Pope Francis at Ground Zero

Papa Francesco a Ground Zero - Foto © Copyright Servizio Fotografico L' Osservatore Romano

I parenti delle vittime dell’11 settembre: “La fede ci ha salvato”

La visita di papa Francesco a Ground Zero è stata un segno di speranza per chi perse un proprio caro nell’attentato alle Torri Gemelle

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Quando hai il cuore spezzato, come puoi andare avanti? Secondo molti dei parenti delle vittime dell’attentato al World Trade Center, dell’11 settembre 2011, la risposta è nella loro fede.

ZENIT è stata presente a Ground Zero, al momento della visita di papa Francesco, avvenuta ieri mattina, ed ha avuto la possibilità di parlare con familiari e amici di persone che persero la vita in quel tragico giorno.

Brendan Grady, che ha perso il fratello Christopher, commerciante di Cantor Fitzgerald, ha dichiarato che è stato un onore per papa Francesco venire a Ground Zero per ricordarlo.

“Mi sento come se la tomba di mio fratello sia stata benedetta”, afferma Grady con sobrietà. “Nessuno può dire che la tomba di un proprio parente sia stata benedetta dal Papa”.

Nel crollo delle Torri Gemelle, morì anche David, marito di Judy Grimmer, che lavorava al 98° piano della prima Torre. Ricordando di quando venne a sapere dell’impatto aereo, la donna racconta: “Iniziai immediatamente a pregare: ‘Sacro Cuore di Gesù, mi affido a te…’. La mia fede e le mie preghiere mi hanno impregnato sempre più…. Non riesco a immaginare la mia vita senza la fede”, afferma la signora Grimmer.

Riguardo al significato della visita di papa Francesco per lei, Judy dichiara: “Prima di conoscermi, David era seminarista, quindi è straordinario che il Papa sia qui per lui. Io è la seconda volta che vengo qui, la prima volta fu per il decimo anniversario, quando inaugurarono la Torre della Libertà. È stata l’unica volta che sono andata perché ho sempre voluto essere positiva. Non sarei mai venuta a Ground Zero per vedere soltanto un buco vuoto”.

“È meraviglioso non solo perché l’opera è stata completata ma perché il Santo Padre è qui. Io sono una cattolica fervente, come mio marito e tutta la mia famiglia e spero tutti trovino pace con questa visita. Sta facendo la differenza nel mondo d’oggi. Dio lo benedica”.

Un uomo, prima che il Papa arrivasse, ha parlato con i giornalisti della perdita di sua figlia, che era in uno dei due voli schiantatisi sulle Torri. Ha sottolineato che la giovane era in ferie quel giorno ma era comunque andata a lavorare per sostituire un collega in malattia.

Anche Matthew Sallitto ha riflettuto sull’immagine di bontà trasmessa dal Papa, e che quanto avvenne 14 anni fa è l’immagine del demonio.

“Ho perso mo figlio”, ci racconta il signor Sallitto: il giovane era nella prima Torre e “lavorava per Cantor Fitzgerald, che ha perso la maggior parte dei suoi uomini quel giorno. Aveva 23 anni, era la persona più giovane nell’edificio. Si era laureato all’Università del Vermont, poi aveva trovato questo lavoro alla Cantor e gli piaceva”.

“C’è un profondo significato nella presenza del Papa qui, sentiamo che questo paese è una ‘terra consacrata’, perché molte vite sono andate perse qui, quel giorno”, ha aggiunto, osservando che “papa Francesco mostra al mondo che è venuto a benedire, a santificare, ciò che qualcuno ha provato a rendere malvagio e a distruggere. È venuto qui a dirci: faremo uscire il bene dal male”.

Per Sallitto è una grande cosa che papa Francesco sia venuto. “Sono cattolico – dice – ma penso che il mondo intero, non solo i cattolici, abbiano una considerazione speciale del Papa. Ovviamente, noi cattolici lo vediamo in un certo modo ma credo davvero che il mondo guardi a lui come una guida”.

ZENIT gli ha domandato se la sua fede lo ha aiutato. “Sì – risponde – ma devo dire che non so come si possa andare avanti nella vita senza fede. È qualcosa a cui ti aggrappi”.

“Penso che il Papa sia una speranza, un faro per il mondo. È con i piedi per terra, osserva molti dei problemi del mondo, ne parla in un modo in cui tutti possiamo relazionarci e ci dà un certo conforto”.

Un altro uomo ha perso sua sorella, Deborah, al Pentagono. Nel momento in cui lui e sua moglie hanno preso a conversare con noi, la signora mostra il riflesso della torre della Libertà sul suo smartphone, facendo vedere come essa sia davvero il riflesso di una croce.

Un altro parente di un caduto, che ha preferito rimanere anonimo, dice: “è stato un giorno molto significativo per me. Papa Francesco è venuto con un messaggio di gioia”.

 

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Deborah Castellano Lubov

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