Scambio degli strumenti di ratifica dell'Accordo tra Santa Sede e Brasile

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 10 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Questo giovedì, nel Palazzo Apostolico Vaticano, si è proceduto allo scambio degli strumenti di ratifica dell’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Federativa del Brasile, il paese con il maggior numero di cattolici al mondo, firmato il 13 novembre 2008.

Il presente Accordo rappresenta il momento culminante di un negoziato iniziato nel settembre 2006.

Hanno proceduto allo scambio per la Santa Sede mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporto con gli Stati, e per la Repubblica Federativa del Brasile l’ambasciatore Luiz Felipe de Seixas Corrêa. Presenti al solenne atto anche i Cardinali Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, e Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero.

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L’Accordo, che entra in vigore oggi, consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di un Preambolo e di venti articoli, che disciplinano vari ambiti, tra i quali: lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Brasile, il riconoscimento dei titoli di studio, l’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il matrimonio canonico, il regime fiscale.

L’Accordo – ha detto mons. Mamberti – rappresenta “anche un punto di partenza” prendendo le mosse “proprio dall’attuale momento di ottimo stato delle relazioni diplomatiche bilaterali”.

“Il consenso raggiunto – ha proseguito – è il più chiaro segnale della volontà di continuare a lavorare insieme, con un nuovo strumento, per il conseguimento della formazione integrale di ogni persona, in quanto credente e in quanto cittadino”.

Mons. Mamberti ha quindi sottolineato che “l’Accordo non pregiudica la sussistenza e l’attività di tante Comunità religiose, cristiane e non cristiane, che in Brasile hanno trovato accoglienza, e neppure pone la Chiesa cattolica in una posizione privilegiata, come qualcuno potrebbe essere erroneamente indotto a pensare”.

“Esso, piuttosto – ha precisato –, garantisce la libertà che ad essa compete e tiene doverosamente in considerazione il singolare ruolo che la medesima Chiesa cattolica ha avuto nella formazione della coscienza e dell’identità culturale del Paese”.

“Con l’Accordo – ha spiegato l’ambasciatore Luiz Felipe de Seixas Corrêa –, guadagna la Chiesa Cattolica una maggior sicurezza giuridica per la sue attività in Brasile e guadagna lo Stato brasiliano che stabilisce in uno strumento a carattere vincolante, un quadro chiaro e preciso per le sue relazioni con la Chiesa Cattolica, contrassegnato dall’assoluto rispetto dei canoni legali brasiliani”.

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ZENIT Staff

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