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La conversione del discepolo

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Vangelo

Mt 18,1-5.10 

Lettura

Invitati a pregare dal Vangelo che abbiamo ascoltato, teniamo di fronte a noi un insegnamento sul quale Gesù ritorna spesso, ma che in questo caso è risposta ad una specifica domanda dei suoi apostoli: chi è il primo, chi vale di più nella vita e di fronte al Padre. 

Meditazione

I discepoli hanno accolto l’invito a seguire Gesù; sanno che Egli li conduce ad una condizione di vita buona, quale si realizza quando “Dio è tutto in tutti”, ma essi sono portatori di personali esigenze, desiderano ricevere dei vantaggi. Il bambino è dunque proposto da Gesù come esempio per lo stile che deve assumere la vita del discepolo. È posto al centro della scena. La proposta di Gesù è espressa attraverso due verbi: “cambiare direzione”, “diventare”. Si tratta di atteggiamenti che stanno prima della conversione, cioè di quel gesto che ci allontana dal peccato, che ci fa ritornare a Dio. “Cambiare”, “diventare come bambini”: questo processo ha a che fare con la normalità della vita. Ciò significa che la quotidianità della vita deve essere messa sotto giudizio per domandarci se vi è nel nostro animo ciò che è caratteristico del bambino, visto nei suoi aspetti positivi. Il giovane ragazzo, la piccola bambina volentieri si affidano alla mano del papà o della mamma. Sanno che si possono fidare e, allora, volentieri e gioiosamente accettano di dipendere da altri, dell’amore dei quali sono certi. Ecco il discepolo: uno che non ha l’affanno di contare agli occhi degli altri, uno che si fida con trasparenza e semplicità di chi è più grande di lui. Quando questi atteggiamenti di fondo sono presenti nel cuore credente, le scelte da fare nella vita quotidiana divengono più facilmente frutto di abbandono umile e cordiale alla volontà di Dio. E così cambia tutto il modo di essere e di operare: c’è serenità e fiducia, in noi stessi e negli altri perché si è scoperto che c’è l’Altro. La figura dell’Angelo Custode diviene il riferimento concreto, quotidiano e vicino ad ogni circostanza che ci ricorda quanto delicatamente siamo sostenuti, illuminati, guidati da Dio.

Preghiera

O Gesù, aiutami a comprendere il tuo insegnamento e consentimi di stare nell’intimità con il Padre tuo. Mi sia data la grazia di stare dentro la vita quotidiana, di comprendere i segni della Provvidenza e di adeguarmi ad essi. 

Agire

Cercherò di vivere le situazioni, di rileggere i fatti e gli incontri come aperti e discreti messaggi di Dio. Rinnoverò la preghiera al mio Angelo Custode. 

Meditazione a cura di mons.Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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