Benedetto XVI invita i giovani a conoscere Cristo meditando sulla Bibbia

Perché sia “come una bussola che indica la strada da seguire”

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 27 febbraio 2006 (ZENIT.org).- Benedetto ha proposto ai giovani di tutto il mondo di conoscere Cristo attraverso la lettura diretta della Bibbia.

Questa è la raccomandazione contenuta nel messaggio scritto dal Pontefice in occasione della XXI Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà a livello diocesano il 9 aprile prossimo, Domenica delle Palme.

Nella lettera, pubblicata questo lunedì dalla Santa Sede, il Vescovo di Roma esorta i giovani “ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che indica la strada da seguire”.

“Leggendola, imparerete a conoscere Cristo”, afferma ricordando le parole di San Girolamo (343-420), dottore della Chiesa e padre delle Scienza bibliche, il quale diceva: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo”.

Il versetto salmico scelto come tema per la Giornata Mondiale della Gioventù riflette questa ansia pastorale espressa dal Papa: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”.

In particolare, il Pontefice ha invitato i giovani ad approfondire la parola di Dio attraverso la “lectio divina”, come autentico “itinerario spirituale” a tappe. Un riferimento questo che costituisce già una nota ricorrente nel pensiero del Pontefice (cfr. “Il pontificato di Benedetto XVI promuove la lectio divina, ZENIT, 6 novembre 2005).

La prima delle tappe per giungere a gustare la bellezza della parola rivelata, è la ”lectio”, “che consiste nel leggere e rileggere un passaggio della Sacra Scrittura cogliendone gli elementi principali”.

Successivamente, ha spiegato, si passa alla meditatio, “che è come una sosta interiore, in cui l’anima si volge a Dio cercando di capire quello che la sua parola dice oggi per la vita concreta”.

Segue poi l’oratio, “che ci fa intrattenere con Dio nel colloquio diretto”.

Per giungere infine alla contemplatio, che ci aiuta a mantenere il cuore attento alla presenza di Cristo, la cui parola è “lampada che brilla in luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori” (2 Pt 1,19).

Per questo, ha aggiunto il Papa, “la lettura, lo studio e la meditazione della Parola devono poi sfociare in una vita di coerente adesione a Cristo ed ai suoi insegnamenti”.

“Costruire la vita su Cristo, accogliendone con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco, giovani del terzo millennio, quale dev’essere il vostro programma!”, scrive nella lettera il Santo Padre.

“E’ urgente – riconosce poi – che sorga una nuova generazione di apostoli radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo”.

“Questo vi chiede il Signore, a questo vi invita la Chiesa, questo il mondo – anche senza saperlo – attende da voi!”, assicura poi ai giovani.

“E se Gesù vi chiama – ha aggiunto infine –, non abbiate paura di rispondergli con generosità, specialmente quando vi propone di seguirlo nella vita consacrata o nella vita sacerdotale”.

“Non abbiate paura; fidatevi di Lui e non resterete delusi”, ha osservato il Successore di Pietro.

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ZENIT Staff

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