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300mila persone oggi agli incontri del Papa nelle zone del tifone

Padre Lombardi: “L’intensità con cui la gente ha vissuto queste ore, nonostante il temporale, rimarrà un segno profondo”

Erano circa 300mila le persone venute stamane ad accogliere il Papa questa mattina nelle zone del tifone Yolanda. Le stime sono state fornite dalla Santa Sede che ha tenuto conto dei partecipanti alla messa a Tacloban, delle persone incontrate nella cattedrale di Palo, e di tutti coloro che lo hanno aspettato lungo le strade.

Molte persone, inoltre – ha riferito padre Federico Lombardi – sono giunte anche dalle isole vicine a quella di Leyte. Tutti sono rimasti in attesa dell’arrivo del Pontefice nonostante la forte tempesta che ha costretto il Papa a stravolgere il programma della giornata e anticipare di quattro ore il ritorno a Manila.

In un’intervista alla Radio Vaticana, padre Lombardi si è detto impressionato “di fronte a questa grande folla, sotto la pioggia e nel vento, che esprimeva veramente la situazione di vita di queste persone: perché qui sono settimane che sta piovendo e qui, in altre circostanze, il vento e la pioggia sono immensamente più forti di quest’oggi e portano grandi disastri. Oggi ne abbiamo avuto un lontano segno, un lontano modo di capire di che cosa si tratta quando in questa regione viene il tifone”.

A maggior raggione è stato impressionante vedere “la partecipazione della gente e la partecipazione del Papa”: “L’intensità con cui la gente e il Papa hanno vissuto queste ore è molto grande, e rimarrà un segno profondo di questo, certamente”.

Un altro momento “importantissimo” della breve visita del Pontefice, secondo il portavoce vaticano, è stato il pranzo “di corsa” con 30 persone, familiari che hanno perso i loro congiunti nel tifone Yolanda del 2013, “quindi persone che hanno perso chi i figli, chi la moglie, chi il marito, chi tutti gli altri membri della famiglia… Storie assolutamente impressionanti a sentirle, che per pudore sono state tenute un po’ nel privato, ma che sono veramente molto dolorose”.

Il Papa – prosegue Lombardi – “era assolutamente preso e esprimeva un dolore, una partecipazione profonda, possiamo dire un turbamento, se così si può dire, ma il turbamento naturalmente consolato e sostenuto dalla fede. Ma l’impressione che queste esperienze tragiche di dolore ci danno è profondissima, e il Papa è un uomo che lo sente profondamente”.

Come, allo stesso modo, sente “una solidarietà interreligiosa significativa” con le vittime della catastrofe e, soprattutto, la gratitudine verso i volontari o le persone “che si dedicano al servizio dei poveri o delle persone abbandonate o delle persone sofferenti”, dimostrando “la continuità, la profondità della loro carità”.

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