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Lodare Dio, per un cristiano, è come respirare. Non si può vivere senza!

Il Papa incontra oggi la Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships e parla loro di unità, di ecumenismo del sangue e dell’importanza di pregare Dio

“Unità nella diversità”, in modo da “saper ascoltare, accettare le differenze” e “avere la libertà di pensare diversamente” restando comunque uniti. E’ un messaggio ricco di sfaccettature quello che Papa Francesco ha voluto lasciare ai membri della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships, i cosiddetti Carismatici ricevuti stamane in udienza in Aula Paolo VI, guidati da padre Raniero Cantalamessa, in occasione dellaXVI Conferenza internazionale in corso sul tema: “Lode e adorazione carismatica per una Nuova Evangelizzazione”.

In apertura del suo intervento, Francesco ha voluto ringraziare pubblicamente la Catholic Fraternity e i movimenti carismatici riuniti nell’ICCRS per aver scelto di condividere lo stesso ufficio nel Palazzo San Calisto in Vaticano. Un “desiderio”, questo, espresso già dal Pontefice nel grande incontro allo Stadio Olimpico con il Rinnovamento nello Spirito Santo, il 1° giugno scorso. Ma soprattutto un primo passo verso quella tanto invocata “unità”, su cui Bergoglio ha incentrato il suo intero discorso.

Unità – ha spiegato il Santo Padre – che “non è uniformità, non è fare obbligatoriamente tutto insieme, né pensare allo stesso modo, neppure perdere l’identità”. Unità nella diversità è precisamente il contrario: “è riconoscere e accettare con gioia i diversi doni che lo Spirito Santo dà ad ognuno e metterli al servizio di tutti nella Chiesa. È saper ascoltare, accettare le differenze, avere la libertà di pensare diversamente e manifestarlo! Con tutto il rispetto per l’altro che è il mio fratello. Non abbiate paura delle differenze!”.  

In particolare, il Papa ha puntato l’attenzione sulla frase dell’opuscolo del Congresso: “…condividere con tutti nella Chiesa il Battesimo nello Spirito Santo“. “La Chiesa ha bisogno dello Spirito Santo!”, ha quindi affermato; “ogni cristiano, nella sua vita, ha bisogno di aprire il suo cuore all’azione santificante dello Spirito Santo”. Perché lo Spirito – ha soggiunto – “promesso dal Padre, è Colui che ci rivela Gesù Cristo, ci conduce all’incontro personale con Lui e così cambia la nostra vita. Vivete questa esperienza? Condividetela! E per condividerla, bisogna viverla, essere testimoni di questo!”.

Un cenno è andato pure al tema dell’evento, “Lode e Adorazione per una nuova evangelizzazione”. “Di questo parlerà padre Raniero, maestro di preghiera”, ha detto Francesco, sottolineando che “la lode è l’inspirazione che ci dà vita, perché è l’intimità con Dio, che cresce con la lode ogni giorno”.

Lodare il Signore è come “la respirazione per l’essere umano”. Infatti – ha evidenziato Bergoglio – come la respirazione è costituita da due fasi: inspirare ed espirare, allo stesso modo la vita spirituale è scandita da due fasi: preghiera e missione. Della prima “si alimenta”, quindi inspirazione, nella seconda si manifesta, espirazione. “Quando inspiriamo, nella preghiera – ha spiegato il Santo Padre – riceviamo l’aria nuova dello Spirito e nell’espirarlo annunciamo Gesù Cristo suscitato dallo stesso Spirito”. Quindi il cristiano “non può vivere senza respirare”, non può vivere cioè “senza la lode e senza la missione”.

E quando si parla di pregare ed esultare Dio non si può che pensare ai carismatici. Sono loro che hanno “ricordato alla Chiesa la necessità e l’importanza della preghiera di lode”. Tanto che, in una Messa a Santa Marta, – ha rammentato lo stesso Pontefice – “quando ho parlato della preghiera di lode ho detto che non è solamente la preghiera dei carismatici ma di tutta la Chiesa! È il riconoscimento della signoria di Dio su di noi e sopra tutto il creato espresso nella danza, nella musica e nel canto”.

Oltre al giubilo, però il Pontefice ha chiesto di unire oggi anche “un grido al Padre” per tutti i cristiani perseguitati e assassinati e per la pace in un mondo sempre più “sconvolto”. “Lodate sempre il Signore, non smettete di farlo, lodatelo sempre di più, incessantemente”, ha esortato, raccomandando di non dimenticare mai una preghiera alla Madonna, soprattutto durante i gruppi di preghiera del rinnovamento carismatico in cui si recita il Rosario.

Prima di concludere, Francesco ha salutato un suo “caro amico” presente nell’assemblea, il pastore evangelico Giovanni Traettino. Ricordando l’incontro con lui a Caserta, il 28 luglio scorso, nella Chiesa della Riconciliazione, il Papa ha sottolineato un altro aspetto insito nella natura stessa del Rinnovamento Carismatico: l’ecumenismo.

Ecumenismo che è “spirituale”, cioè “pregare insieme e annunziare insieme che Gesù è il Signore e intervenire insieme in aiuto dei poveri, in tutte le loro povertà”. Ma anche un “ecumenismo del sangue” che “ci interpella e ci spinge all’unità” soprattutto oggi in cui “il sangue di Gesù” viene versato “dai suoi molti martiri cristiani in varie parti del mondo”. “Per i persecutori, noi siamo uno!”, ha affermato il Papa a braccio, “non siamo divisi, non siamo luterani, ortodossi, evangelici, cattolici… No! Siamo uno! Siamo cristiani! Non interessa oltre. Questo è l’ecumenismo del sangue che oggi si vive”.

E ha concluso invitando ancora una volta a cercare “l’unità che è opera dello Spirito Santo e non temete le diversità”. “La respirazione del cristiano che lascia entrare l’aria sempre nuova dello Spirito Santo e lo espira nel mondo. Preghiera di lode e missione. Condividete il Battesimo nello Spirito Santo con chiunque nella Chiesa. Ecumenismo spirituale e ecumenismo del sangue. L’unità del Corpo di Cristo. Preparare la Sposa per lo Sposo che viene! Una sola Sposa!”.

About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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