ROMA, giovedì, 31 marzo 2011 (ZENIT.org).- Lunedì 4 aprile, alle 19.00, il Movimento Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) promuoverà a Lampedusa una Veglia nazionale di preghiera e di solidarietà.

200.000 persone aderenti al RnS sono invitate ad unirsi in preghiera. Allo stesso modo, sottolineano gli organizzatori, “tutti i credenti e tutti gli uomini di buona volontà che sono in Italia sono invitati a vivere questo semplice e popolare gesto, replicandolo in quanti più luoghi possibili”.

“Una sarà la parola chiave di questa grande e potente preghiera comune: umanizzare la solidarietà”, indica il Movimento.

Presiederanno la Veglia il Presidente nazionale del RnS, Salvatore Martinez, e il Vicario generale della Diocesi di Agrigento, monsignor Melchiorre Vutera.

Il Presidente del RnS ha affermato che “una grande apprensione attraversa la coscienza di tutti i credenti e degli uomini di buona volontà dinanzi al dramma di popoli assoggettati a funesti venti di guerra e ad un esilio forzato dalle proprie terre in nome della ricerca della libertà e della pace”.

“Occorre ristabilire il primato di una cultura della pace e della convivenza pacifica tra i popoli” del Mar Mediterraneo, “da sempre culla di civiltà, d’integrazione etnica e di scambi culturali ed economici”, ha indicato, sottolineando che “è penoso assistere allo sfaldamento della debole coscienza europea dinanzi alla crisi umanitaria in atto e al proliferare di slogan vuoti e pericolosi, che incitano all’indifferenza”.

“Siamo ammirati dallo spirito di solidarietà, dall’operosa accoglienza, dalla testimonianza di carità che i lampedusani, i siciliani, tanti italiani stanno usando all’indirizzo di poveri, perseguitati, clandestini approdati nelle nostre coste”, ha dichiarato Martinez.

“Abbiamo deciso di convocare a Lampedusa una Veglia nazionale di preghiera e di riflessione per esprimere la nostra solidarietà e il nostro affetto a quanti in queste ore sono nella prova, nella sofferenza, si sentono abbandonati, mancano di forze e difettano di sapienza”.

“Guai a dimenticarlo – ha avvertito –: lo straniero, il povero, l’abbandonato sono sacri dinanzi a Dio e vanno protetti nella preghiera”.

La “cooperazione nella preghiera” “sarà tanto più efficace quanto più sarà vissuta dal maggior numero di persone e diretta a tutti coloro che sappiamo hanno bisogno di sentirne gli effetti (abitanti di Lampedusa, migranti, i loro familiari rimasti nelle terre d’origine, operatori umanitari, politici, forze di polizia)”.

“Gesù è stato, nella storia, il più grande globalizzatore dell’amore che accoglie tutti, senza distinzioni, e nessuno esclude, finanche i nemici”, ha proseguito Martinez. “A tutti gli uomini di buona volontà Gesù chiede ancora oggi di seguire il suo esempio”.

“Nessun vero credente può sottrarsi a questo nuovo supplemento d’amore e di passione civile, rappresentato oggi dall’ondata di profughi affamati di libertà e assetati di giustizia che bussano al cuore delle nostre comunità”.

“Nei giorni in cui festeggiamo l’unità d’Italia, il nostro Paese deve mostrarsi degno della propria storia di solidarietà umana allargando i propri confini con un’univoca volontà di bene comune”, ha concluso.

Il RnS è un movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200.000 aderenti, organizzati in oltre 1.900 gruppi e comunità.