Il presidente delle ACLI: serve una patrimoniale per i più ricchi

ROMA, giovedì, 14 luglio 2011 (ZENIT.org).- “E’ venuto il momento che i nuovi sacrifici richiesti all’Italia dalle congiunture internazionali siano caricati responsabilmente sulla parte di Paese più ricca, sulle grandi rendite, i grandi patrimoni non produttivi”. Ad affermarlo è il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, nel commentare gli annunci sui tagli aggiuntivi alla manovra finanziaria presentata dal Governo per abbattere il debito pubblico.

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“Le Acli – spiega Olivero – apprezzano e riconoscono lo sforzo di responsabilità compiuto in queste ora da maggioranza e opposizione su sollecitazione del Presidente della Repubblica. E’ bene che la manovra sia approvata in poche ore, ma c’è ancora margine per interventi correttivi doverosi e necessari”.

“Il Paese – aggiunge – non è più in grado di sostenere tagli e interventi sulle fasce più deboli della popolazione. La concentrazione della ricchezza nelle mani di poche famiglie non è solo una un’offesa al senso di giustizia e alla coesione sociale, ma rappresenta oggettivamente un ostacolo alle prospettive di crescita”.

“L’introduzione di un’imposta patrimoniale solidale sui redditi più alti che non producono lavoro sarebbe una misura funzionale sia alla riduzione del debito pubblico che allo sviluppo dell’economia e dei consumi”, conclude Olivero.

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ZENIT Staff

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