India: i cristiani ricostruiscono una cappella devastata dagli estremisti

Con il sostegno dell’associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre

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ROMA, mercoledì, 13 gennaio 2010 (ZENIT.org).- L’associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), che sostiene i cristiani oppressi e perseguitati nel mondo, fornirà un contributo di 20.000 euro per la ricostruzione del santuario di Sant’Antonio nell’isola di Rameswaram, nello Stato indiano del Tamil Nadu.

La cappella è stata danneggiata gravemente dagli estremisti religiosi dopo essere stata bersaglio di più attacchi tra il giugno e l’agosto 2008, in concomitanza con l’ondata di violenza anticristiana che ha colpito lo Stato dell’Orissa provocando oltre 80 morti.

Il parroco, padre Michael Raj, ha detto ad ACS che a tutt’oggi ci sono persone che “pianificano di rimuovere i simboli cristiani da questo luogo”, ricordando che “ci sono intrusi che spezzano la croce”.

La nuova cappella avrà come ulteriore protezione un muro, e si progetta di costruire anche una casa per i pellegrini che la visitano.

Secondo il sacerdote, dietro agli attacchi ci sono dei “gruppi religiosi fanatici”.

“Ad ogni modo – ha sottolineato –, la nostra fede è più forte e siamo sicuri che il Dio in cui crediamo, tra tutte queste difficoltà, salverà la nostra fede e il nostro luogo di adorazione”.

Anche se si sospetta che il motivo degli attacchi sia stato religioso, il parroco ha affermato che la maggior parte dei membri delle altre comunità religiose dell’isola sostiene la campagna per salvare la cappella.

“C’è anche un numero ragionevole di indù e musulmani che vengono in questo luogo come pellegrini e visitatori”, ha ricordato.

Nell’isola di Rameswaran c’è un santuario dedicato a Sant’Antonio fin dall’arrivo dei primi missionari nel XIX secolo. La cappella originale è stata distrutta da un ciclone nel 1964 e un suo sostituto è stato gravemente danneggiato dallo tsunami del 2004.

Visto che Sant’Antonio è considerato patrono dei marinai e dei pescatori, il tempio attira molti visitatori sull’isola, la cui popolazione dipende in gran parte dal mare, e gli attacchi non hanno impedito ai devoti di continuare ad arrivare.

L’intero progetto di restauro costerà 42.500 euro. La popolazione locale ha già raccolto più di 11.000 euro, anche se appartiene alle fasce più povere.

“Anche se la nostra gente è all’ultimo posto della società in ogni settore, è nota per la fede e l’impegno nei confronti della Santa Madre Chiesa”, ha commentato il parroco.

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ZENIT Staff

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