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“Non si può fare la guerra in nome di Dio!”. L’appello di Francesco per il Niger

A fine Udienza generale, Francesco stigmatizza le brutalità compiute nel paese contro chiese e cristiani da gruppi islamici. Ricorda poi la Settimana per l’unità dei cristiani

Al termine della sua catechesi durante l’Udienza generale il Papa ha rivolto il suo pensiero a tutti i cristiani perseguitati nel mondo, lanciando in particolare un accorato appello per il Niger, dove nei giorni scorsi gruppi estremisti islamiici hanno saccheggiato e incendiato circa 45 chiese. Inoltre, sono state uccise almeno 10 persone in segno di proteste contro le vignette su Maometto pubblicate sul nuovo numero del settimanale francese “Charlie Hebdo”, dopo la strage.

“Vorrei ora invitarvi a pregare insieme per le vittime delle manifestazioni di questi ultimi giorni nell’amato Niger”, dice il Santo Padre. “Sono state fatte brutalità contro i cristiani, contro i bambini, contro le chiese”, prosegue, e invita a invocare dal Signore “il dono della riconciliazione e della pace, perché mai il sentimento religioso diventi occasione di violenza, di sopraffazione e di distruzione”.

“Non si può fare la guerra in nome di Dio!”, afferma poi il Papa. Esprime quindi l’auspicio “che quanto prima si possa ristabilire un clima di rispetto reciproco e di pacifica convivenza per il bene di tutti. Preghiamo la Madonna per la gente del Niger. Ave Maria…”.

Nel saluto ai pellegrini tedeschi, Francesco ricorda la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che ricorre in questi giorni. “In questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – dice – chiediamo al Signore di confermare tutti i battezzati nella fedeltà al messaggio evangelico e nell’impegno comune per la riconciliazione e la pace”.

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