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Un boccone nella notte

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Gv 13,21-33.36-38

Lettura

Subito dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, Gesù pronuncia un lunghissimo discorso che occupa i capitoli 13-17 del Vangelo di Giovanni e che è considerato come il suo testamento. Di esso è proposta oggi la prima parte, che inizia con l’annuncio del tradimento di Giuda, espresso in tono solenne e conciso: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Appena Giuda si è allontanato dal cenacolo, seguono le parole d’addio di Gesù e l’annuncio del triplice rinnegamento da parte di Pietro, che gli aveva appena assicurato: «Signore, darò la mia vita per te!».

Meditazione

La settimana santa si è aperta con la commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore», aveva festosamente gridato la folla. Ma solo qualche giorno dopo, nell’intimità del cenacolo e prima di pronunciare il suo ultimo discorso, Gesù, «profondamente turbato», annuncia che uno dei presenti a quella cena lo avrebbe tradito. Il tradimento viene proprio da uno dei discepoli che lo avevano seguito fin dall’inizio della sua missione e che lui stesso aveva chiamato «perché stessero con lui». Nel Salmo 54 si legge: «Se mi avesse insultato un nemico, l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, mio amico e confidente: ci legava una dolce amicizia, verso la casa di Dio camminavamo insieme». Il tradimento viene da uno di quei discepoli che aveva inviato ad annunciare il regno di Dio e ai quali aveva dato «potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie» (Lc 9,1). Anche Giuda aveva ricevuto potere sui demoni, eppure «Satana entrò in lui». Inoltre, anche a Giuda Gesù aveva lavato i piedi perché fosse «tutto puro». «Era notte», precisa l’evangelista, che ci offre non solo un’informazione cronologica, ma anche psicologica. Sant’Agostino commenta: «Anche colui che era uscito di notte era notte». Giuda agisce per «l’impero delle tenebre» (Lc 22,53) che si oppone alla «luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). Quella stessa notte è anche l’ora del Figlio dell’uomo, che non era ancora giunta a Cana di Galilea, quando Gesù aveva dato inizio ai suoi miracoli: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato». L’ora di Cristo è la sua morte in croce, che Giovanni presenta come innalzamento e glorificazione.

Preghiera

Signore, tu che porti la salvezza fino agli estremi confini della nostra umanità, riconducimi alla tua presenza, al tuo primo richiamo paterno, quando mi plasmasti d’amore. Suscita nel mio cuore turbato il coraggio di vivere da amico fedele perché con i miei fratelli possa diventare vera comunione.

Agire

Dentro di me faccio luce senza paura per mettere in chiaro la mia capacità di amare.

Meditazione a cura di mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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