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Lettera del Papa al Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir

Accettando la sua rinuncia all’ufficio di Patriarca di Antiochia dei Maroniti

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 27 febbraio 2011 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il testo della lettera che Papa Benedetto XVI ha indirizzato a Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir accettando la sua rinuncia all’ufficio di Patriarca di Antiochia dei Maroniti.

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A Sua Beatitudine Eminentissima il Cardinale Nasrallah Pierre SfeirPatriarca di Antiochia dei Maroniti

L’anno dedicato al milleseicentesimo della morte di san Marone giunge alla sua conclusione: durante questo giubileo eccezionale, alla Chiesa maronita è stato concesso un tempo di grazia. È anche il coronamento del suo servizio per la maggior gloria di Dio e il bene di tutti i suoi fedeli.

Dio, nel suo amore insondabile, l’ha modellata e contraddistinta con il proprio segno indelebile per una particolare elezione al suo servizio. Questa scelta segreta ha trovato un riscontro nella sua risposta libera ed entusiasta secondo l’esempio della Madre di Dio: «avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1, 38).

Lo scorso anno lei ha potuto celebrare il sessantesimo di sacerdozio: testimonianza di fedeltà e di amore per Gesù Cristo, Sommo Sacerdote. Nel prossimo mese di luglio avrà di nuovo l’occasione di elevare un’azione di rendimento di grazie alla Santa Trinità per il compimento di cinquant’anni di episcopato.

Per quasi venticinque anni ha collaborato con i suoi due predecessori nella Sede di Antiochia, prima di essere scelto dal Sinodo come loro successore il 19 aprile 1986: un momento importante che la pone oggi alle soglie del giubileo d’argento in questo ufficio.

Ha iniziato il nobile ministero di Patriarca di Antiochia dei Maroniti nella tormenta della guerra che ha insanguinato il Libano per troppo tempo. È con l’ardente desiderio di pace per il suo Paese che ha guidato questa Chiesa e percorso il mondo per consolare il suo popolo costretto a emigrare. Infine, la pace è ritornata, sempre fragile, ma sempre attuale.

Papa Giovanni Paolo II, che avrò la gioia di beatificare il prossimo 1° maggio, l’ha chiamata a far parte del Collegio dei Cardinali il 26 novembre 1994, per inserirla in una comunione più profonda con la Chiesa Universale. La visita del mio venerabile predecessore a Beirut, nel 1997, per firmare l’Esortazione apostolica post-sinodale Una speranza nuova per il Libano ha segnato di nuovo il legame costante della sua Chiesa con il Successore di Pietro.

Quando ho convocato il Sinodo speciale per il Medio Oriente nel settembre del 2009, l’ho nominata Presidente delegato ad honorem per sottolineare l’importanza del servizio ecclesiale che lei ha svolto nel nome di Cristo.

Negli ultimi giorni ho benedetto la statua di san Marone, collocata in una nicchia della Basilica di San Pietro al termine dell’anno giubilare e ho quindi potuto salutare lei, come pure il Presidente della Repubblica del Libano e numerosi vescovi e fedeli.

Lei ha scelto di rinunciare all’ufficio di Patriarca di Antiochia dei Maroniti in questa circostanza molto particolare. Ora accetto la sua decisione libera e generosa, che è espressione di grande umiltà e profondo distacco. Sono certo che accompagnerà sempre il cammino della Chiesa maronita con la sua preghiera, il suo saggio consiglio e i sacrifici.

Chiedo a Dio Onnipotente, per intercessione di san Marone e di Nostra Signora del Libano, di colmarla delle sue benedizioni. Di tutto cuore imparto a lei la Benedizione Apostolica, come pure ai vescovi, ai sacerdoti e alle persone consacrate, nonché a tutti i fedeli della Chiesa maronita e all’amata Nazione Libanese.

Dal Vaticano, 26 febbraio 2011

Benedetto XVI

[© Copyright 2011 – Libreria Editrice Vaticana, traduzione a cura de “L’Osservatore Romano”]

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