La Parola nella formazione dei sacerdoti

Intervista a monsignor Raymundo Damasceno Assis, presidente del CELAM

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di Alexandre Ribeiro

APARECIDA, lunedì, 6 ottobre 2008 (ZENIT.org).- I futuri sacerdoti non devono solo studiare la Sacra Scrittura, ma fare di essa l’alimento della loro vita, afferma il presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM).

Monsignor Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), ha parlato con ZENIT prima di partire per Roma per partecipare al Sinodo sulla Parola, che si svolgerà fino al 26 ottobre.

Quale contributo vuole apportare all’assemblea del Sinodo?

Mons. Raymundo Damasceno Assis: In primo luogo è importante ricordare che questa assemblea del Sinodo sulla Parola di Dio arriva dopo il Sinodo sull’Eucaristia. Questo mostra che la Parola e l’Eucaristia sono unite. Quando celebriamo l’Eucaristia, abbiamo la prima parte, che è la Parola, e la seconda parte, l’Eucaristia. Non possiamo quindi separare la Parola di Dio dall’Eucaristia. E il tema della Parola di Dio è molto importante per la vita e la missione della Chiesa.

Nel mio intervento al Sinodo vorrei parlare della Parola di Dio nella formazione dei futuri presbiteri. E’ molto importante che tutta la nostra azione pastorale sia fondata sulla parola di Dio, che sia permeata, animata dalla Parola di Dio. Ed è importante che fin dal seminario quanti saranno sacerdoti cerchino di fare della Parola di Dio l’alimento della loro vita, che cerchino di studiare la Sacra Scrittura non solo dal punto di vista accademico e in vista dell’esercizio di una determinata funzione. Piuttosto devono fare della Parola di Dio l’alimento della loro esistenza, imparare a compiere una lettura orante della Parola, così che questo amore e questo vivere la Parola animino tutto il loro ministero in futuro. E animino anche tutta la pastorale. Anziché parlare di una pastorale biblica, quindi, preferisco parlare di un’animazione biblica di tutta la pastorale.</p>

Quali sono i benefici della lettura orante della Bibbia?

Mons. Raymundo Damasceno Assis: La lettura orante della Parola di Dio ci deve portare all’incontro con Gesù Cristo, perché Egli è la Parola di Dio che si è fatta carne. Tutto l’Antico Testamento è stato una preparazione per la venuta di Nostro Signore. Gesù è la pienezza della rivelazione. La meditazione della Parola ci deve portare a conoscere meglio Gesù, per poterlo amare, imitare e annunciare. La lettura della Parola di Dio ha senso solo nella misura in cui ci conduce all’incontro con Cristo, approfondisce la nostra unione con Lui e ci porta a replicare nella nostra vita la sua parola e i suoi atteggiamenti, perché siamo sempre più suoi discepoli e missionari nel mondo di oggi.

Questo è il vero senso della lettura della Parola di Dio. Non è volere informazioni puramente culturali, o cercare informazioni scientifiche. Dio ha detto tutto ciò che aveva da dirci in Nostro Signore Gesù Cristo, in tutto ciò che riguarda la nostra salvezza.

La Bibbia vede la sua importanza enfatizzata nella missione continentale in America Latina?

Mons. Raymundo Damasceno Assis: Il Papa diceva che dobbiamo realizzare una pastorale fondata sulla Parola di Dio, e la Bibbia occupa un posto molto speciale nella missione continentale. Non possiamo realizzare una missione senza che il lavoro pastorale sia animato dalla Parola di Dio. Per questo insistiamo sull’espressione ‘animazione biblica di ogni pastorale’. E’ come una presenza trasversale della Parola in ogni azione evangelizzatrice.

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ZENIT Staff

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