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Una “piazza di servizio” per la famiglia e la vita

Eugenia Roccella, parlamentare di Ncd, presenta il ‘Family Act’, manifestazione che si terrà sabato prossimo a Roma

“È un momento in cui la famiglia formata da un uomo e una donna, aperta alla procreazione, disegnata così anche dalla Costituzione italiana, vive una fase critica”. Così Eugenia Roccella, parlamentare di Nuovo Centrodestra, introduce a ZENIT le ragioni che hanno spinto il suo partito a organizzare il Family Act, manifestazione che si terrà a Roma, in piazza Farnese (al coperto, se ci sarà pioggia), sabato prossimo, 15 novembre, con inizio alle 14.30.

Fase critica, quella della famiglia, testimoniata da un inverno demografico che in Italia appare assai rigido. Il livello minimo di riproduzione è di 2,1 figli a donna, di contro a una media italiana che si assesta intorno alla misera cifra di 1,39. “Un Paese che non fa figli è un Paese in cui anche gli equilibri economici non reggono – osserva la Roccella -, d’altronde nessun welfare può reggere a un calo di natalità così drammatico: non esiste sviluppo senza un sguardo verso il futuro, senza nuove nascite”.

In un tale contesto, sarebbe preminente da parte della classe politica impegnarsi per invertire la tendenza demografica. Invece, la denuncia della parlamentare Ncd, “si continuano a mettere in cantiere provvedimenti che, al contrario, sviliscono la famiglia”. La Roccella enuclea a tal proposito le leggi “sull’omofobia, sul divorzio breve, sulle unioni civili”.

L’onorevole ricorda che “questo è il primo Parlamento in cui i cattolici che difendono la vita e la famiglia non sono in minoranza, ma in minoranza assoluta”. Per questo, secondo la Roccella, il Ncd, pur essendo “un piccolo partito”, assume “un peso significativo” con la sua presenza all’interno del governo. In tal senso la Roccella sottolinea che “se non ci fossimo stati noi, avremmo già una legge sull’omofobia”.

Da solo, tuttavia, il Ncd non può portare avanti questa battaglia. “C’è bisogno di mobilitare un’opinione pubblica, del resto la politica non deve chiudersi all’interno dei Palazzi ma deve sempre mantenere il contatto con il popolo”, sottolinea. I tempi sono dunque maturi per un nuovo Family Day? “Quella fu un’occasione storica di mobilitazione di massa, per ora noi vogliamo – spiega la Roccella – cominciare a muoverci sul terreno della piazza e della presenza pubblica, fuori dalle Istituzioni”.

Presenza pubblica che, forse, avrebbe riscosso più adesioni se l’iniziativa di sabato prossimo fosse stata organizzata con un maggiore anticipo. Una considerazione valida, che però si scontra con una realtà che rende urgente mobilitarsi a favore della vita e della famiglia. “Certo – risponde la parlamentare -, avremmo potuto aspettare, ma intanto in Parlamento la discussione sulle unioni civili va avanti”.

A proposito di unioni civili, di recente il coordinatore nazionale di Ncd, Gaetano Quaglieriello, ha affermato che il suo partito è pronto a riconoscere tutele anche per le coppie di fatto. La Roccella ricorda che “abbiamo depositato due proposte di legge al Senato, una a firma di Giovanardi e una a firma di Sacconi”. L’idea centrale – spiega – è quella di “riconoscere diritti individuali, anche se il diritto privato li riconosce già”. La parlamentare sostiene si faccia disinformazione quando si dice, per esempio, che non si possa assistere in ospedale un convivente con il quale non si ha legame di parentela. Tuttavia, aggiunge, “se si chiede di mettere per iscritto un simile riconoscimento, siamo pronti a farlo”.

Eppure il mese scorso è circolata la voce secondo cui il Ncd sarebbe pronto a dare il proprio assenso alle unioni civili sul modello tedesco proposte da Renzi, in cambio di maggiori sgravi alle famiglie numerose. Notizia che la Roccella smentisce categoricamente. “Non avrebbe senso – spiega – barattare qualche sgravio economico con un provvedimento che rappresenta una ferita al concetto di matrimonio: le due cose hanno un peso completamente diverso, non sarebbe uno scambio alla pari”. La questione della “deriva antropologica”, del resto, “è grave e minaccia i fondamenti della famiglia e quindi della convivenza sociale”.

Di qui la necessità di fare quadrato e neutralizzare una simile deriva. Ciò che tiene a mettere in risalto la Roccella è che quella di sabato sarà una “piazza di servizio”. Nel senso che la manifestazione è sì organizzata dal Ncd, “ma si prefigge di dar voce a tutte le associazioni che si muovono a difesa della famiglia nella società civile”. Un modo per creare una collaborazione trasversale e per testimoniare “una presenza pubblica mobilitata”.

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