Lettura

Dopo una notte trascorsa sul monte degli Ulivi, all’alba Gesù si reca al tempio per insegnare al popolo. Gli scribi e i farisei gli portano una donna colta in flagrante adulterio e lo chiamano a fare da giudice, mettendolo a confronto con la Legge mosaica. Gesù evita la trappola che gli viene tesa abbandonando il campo del diritto penale per passare a quello morale e religioso, e lancia loro una sfida: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra». Egli, unico senza peccato, rimasto da solo con la donna, non la condanna ma le usa misericordia e la esorta a non peccare più.

Meditazione

Mentre Gesù, come Maestro, insegna al popolo, nel tempio i farisei e gli scribi, appellandosi alla Legge di Mosè, vogliono trasformarlo in giudice e gli tendono un tranello usando una povera donna, colta in flagrante delitto di adulterio. Gesù tace e scrive per terra per significare il superamento della logica legalistica. Egli, di fronte alle insistenze dei suoi interlocutori, smaschera la loro ipocrisia e li sfida: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra». Gesù non giustifica l’adulterio e non condanna la donna, ma invita ad andare oltre, a guardare la propria fragilità prima di accusare gli altri. Gesù, affermando il primato della misericordia, va al cuore della Legge di Dio, che supera quella di Mosè. Gesù non minimizza, non sottovaluta il comportamento peccaminoso della donna, che conserva tutta la sua gravità. Non è permissivo verso il male dell’adulterio. Quando coloro che volevano condannare la donna se ne sono andati, rimasto solo con la donna, Gesù le dice: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Il Maestro considera la donna con la sua dignità, anche se ha peccato, e le offre un’ulteriore possibilità di vita. La donna adultera, scopre nell’atteggiamento di Gesù, che l’ha salvata dalla lapidazione, una novità mai vista, che la perdona, la libera dal peso del peccato e la trasforma in una donna nuova. Impariamo ad ascoltare attentamente Cristo, senza nasconderci dietro le leggi. Non c’è nessuno al mondo che sia senza peccato. Dobbiamo tutti impegnarci in modo solidale sulla via del ritorno a Dio. Ognuno deve continuamente operare in sé il passaggio dall’uomo vecchio, all’uomo nuovo, rigenerato dall’acqua e dallo Spirito. L’insegnamento da seguire è l’amore che perdona! 

Preghiera

«Fa’, o Signore, che sempre più ardente e operoso diventi il nostro amore verso tutti i fratelli in Cristo per collaborare sempre più intensamente con loro nell’edificazione del Regno di Dio» (Paolo VI). 

Agire

Mi accosterò al sacramento della penitenza per confessare i miei peccati, ma soprattutto per sperimentare il perdono del Signore.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it