La CEI su Jobs Act: "Ascoltiamo il grido di disperazione del Paese"

A margine del Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno, il segretario Galantino esprime la necessità, anche da parte della Chiesa, di ascoltare le persone vessate dalla crisi

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La Conferenza episcopale italiana interviene in merito alla situazione del Paese, segnato da crisi economica, disoccupazione, precarietà che rendono i cittadini insofferenti. Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, chiede che venga ascoltato il “grido di disperazione” che arriva dal Paese piuttosto che le parole che escono dai “talk show“.

A proposito di Jobs Act e legge di stabilità, mons. Galantino afferma:”Non sono un tecnico e non posso dire se questi provvedimenti vanno nella direzione giusta – ha spiegato parlando con i giornalisti a margine del Rapporto Svimez 2014 sull’economia del Mezzogiorno -. Vedo che discutono tutti in modo animato e allora per il momento si deve aspettare, vediamo. Certo nessuno, né il governo, né i sindacati né la Chiesa deve girare alla larga dalla disperazione della gente, altrimenti ce la vedremo ancora peggio”.

Di qui la sua proposta a farsi prossimi alle sofferenze della gente. “Non si può perdere di vista il grido di disperazione delle persone – ha concluso monsignor Galantino – anche la Chiesa se tiene l’orecchio appoggiamo al Palazzo, fosse anche il Palazzo della Chiesa, si va da poche parti. L’orecchio della Chiesa deve essere appoggiato ad ascoltare i bisogni delle persone”, c’è da ascoltare questo ‘invece dei talk show‘”.

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ZENIT Staff

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