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Angelo Roncalli soldato nella prima guerra mondiale

Si è tenuta oggi a Salerno una conferenza dal titolo ‘Giovanni XXIII – Angelo Roncalli: Soldato’, cui è intervenuto il Vicario Generale dell’Ordinariato, mons. Frigerio

Oltre 400 le presenze registrate alla Conferenza “Giovanni XXIII – Angelo Roncalli: Soldato”, tenutasi stamattina presso il Teatro Augusteo di Salerno. Piena di spunti la relazione svolta dal Vicario Generale dell’Ordinariato, mons. Angelo Frigerio.

L’evento, promosso dal Reggimento Cavalleggeri Guide (19°) – Servizio Assistenza Spirituale, si collocava nel contesto delle celebrazioni per il Primo Centenario della Grande Guerra.

Sono stati coinvolti non solo i militari delle Forze Armate insistenti sul territorio salernitano, ma anche la Consulta provinciale degli studenti, le associazioni combattentistiche e d’arma, il Pasfa, l’Università Salernitana e le locali autorità.

Erano presenti mons. Claudio Raimondo, delegato dell’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Superiori ed una rappresentanza di seminaristi del Seminario Metropolitano Maggiore di Salerno, oltre a sacerdoti, religiose e laici della diocesi.

L’invito alla partecipazione era stato diffuso dal Comandante del Distaccamento “Cavalleggeri Guide (19°), Tenente Colonnello Gianrico Spinelli, dal Cappellano Militare, Don Claudio Mancusi e dall’esperta MIUR Ketti Volpe con la Consulta Provinciale degli studenti di Salerno.

Al termine della conferenza il gradito intervento della famiglia di violinisti Gibboni che ha offerto un saggio musicale su temi classici e religiosi.

Nel suo intervento, mons. Frigerio ha invitato a “leggere e capire ciò che don Angelo Roncalli scrive nel periodo della Prima Guerra Mondiale”. Esercizio che – avverte il presule – “esige uno sforzo intellettuale e distintivo, che impongono di separarlo dalle figure di Vescovo (con gli incarichi che ne seguiranno), di Patriarca di Venezia e di Papa, inquadrandolo semplicemente nel ruolo di Sacerdote, ‘chiamato alle armi’: appunto, con rispetto parlando, uno dei tanti Sacerdoti, Militari e Cappellani Militari, che hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale, come tutti i cittadini del Regno d’Italia, chiamati nel loro ruolo.”.

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