Lettura

Luca presenta Gesù che insegna mentre attraversa città e villaggi, diretto a Gerusalemme. Lungo questo itinerario egli si misura con una domanda posta da un anonimo: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Senza lasciarsi intrappolare nella casistica dei numeri o nelle informazioni minuziose sulla modalità della salvezza, il Maestro rivolge a tutti un serio invito all’impegno. Con l’immagine della festa, alla quale si accede per una porta stretta che ad un certo punto viene chiusa, Gesù sollecita i suoi ascoltatori a prendere una decisione che si gioca nella pratica della giustizia. Non ci sono privilegiati nell’accesso al regno di Dio. Anzi, lo stile divino capovolge le precedenze stabilite dai criteri umani. 

Meditazione

La domanda sulla salvezza costituisce la vera questione nell’esistenza dell’uomo. Può accadere, però, che questa sia posta in termini sbagliati, per esempio come un affare che riguarda solo la propria vita e quindi come un bottino da conquistare a tutti i costi. Gesù mostra senza equivoci che la salvezza è un dono, più che una conquista, e chiede solo la fatica di aprire il cuore e la mano per accoglierlo. In altre parole, non ci si salva da soli, ma si viene salvati dall’amore di Dio che interpella la nostra libertà perché accetti di rimodularsi – di convertirsi, appunto – alla forma che la grazia dello Spirito vuole imprimerle. In questo consiste il cammino di conversione che dà senso ad ogni attimo della vita. A noi è chiesto di vivere l’hic et nunc della nostra esistenza, unica possibilità in nostro possesso, come occasione per passare dalla miseria alla misericordia del Padre, dall’auto-giustificazione all’accoglienza della grazia, dall’io a Dio. C’è una porta, però, da attraversare: è Gesù! Può attraversarla solo chi avverte il bisogno di Lui ed è convinto che le proprie sicurezze non sono garanzie di futuro. Per questo è una porta stretta, perché tutto ciò che “ingombra” la vita, va lasciato fuori: il proprio io e le proprie presunzioni non riescono a passarvi. Il cammino del credente è un esercizio continuo di umiltà che, come insegna Ignazio di Loyola, porta a pensare la vita come se dipendesse totalmente da noi nell’impegno delle opere, sapendo, però, che tutto dipende da Dio. Gli ultimi che diventano i primi sono coloro che, come Maria, hanno permesso a Dio di colmare il vuoto della loro esistenza con il dono della sua grazia, che libera dall’autosufficienza e dona un cuore rinnovato, capace di amare sine modo (senza misura). 

Preghiera

Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi ed insegnaci a passare attraverso la porta stretta della sequela di Gesù, tuo Figlio. Apri a tutti i popoli della terra la porta della fede nel Figlio tuo Gesù, nostro Salvatore. 

Agire

Voglio testimoniare concretamente la mia fiducia nella fedeltà del Signore.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo eletto di Trapani, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it