ROMA, domenica, 1 luglio 2012 (ZENIT.org ) – Secondo le stime del Dipartimento di Stato di Washington, da 800mila ad 1 milione di cittadini dell’Honduras, cioè quasi il 15% della popolazione totale del Paese centroamericano vive negli Stati Uniti. La grande incertezza è dovuta al grande numero di immigrati clandestini honduregni negli USA.

Su questo tema, per Where God Weeps (Dove Dio Piange), Marie-Pauline Meyer ha intervistato in collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa.

Anche se molti hanno parenti in Nicaragua, Spagna, Messico, El Salvador e Canada, la maggioranza degli honduregni emigrati vive negli USA. Lei è in contatto con loro?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Sì, è una pagina molto triste della nostra storia. I giovani (non dimentichiamo che il 42% della nostra popolazione ha meno di 15 anni) non hanno opportunità qui. Guardano i programmi televisivi statunitensi e apprendono che lì c’è una terra promessa. Cercano di andarci e vengono sfruttati o feriti durante il viaggio. Esiste un volo quotidiano dagli USA che trasporta molti giovani fermati e deportati, dopo essere entrati illegalmente negli USA. È una tragedia, non sono criminali. Partono per aiutare le loro famiglie. Spesso vengono sfruttati dalle bande in Messico. È una nuova industria: giovani vengono catturati e le bande chiedono poi un riscatto alle loro famiglie in Honduras – gente povera che non ha nulla e molti di loro muoiono. È una tragedia. Servono nuove leggi per un’immigrazione controllata, permettendo alla gente di trovare un lavoro.

Lei intende dire che gli USA dovrebbero cambiare la loro legislazione in materia?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: I vescovi statunitensi hanno chiesto proprio questo al Congresso, ma la politica è complessa e credo che dobbiamo continuare su questa strada e convincere l’amministrazione USA che una immigrazione controllata è possibile, al fine di aiutare questa gente.

Qual è la risposta della Chiesa cattolica in Honduras? Cosa potete fare per questi giovani e per le loro famiglie?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: In primo luogo, cerchiamo di scoraggiare questa forma di emigrazione perché non è una soluzione. La Chiesa cattolica non è solo la gerarchia. Dobbiamo incoraggiare i laici ad investire nel loro Paese per creare posti di lavoro, piuttosto che tenere i loro soldi negli USA o in Europa.

Che tipo di investimenti suggerisce?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Con appena 300 dollari si può permettere a una famiglia di aprire un piccolo negozio. Questo dà speranza. Dopo gli uragani, la gente ha perso le sue terre perché le alluvioni hanno portato via la terra fertile lasciando solo sabbia. Alla fine, questa gente finisce per cedere le sue terre alle banche come mezzo di pagamento per i prestiti ricevuti. Ho garantito donazioni e ha acquistato questi debiti. Questo ha dato speranza a queste famiglie.

Lei comprende la situazione di questi giovani e il loro desiderio di lasciare il Paese?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Sì, e ho visitato numerose carceri sul confine statunitense con il Messico. Ho incontrato molti honduregni. Ho pregato con loro e ho portato messaggi per le loro famiglie in Honduras.

L’immigrazione di ispanici negli USA ha anche un aspetto positivo?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Certamente. Come è noto, la Chiesa cattolica sta crescendo negli USA e ciò è dovuto alla presenza di latinoamericani, che portano la loro fede. Conosco due sacerdoti impegnati nella cura pastorale degli ispanici in alcune diocesi statunitensi. Devo dirle che per molti di loro l’unico momento di vera gioia è quando si riuniscono per celebrare la Santa Messa in spagnolo, con un sacerdote che predica in una lingua che capiscono e che coltiva la loro speranza allo scopo di avere una fede più forte.

Sperano anche di ritornare in Honduras?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Sì. Molti di loro ritornano perché lavorano tanto e risparmiano un po’ di denaro per costruire eventualmente una casa in Honduras. Conosco un piccolo villaggio che dieci anni fa aveva case in pessime condizioni: oggi tutte le case sono in ottime condizioni. Sono tutte famiglie di emigrati negli USA che hanno mandato le loro rimesse, adesso hanno una casa vera e possono vivere dignitosamente. In Honduras la presenza cristiana è forte.

C’è ancora bisogno di evangelizzare?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Certamente. Papa Paolo VI ha dichiarato chiaramente nella sua esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi che la ragion d’essere della Chiesa è l’evangelizzazione. Siamo molto impegnati, specialmente dopo l’appello di papa Giovanni Paolo II, per una nuova evangelizzazione in America Latina. Questo è stato ripetuto nel XXI secolo quando lo stesso Giovanni Paolo II ci ha detto: Duc in Altum (“Prendere il largo”); siamo impegnati in una missione continentale.

Che tipo di evangelizzazione fate in Honduras?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Ogni tipo di evangelizzazione, in particolare attraverso ogni tipo di mass media. Nonostante la nostra povertà, abbiamo un canale TV, abbiamo lanciato un’università cattolica, abbiamo avviato un programma di rinnovamento delle nostre parrocchie e abbiamo posto una grande enfasi sullo sviluppo di un programma pastorale per i giovani.

Lei vede già i frutti?

Card. Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga: Sì. L’Honduras era una delle nazioni dell’America Latina con il minor numero di sacerdoti. Prima della Conferenza di Puebla nel 1979, c’erano solo 192 sacerdoti nel Paese. Adesso ne abbiamo più di 400. Quando sono stato nominato vescovo ausiliare nel 1978 avevamo 13 seminaristi; oggi ne abbiamo quasi 200. Dunque i frutti ci sono ma non possiamo adagiarci sugli allori. È necessario continuare a sviluppare il regno di Dio.


Questa intervista è stata condotta da Marie-Pauline Meyer per Where God Weeps, un programma televisivo e radiofonico settimanale, prodotto da Catholic Radio and Television Network, in collaborazione con lorganizzazione internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre.

In rete: Aiuto alla Chiesa che soffre: www.acn-intl.org
Aiuto alla Chiesa che soffre Italia: www.acs-italia.glauco.it
Where God Wheeps: www.wheregodweeps.org

[Traduzione dallinglese a cura di Paul De Maeyer]