La Caritas esorta a riportare i valori umani nell'economia

Il Segretario Generale dell’organizzazione al Forum Economico di Davos

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ROMA, venerdì, 29 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Il Segretario Generale di Caritas Internationalis, Lesley-Anne Knight, presente al Forum Economico Mondiale in svolgimento a Davos (Svizzera) dal 27 al 31 gennaio, ha esortato a riportare nell’economia gli autentici valori umani.

Il Forum annuale riunisce leader del mondo dell’imprenditoria, politici, Capi di Stato, artisti, accademici, leader religiosi e altri rappresentanti della società civile.

La Knight rappresenta 164 organizzazioni caritative cattoliche che lavorano in più di 200 Paesi e territori del mondo. In questa occasione, chiede di rimodellare le istituzioni e le strutture globali per riportare l’etica, i valori e il rispetto della persona umana al centro dei sistemi finanziari internazionali.

“La finanza si è concentrata sui meccanismi finanziari, i profitti e i bonus – ha dichiarato –. Gli esseri umani sono stati messi da parte con terribili conseguenze per tutti noi, soprattutto per i poveri”.

“Per le organizzazioni umanitarie come la Caritas, la persona umana deve essere al cuore di tutto ciò che facciamo. Ciò si dovrebbe applicare anche ai sistemi economici, visto che questi devono essere al servizio dell’umanità”.

A questo proposito, l’organizzazione segnala alcuni passi da intraprendere, come la necessità che le istituzioni finanziarie considerino “l’impatto umano delle loro attività”, che le Nazioni povere abbiamo “una voce reale nelle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale del Commercio”, che i destinatari degli aiuti “giochino un ruolo maggiore nel proprio sviluppo” e ci sia “un maggiore riconoscimento della società civile e dei gruppi basati sulla fede”.

“E’ piuttosto semplice individuare i valori e i principi che dovrebbero rappresentare la base dei sistemi e delle istituzioni – ha osservato la Knight –. Ciò che è più difficile è assicurare che questi valori vengano applicati. Questo spetta a noi come individui – alle nostre coscienze e alla nostra capacità di essere solidali, compassionevoli e animati da un’autentica carità”.

Il Segretario Generale della Caritas ha anche esortato il mondo a unirsi intorno a uno sforzo comune per preservare l’ambiente ed evitare i catastrofici effetti dei cambiamenti climatici.

“Le Nazioni più ricche del mondo devono fornire assistenza ai Paesi in via di sviluppo, che stanno sostenendo l’impatto dei disastri collegati al cambiamento di clima – ha dichiarato –. La crescita e lo sviluppo a livello economico devono tener conto della giustizia intergenerazionale”.

“I Paesi ricchi hanno tratto il massimo profitto dall’industrializzazione che ha portato ai cambiamenti climatici, e ora devono pagare il prezzo dell’adattamento e dell’attenuazione del danno”, ha concluso.

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ZENIT Staff

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