Una nuova generazione di cattolici impegnati in politica

ROMA, giovedì, 23 settembre 2010 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito la prefazione del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al volume “Il cattolico in Politica. Manuale per la ripresa” (Cantagalli) scritta dall’Arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi.

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Il Santo Padre Benedetto XVI ha più volte espresso il desiderio, fondato su una evidente necessità teologica e pastorale, che nasca in Italia una nuova generazione di cattolici impegnati in politica. Io stesso, facendo eco alle parole del papa ed esprimendo a mia volta un forte auspicio dei vescovi italiani, ho espresso questo mio “sogno”. Ora, S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi, arvicescovo-vescovo di Trieste e per lungo tempo impegnato nella Santa sede con alti incarichi nel campo della evangelizzazione del sociale e della promozione della giustizia e della pace cristiane, ha scritto questo “Manuale”, che bene si inserisce nell’impegno per la realizzazione di quel “sogno”: formare una nuova classe di cattolici impegnati in politica. Ho accolto quindi questa pubblicazione con viva soddisfazione, perché mi sembra molto utile e, direi, “tempestiva”, nel senso che coglie un bisogno reale e vivo e fornisce alcuni strumenti formativi per affrontarlo.

Una aspetto positivo di questo Manuale è che esso è dedicato in modo mirato ai politici. Non è quindi un testo sulla politica in generale, sulla partecipazione alla cosa pubblica, che può essere fatta in diversi modi e a diversi livelli. In altri termini non è un libro che vuole formare il “cittadino”, che pure svolge un ruolo politico quando si impegna nella famiglia, nel lavoro, nell’economia, nella società e nella politica strettamente intesa. Questo libro è invece dedicato al “politico”, a chi intende – o già lo fa – impegnarsi in un partito, candidarsi a delle cariche pubbliche, esercitare ruoli istituzionali o amministrativi. Questo fa del libro di Mons. Crepaldi qualcosa di nuovo e di utile ai nostri giorni. Non che il libro non possa essere letto anche da chi non intende fare politica diretta. Anche per costoro le riflessioni del manuale possono essere molto utili per inquadrare cristianamente tante problematiche oggi molto vive. L’essere però diretto espressamente ai politici conferisce a questo libro una maggiore efficacia, precisa i confini del discorso, dà dignità ad una attività oggi non sempre ben considerata dalla pubblica opinione e soprattutto invita i cristiani ad impegnarsi oltre la società e l’economia, nella politica appunto, laddove si prendono le decisioni sulla vita della comunità.

Il linguaggio adoperato dall’Autore è conciso, preciso, efficace, a tratti coraggioso nell’affermazione di alcune verità della vita del politico che spesso vengono invece stemperate. C’è una coerenza tra vita di fede e vita politica che Mons. Crepaldi mette bene in luce e che richiama tutti, non solo i politici, alle proprie responsabilità. Ci sono indicazioni del Magistero che non possono essere trascurate, ci sono impegni verso Dio che non possono passare in secondo piano rispetto a quelli verso gli uomini. Per queste sue caratteristiche di efficacia comunicativa, il testo è un buon Manuale, nel senso che può essere utilmente adoperato in percorsi formativi personali o di gruppo.

Infine vorrei dire una parola sul sottotitolo del libro: “Manuale per la ripresa”. L’Autore illustra molto bene, nella corposa Introduzione, cosa egli intenda per “ripresa”. In realtà la Chiesa italiana non ha mai cessato di fare formazione, anche nel senso della formazione sociale e politica. Nel corso degli ultimi decenni si è data molti strumenti sia nelle diocesi, sia a livello nazionale. Pensiamo solo, per brevità, al Progetto culturale e alle Settimane sociali. E’ però anche vero quanto segnala nell’Introduzione Mons. Crepaldi: usciamo da un lungo periodo nel quale sono state seminate molte incertezze circa il ruolo pubblico del cristianesimo e, quindi, sulla natura di una presenza dei cattolici nella politica. Queste incertezze ora sembrano superate o in via di superamento, grazie anche al grande magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. E’ quindi possibile la “ripresa”, che non nasce dal nulla, ma da un periodo di maturazione, talvolta anche dolorosa ma non per questo meno solida e promettente.

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ZENIT Staff

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