Le Serve di San Giuseppe si preparano a vedere santa la fondatrice

La Congregazione è cambiata per essere fedele a Bonifacia Rodríguez Castro

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MADRID, mercoledì, 19 ottobre 2011 (ZENIT.org).- La Congregazione delle Serve di San Giuseppe si sta preparando alla canonizzazione della sua fondatrice, Bonifacia Rodríguez Castro, in particolare approfondendo la sua figura.

Lo ha spiegato a ZENIT la postulatrice della causa di canonizzazione, Victoria López, SSJ, che ha sottolineato come la futura santa sia poco conosciuta, anche all’interno della Congregazione.

La discrezione, l’umiltà e i silenzi di Bonifacia Rodríguez Castro, insieme ai tentativi di alcune persone di cambiare l’obiettivo per il quale la Congregazione è stata fondata, hanno reso difficile l’emerge della profondità di questa fondatrice.

Ad ogni modo, per Victoria López la Congregazione sta svolgendo varie iniziative per avvicinarsi all’autentico spirito della fondatrice e ha modificato la sua direzione per mantenersi fedele a lei.

In questo senso, ad esempio, le Serve di San Giuseppe hanno smesso di concentrarsi sull’istruzione attraverso le scuole e sono tornate a cercare la protezione delle donne lavoratrici con case e laboratori.

Attualmente circa 600 religiose formano la Congregazione, diffusa in America Latina, Asia e in alcuni Paesi dell’Africa (come la Repubblica Democratica del Congo, dove ha avuto luogo la guarigione miracolosa che ha dato il via libera alla canonizzazione) e dell’Europa (Spagna e Italia, dove si trova la casa generalizia).

Le religiose stanno vivendo con grande gioia questo periodo che precede la canonizzazione, che si celebrerà a Roma il 23 ottobre.

Giovane operaia

La futura santa nacque nella città spagnola di Salamanca nel 1837. Da giovane si vide nella necessità di lavorare come operaia in una fabbrica di corde.

Dopo dieci anni vissuti sulla soglia della povertà, riuscì a metter su un laboratorio di corde, passamaneria e altri lavori.

La testimonianza di vita di Bonifacia non passò inosservata a varie sue amiche che non potevano seguire la propria vocazione religiosa e volevano allontanarsi da diversivi pericolosi.

Iniziarono così delle riunioni la domenica e i giorni festivi nella sua casa-laboratorio, che divenne un centro di prevenzione per la donna lavoratrice e una semplice scuola di spiritualità.

Insieme le ragazze decisero di costituire l’Associazione dell’Immacolata e di San Giuseppe, chiamata in seguito Associazione Giuseppina.

Fondatrice

Insieme al giovane gesuita catalano Francisco Butinyà, Bonifacia fondò nella sua casa-laboratorio una nuova Congregazione volta alla prevenzione per le donne lavoratrici, quella delle Serve di San Giuseppe.

L’obiettivo apostolico dell’istituto era fornire lavoro alle donne che dovevano recarsi fuori casa a lavorare, per liberarle dai pericoli che correva la loro dignità.

Le case della Congregazione si chiamavano Laboratori di Nazareth, e le donne vestivano senza abito, come le altre lavoratrici, e non consegnavano una dote, visto che per la maggior parte provenivano da famiglie umili. Religiose e laiche avevano una cassa comune.

Progetto non compreso

Questa forma di vita religiosa suscitò opposizione tra il clero della città. Padre Butinyà venne esiliato dalla Spagna e i direttori che lo sostituirono seminarono imprudentemente la disunione tra le donne.

Alcune iniziarono a opporsi al laboratorio come forma di vita e all’accoglienza in esso delle donne lavoratrici, ma Bonifacia non consentì cambiamenti nelle Costituzioni del fondatore.

Il direttore della Congregazione promosse la sua destituzione come superiora della comunità, e alcune sorelle la costrinsero ad abbandonarla.

Bonifacia rispondeva con silenzio e perdono, e propose al Vescovo la fondazione di una nuova comunità. Fondò quindi un’altra casa, a Zamora, fedele all’obiettivo della Congregazione.

La casa madre di Salamanca ha modificato le Costituzioni di padre Butinyà e ha orientato la Congregazione verso l’insegnamento. Si è separata dalla casa di Zamora e da Bonifacia, morta nel 1905.

Giovanni Paolo II l’ha beatificata il 9 novembre 2003, e Benedetto XVI ha previsto di canonizzarla nella prossima Giornata Mondiale delle Missioni (DOMUND) insieme ai beati Guido Maria Conforti e Luigi Guanella.

Per Victoria López, la beata Bonifacia Rodríguez Castro è “un dono di Dio per la Chiesa in questo momento in cui c’è una grande mancanza di fede, perché la persona riconosca nel lavoro uno spazio per incontrare Dio e stabilire relazioni fraterne”.

Il nucleo della spiritualità delle Serve di San Giuseppe è proprio gemellare la preghiera con il lavoro.

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ZENIT Staff

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