I Vescovi italiani e il “sogno” di una nuova generazione di politici cattolici

Studiano la prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco

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ROMA, martedì, 26 gennaio 2010 (ZENIT.org).- I Vescovi italiani hanno analizzato questo martedì il “sogno” di una nuova generazione di politici cattolici, in riferimento a quanto affermato nella sua prolusione di lunedì dal loro Presidente, il Cardinale Angelo Bagnasco, che ha presentato alcune delle caratteristiche che dovrebbero contraddistinguerli.

L’argomento ha offerto lo spunto per uno scambio di opinioni nei lavori della seconda giornata dell’incontro dei 23 membri del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che rimarranno riuniti a Roma fino a mercoledì, secondo quanto riferito in un comunicato da monsignor Domenico Pompili, portavoce della CEI.

“Circa il ‘sogno’ di una nuova generazione di politici cattolici che è aspirazione condivisa e necessaria, si è auspicato di suscitare una cittadinanza responsabile che sappia farsi carico dei difficili processi di integrazione sociale ed economica, così come dei temi della vita e della famiglia oggi particolarmente messi a rischio da una ricorrente deviazione antropologica”, spiega il portavoce.

“L’intervento del Cardinale Bagnasco ha offerto in effetti un giro d’orizzonte e insieme una prospettiva unificante dell’attuale stagione ecclesiale e sociale”, aggiunge monsignor Pompili.

“La questione di Dio – è stato rimarcato da più parti – suscita sempre un’attenzione e una nostalgia diffuse, costituendo per la Chiesa una sfida a continuare ad essere ‘casa tra la gente’”.

Per questo motivo si è scelto il tema dell’educazione come tema portante della prossima Assemblea generale di maggio, una “strada concreta in cui declinare la proposta cristiana nei prossimi anni”.

“A questo proposito – aggiunge il portavoce – si è ribadito che non basta enunciare principi o valori, ma occorre permettere che se ne faccia esperienza personale, superando ogni astrattismo e ogni separazione tra la fede e la vita”.

Infine, la nota conclude rivelando che “una parola di gratitudine è stata espressa da molti nei riguardi dei sacerdoti che vivono in prima persona i segni del trapasso epocale in corso, auspicando per essi che l’Anno sacerdotale in corso aiuti ciascuno a riscoprire i fondamentali della propria esperienza di vita cristiana”.   

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ZENIT Staff

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