Lettura

Nel Discorso della Montagna, dopo la proclamazione delle Beatitudini (Mt 5,1-11), Gesù precisa che non intende eliminare l’ordinamento antico contenuto nella Legge e nei Profeti per sostituirlo con uno completamente nuovo. Gesù, come Figlio di Dio, porta a compimento la Legge antica in quanto ne dà l’interpretazione autentica, e ne propone la messa in pratica radicale per realizzare una giustizia superiore a quella “minimalista” degli antichi, a cui facevano riferimento gli scribi e i farisei. Per essere considerati grandi nel Regno dei cieli non basta insegnare i comandamenti ma, come ha fatto Gesù, bisogna osservarli.

Meditazione

La pagina del Vangelo di oggi ci invita a seguire con estrema fedeltà la legge di Dio, cioè la sua volontà manifestata nella sua Parola. Gesù è venuto a compiere la Legge antica: non solo riconosce ai precetti dell’Antico Testamento tutta la loro importanza, ma realizza nella sua persona ciò che i profeti avevano annunciato. Secondo l’Antica Alleanza, la legge data a Mosè è strettamente legata ai profeti che annunciano il Messia: non si tratta di un codice giuridico freddo e astratto, ma di comandamenti che Dio dà al suo popolo perché viva. Il Signore chiede un cuore grande, che accolga tutta la legge fino nei minimi particolari e che superi ciò che è strettamente necessario per far posto ad un amore grande e generoso per Dio e per il prossimo. La legge va portata a compimento con la radicalità che Gesù indica nelle sei antitesi che seguono, nelle quali rivendica la sua autorità divina. Non è sufficiente insegnare i precetti della legge di Dio, ma è necessario metterli in pratica, prendendo esempio da Gesù che «fece e insegnò» (At 1,1). Nella Nuova Alleanza, i comandamenti di Gesù nel Vangelo non possono essere separati dalla presenza dello Spirito Santo effuso nei nostri cuori, che ci dona la grazia di poterli osservare. La nuova legge di Gesù Cristo, la legge dello Spirito, è la legge dell’amore, che fa dire a san Paolo “pieno compimento della legge è l’amore” (cfr. Rm 13,10). L’amore per Dio e i fratelli è il compimento della legge di Cristo, la nuova giustizia, la nuova santità del regno di Dio, alla quale tutti siamo chiamati. In questa Quaresima chiediamo la conversione profonda del nostro cuore, per conformare tutta la nostra vita quotidiana alla Rivelazione di Dio, che trova il suo compimento in Gesù Cristo.

Preghiera

«Signore, noi ti rinnoviamo l’impegno della nostra fedeltà nel fare onore alle responsabilità che la nostra vita ci impone nei rapporti di ordine religioso, civile, sociale» (Giovanni XXIII).

Agire

Mediterò un brano del Discorso della Montagna e cercherò di metterlo in pratica oggi.