Lettura

In questo giorno di Quaresima, le letture ci parlano di acqua come segno di vita nuova, di purificazione, di rigenerazione. Nel Vangelo di oggi, Gesù, manifestazione ultima e definitiva della salvezza di Dio, sceglie di attraversare il crocevia di malattie e di miserie umane che si raduna presso la piscina di Betzatà, dove incontra un povero paralitico infermo da trentotto anni, ormai rassegnato. Gesù non aiuta il malato a immergersi nella piscina di Sìloe, ma lo guarisce con la potenza che gli viene da Dio e si rivela il Signore del sabato, scandalizzando i giudei benpensanti, che cominciano a perseguitarlo. 

Meditazione

La guarigione dell’uomo infermo da trentotto anni, compiuta da Gesù di sabato, il giorno della memoria dei grandi benefici della salvezza, vuole manifestare l’opera salvifica di Dio attraverso la grazia della guarigione e del perdono. Gesù, padrone del sabato, ordina al miracolato di portare il suo giaciglio, poiché è giunto il tempo in cui è arrivata una grazia più grande della legge. Nel tempio Gesù incontra ancora l’uomo che ha guarito e gli rivolge una parola esigente dalla quale si comprende che c’è qualcosa di peggio di trentotto anni di paralisi fisica: il peccato con le sue conseguenze. Gesù non vuole rinnovare la vita a metà, ma vuole rinnovarla integralmente nella sua radice, che sta nel rapporto con Dio. Gesù Cristo ha lasciato alla Chiesa l’efficacia della sua Grazia, che sgorga come fiume dal suo costato aperto: acqua viva del lavacro battesimale che rigenera e fa nuovo l’uomo peccatore; acqua delle lacrime del pentimento, che lo Spirito suscita per sciogliere da ogni vincolo di colpa l’uomo penitente; sangue sparso per la salvezza del mondo. Attraverso i sacramenti siamo guariti dalla paralisi, abbiamo ricevuto l’ordine di camminare dietro Gesù e di portare i frutti della vita nello Spirito. Oggi Gesù ci dà un monito come ha fatto con il paralitico: dobbiamo avere paura di ricadere ancora nella schiavitù del peccato, affinché la nostra paralisi spirituale di cristiani non sia più grave della paralisi del paganesimo da cui Cristo ci ha liberati. All’uomo di oggi, deluso e disincantato, seduto ai bordi della speranza e impotente ad immergersi nella vita nuova, paralizzato dalla sofferenza e dalle circostanze, Gesù rivolge l’invito a guarire dal peccato e a incamminarsi sulla via del bene. 

Preghiera 

«Fa’, o Signore, che il tuo Spirito informi e trasformi la nostra vita, e ci dia il gaudio della fratellanza sincera, la virtù del generoso servizio, l’ansia dell’apostolato» (Paolo VI). 

Agire

Andrò a fare visita a una persona sofferente per portargli la consolazione della fede in Gesù, medico del corpo e dello spirito. 

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it