Taddeo Rydzyk, Direttore di varie opere di evangelizzazione,
Cari Pellegrini della Famiglia di Radio Maryja, carissimi Polacchi che vivete in Polonia e all’estero!

In tutta la Chiesa viviamo ancora l’ottava di preghiera per coloro che ci hanno preceduto nel pellegrinaggio della fede verso la casa del Padre. E nel contempo – riunendoci oggi a celebrare il Sacrificio Eucaristico, che corona il Pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maryja alle tombe degli Apostoli e all’incontro con il Santo Padre Benedetto XVI – confermiamo la verità su noi stessi, che dal momento del nostro battesimo siamo diventati pellegrini sulla strada di Cristo. Egli è la nostra Via verso la vita eterna.

Siamo in pellegrinaggio attraverso la fede verso la vita terrena, non solo insieme a Cristo, ma anche grazie a Cristo: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6). E in questo incontro diamo la testimonianza che abbiamo ancora una strada sicura, cioè la “Via verso Gesù’”: è Maria, la Madre di Dio.

Il Concilio Vaticano II ha definito Maria “Madre nell’ordine della grazia”. Ella è anche “la Grazia della Via” per la Chiesa e per il mondo, via di intercessione materna. Senza il dono della grazia di Cristo Redentore e senza il dono della Maternità Divina di Maria, l’umanità non avrebbe una vera e giusta storia, non avrebbe “motivi di vita e di speranza”…

Le preghiere dell’odierna liturgia eucaristica ci insegnano che, per la materna intercessione di Maria, cresciamo nella grazia e veniamo liberati da ogni male sulla terra. Allo stesso tempo, esse ci ricordano che ogni buio della vita può essere illuminato dalla Parola di Dio e dalla sua forza.

In un brano della Lettera ai Romani, l’Apostolo Paolo esprime la sua fede e la sua speranza che Dio, in Gesù Cristo, ci dà “la grazia di una nuova creazione”. Perciò niente potrà mai separarci da Lui: “né la tribolazione, né l’angoscia, né la persecuzione o la spada; né morte, né vita, né presente, né avvenire...  Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati”… (Rm 8,35.38.37). Così il mistero di Cristo è stato presentato in modo sintetico e completo. E San Paolo stesso è rimasto, per tutte le generazioni dei cristiani, non solo quale Evangelizzatore della verità di Gesù Redentore, ma anche il suo Testimone.

Nel Vangelo di San Giovanni, che ci ha tramandato – come unico degli Evangelisti – il racconto del primo miracolo di Gesù in Cana di Galilea, troviamo una frase molto importante: “manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”. Quindi, non la trasformazione dell’acqua in vino è stata la cosa più importante del racconto; il miracolo molto più profondo di Cana è la fede dei discepoli, che al là di questo segno, cominciano a riconoscere la santa presenza di Dio fra di noi. In questo stesso spirito dobbiamo capire la missione di Maria.

Il Card. Ratzinger sottolineò, nella sua omelia a Fatima il 13 ottobre 1996, che “Maria non pretende che il Figlio faccia il miracolo… Presenta semplicemente al Signore la difficoltà, in cui si trovavano i suoi amici. Maria lascia tutto nelle mani di Gesù, si affida a Lui e al Suo operato. Nemmeno il Suo apparente rifiuto la scoraggia.

La fiducia di Maria verso Gesù e la sua unità con la volontà del Figlio rimangono intatte. Proprio in questo modo Ella insegna anche a noi, che nel nostro rivolgerci a Dio dovremmo sempre accogliere la prova ed andare avanti, nonostante il rifiuto. «I miei pensieri non sono i vostri pensieri»…

Cari Fratelli e Sorelle!

Quanto sono attuali oggi queste parole del Papa Benedetto XVI e il messaggio di Maria per la terra polacca e per questo nostro pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maryja. È quindi estremamente importante non lasciarci prendere dal dubbio che vuole farci credere che non siamo esauditi da Gesù quando si tratta della realizzazione delle nostre opere di evangelizzazione.

Come sottolinea il Concilio Vaticano II nella Costituzione dogmatica Lumen gentium: “la maternità di Maria nell’economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell’Annunciazione e mantenuto, senza esitazioni, sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti.” (N. 62).

Come membri di una comunità di fede in Gesù Redentore, condotti da Maria, crediamo che nel centro stesso della lotta per la verità e per la libertà, si trova la coscienza umana e la sua sensibilità nei confronti del bene e del male. Anche come polacchi ne abbiamo avute molte prove nella storia della nostra Patria. Le vie, sulle quali passa la verità sono diverse… E a volte là dove, giudicando umanamente, le vengono chiuse tutte le porte, essa si apre una strada, chiamando per nome menzogne e il male.

È quindi cosa naturale e comprensibile che, come cristiani e come polacchi, cittadini della patria terrena, dovremmo aver diritto di plasmare la vita sociale e politica alla luce della nostra fede e delle nostre convinzioni cristiane. Dovremmo avere diritto di annunciare la verità del Vangelo, anche attraverso i mass media.

In nome di che cosa si deliberano norme di telecomunicazione restrittive, che rendono difficile la presenza di Radio Maryja e di Televisione Trwam nello spazio pubblico? La tendenza di rinchiudere la fede nella sfera del privato è contraria alla natura stessa della fede ed è discriminante. Cristo e il Suo Vangelo, annunciato nella Chiesa e attraverso la Chiesa, non cessa di essere segno che edifica il futuro delle persone e, a volte, è anche "segno di contraddizione”…

Eminenza, Reverendissimo Signor Cardinale!

Alla fine della nostra riflessione desidero citare, in spirito di gratitudine, le parole che il Santo Padre Benedetto XVI indirizzò in lingua polacca, in luglio di quest’anno, alla Famiglia di Radio Maryja in pellegrinaggio a Jasna Góra,: "Mi unisco spiritualmente alla preghiera per la vostra patria, per le famiglie e per la libertà di parola”.

Desidero ricordare che anche per il Vostro tramite, Eminenza, al Giubileo del ventesimo anniversario di Radio Maryja, 1° dicembre 2011, furono indirizzate le seguenti parole: "Il Santo Padre Benedetto XVI apprezza il fatto che grazie alla Radio Maria e alla Televisione TRWAM, i Suoi Viaggi Apostolici, le Udienze del mercoledì e gli altri interventi possono essere seguiti in diretta in Polonia, con la traduzione nella vostra lingua. È un importante contributo alla diffusione della Missione di Pietro nel vostro Paese e tra i vostri connazionali”.

Che l’Anno della Fede, che viviamo insieme con tutta la Chiesa, rinnovi il nostro legame con Cristo, per intercessione di Maria, Madre della Chiesa. Pertanto, in spirito della preghiera di S. Clemente Alessandrino, ci appelliamo "alla contemplazione del vero Dio, rivelatoci in Cristo; affinché eliminiamo l’oblio della verità e tutte le tenebre che ci impediscono di vedere chiaro, come nebbia negli occhi … Che risplenda Cristo, la Luce dal cielo, per tutti coloro che sono immersi nelle tenebre” (cf. Protreptyk 113, z – 114,1).

Maria! Stella della Nuova Evangelizzazione – guidaci!

Amen.