La rete “Pace per il Congo” chiede la pacificazione dei Grandi Laghi

L’iniziativa missionaria invita a firmare una lettera da inviare al Presidente Obama

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ROMA, lunedì, 18 gennaio 2010 (ZENIT.org).- La rete “Pace per il Congo”, formata dai missionari che lavorano nella Repubblica Democratica del Congo, sta promuovendo una petizione mondiale perché nel Paese e nella regione africana dei Grandi Laghi si costruisca e si mantenga una pace vera, giusta e duratura.

La rete di missionari invita a firmare una lettera da inviare al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ritenuto fortemente impegnato e responsabile della situazione che si sta vivendo in questa regione, con la speranza che un cambiamento positivo della politica possa produrre frutti di pace.

La lettera, in italiano e in francese, ricostruisce il tragico cammino vissuto dalla popolazione della regione del Kivu e presenta a Obama una richiesta articolata in cinque punti.

In primo luogo, la rete chiede che “gli Stati Uniti rivedano criticamente la loro politica in questi vent’anni nella regione dei Grandi Laghi, considerando il prezzo che è costata e costa alle popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e della regione”.

Chiede anche che “rinuncino e si oppongano alla militarizzazione della regione, che ha già provocato tanta miseria tra la popolazione civile”.

Allo stesso modo, esortano a far sì che “cessi il sostegno interessato ai regimi ugandese e ruandese, condizionando gli aiuti a una vera apertura democratica e al rispetto dei diritti economici, politici e territoriali dei Paesi della regione. In particolare, si decidano anche sanzioni”.

Si chiede inoltre che “la politica recuperi il suo ruolo rispetto all’economia e alle multinazionali”. “In particolare, si usi lo strumento della tracciabilità delle materie prime esportate e si prevedano sanzioni adeguate”.

Allo stesso modo, “si dia fiducia al potenziale umano della regione, aprendo un dialogo con le forze vive della società civile e valorizzando i capi locali oggi esautorati”.

La petizione termina ricordando che “solo nel rispetto dei diritti dei popoli come l’integrità territoriale e la sovranità economica si potrà realizzare la mobilità che permetterà a tutti gli abitanti della regione di avere uno spazio vitale. E’ il momento del dialogo e della vera politica in Congo e nella regione dei Grandi Laghi”.

La rete “Pace per il Congo”, la cui sede è a San Polo-Torrile (Parma), mira a raccogliere 100.000 firme entro il 25 gennaio.

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ZENIT Staff

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