Eurodeputati in Brasile e Perù per sostenere il diritto all’aborto

Tra i principali finanziatori dell’iniziativa anche la Commissione Europea

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ROMA, martedì, 22 novembre 2005 (ZENIT.org).- Dieci giorni di aggiornamento per parlamentari europei in Brasile e Perù per scoprire “la realtà dei diritti sessuali e riproduttivi in America Latina, e l’influenza della Chiesa cattolica su queste politiche”.

E’ questo il pacchetto offerto a un selezionato gruppo di europarlamentari e membri di alcuni parlamenti nazionali europei dall’Inter European Parliamentary Forum on Population and Development (IEPFPD) e dai Catholics For a Free Choice (CFFC, Cattolici per la libera scelta), secondo quanto denunciato dal CESPAS ( Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo ).

Nella newsletter 08/2005 diffusa il 18 novembre dal CESPAS, il cui Direttore è Riccardo Cascioli, si spiega che il viaggio si svolgerà dall’1 al 10 dicembre, e sarà occasione di incontri con le organizzazioni non governative locali “che promuovono la salute riproduttiva” – ovvero l’aborto e la contraccezione –, uomini di governo, parlamentari: con loro si discuterà di questi temi e dell’ “impatto della religione” in materia.

La visita – è scritto nell’invito – comincerà dal Brasile dove “è in atto una rapida transizione, sia economica che politica”, per poi proseguire in Perù, “uno dei Paesi più poveri della regione che ha di fronte molte sfide per quel che riguarda la salute e i diritti riproduttivi e sessuali”.

Secondo Riccardo Cascioli, che scrive anche per il quotidiano“Avvenire”: “Questa iniziativa si inserisce in una vasta campagna internazionale tesa a creare pressione sui Paesi in cui l’aborto è vietato o limitato. L’America Latina è l’obiettivo principale di questo attacco, in quanto è praticamente l’unico continente dove l’aborto resta largamente vietato”.

“Proprio in questi mesi – ha spiegato Cascioli a ZENIT – ci sono tentativi in atto di far approvare in Brasile una legge che liberalizza totalmente l’aborto, e in Colombia un ricorso alla Corte Costituzionale per abrogare – in nome dei trattati internazionali firmati dal governo di Bogotà – la legge che vieta l’aborto”.

“A sostenere il ricorso in Colombia, con l’aiuto di potenti studi legali americani – ha precisato il Presidente del CESPAS – sono organizzazioni femministe e abortiste internazionali, inclusa l’Associazione Svedese per l’Educazione Sessuale, ramo scandinavo dell’International Planned Parenthood Federation (IPPF)”.

“Parte fondamentale di questa strategia è l’attacco diretto alla Chiesa cattolica, accusata di esercitare un’influenza che impedisce l’approvazione di leggi abortiste”, ha poi spiegato Riccardo Cascioli

A conferma delle accuse di Cascioli vi è il fatto che tra gli organizzatori di questa campagna e del viaggio degli europarlamentari in America Latina, figurano i Catholics For a Free Choice (CFFC), una organizzazione nata negli Stati Uniti (al di fuori della Chiesa cattolica e da questa mai riconosciuta) per tentare di promuovere una “teologia abortista”. Il CFFC è stato anche la mente della campagna lanciata nel 2000 per espellere la Santa Sede dalle Nazioni Unite.

L’altra organizzazione che firma l’invito ai parlamentari europei è lo IEPFPD, ovvero il Forum inter-parlamentare europeo su Popolazione e Sviluppo, nato nel 2000 proprio per creare una lobby tra i parlamentari dei diversi Paesi europei volta a promuovere il diritto all’aborto su scala internazionale.

Tra i principali finanziatori, oltre alla IPPF e al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), c’è anche la Commissione Europea.

“Purtroppo non è una sorpresa – ha concluso Cascioli – perché in questi anni la Commissione Europea – sotto la guida di Romano Prodi – ha più che triplicato i fondi destinati ai programmi di salute riproduttiva in Europa e nel mondo, attingendo peraltro ai fondi destinati alla cooperazione e allo sviluppo”.

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ZENIT Staff

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