Incarnare la Misericordia con i cerebropatici e le loro famiglie

ROMA, martedì, 18 novembre 2008 (ZENIT.org).- Per la rubrica sull’Amore misericordioso pubblichiamo la riflessione di suor Graziella Bazzo EAM, del “Centro Speranza” di Fratta Todina (PG).

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“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me.” (Mt 25,40)

La Parola di Dio è sempre per noi vitale, la sentiamo come Parola di vita.

Infatti, l’invito a stare sempre dalla parte dei piccoli, che si traduce in una accoglienza verso chi è emarginato viene trasformata in “preferenza“, che sta evangelicamente nel prediligere, innanzitutto i deboli, i poveri, gli umili, i sofferenti, i più bisognosi.

Attingendo forza da queste parole possiamo dire che “il servizio più alto che si può dare a una persona è di farla diventare ciò che è: ” è il servizio per eccellenza”.

Noi possiamo diventare quello che siamo perché siamo inseriti in un progetto di vita.

E’ dell’uomo che, per diventare quello che deve essere, ha bisogno di un altro essere umano che si inserisca nel suo divenire.

Per questo Convegno, che celebra il 75° anno di Fondazione della nostra Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, mi è stato proposto un intervento volto a raccontare e a testimoniare l’esperienza che quotidianamente ci vede coinvolti.

Mi riferisco alla realtà del “Centro Speranza”, un servizio sia diurno che ambulatoriale riabilitativo rivolto a bambini, ragazzi e adulti cerebropatici insufficienti mentali di grado lieve, grave e gravissimo e che mira ad aiutarli nel dare senso e significato alla propria esistenza.

Una realtà, per quello che mi riguarda, che io vivo da 15 anni. Questa esperienza di “Vita per la vita” ci ha spinto e spronate comunitariamente, verso una migliore accoglienza e comprensione delle persone cerebropatiche e delle loro famiglie.

Esperienza che, quotidianamente, ravviva la passione e l’impegno necessario per conoscere e per interiorizzare quegli atteggiamenti, quei gesti, quelle linee educative e pedagogiche che favoriscono e promuovono un’accoglienza rispettosa della diversità.

Cercherò ora di percorrere con voi un breve excursus storico in riferimento alla nascita e allo sviluppo del Centro Speranza. Penso che sia importante ripensare e rileggere la storia di una esistenza riconoscendo quanto il Signore ama le sue creature e cerca in tutti i modi di averne cura affinché “la Sua opera sia espressione del Suo Amore“.

Di seguito metterò in rilievo i principi ispiratori di questa opera e alcune caratteristiche corrispondenti.