diritti umani

Bioetica e Difesa della Vita

“La dignità umana nelle Carte sui diritti dell’uomo”

ROMA, domenica, 22 novembre 2009 (ZENIT.org).- Riportiamo per la rubrica di Bioetica la relazione pronunciata da Marina Casini al Convegno nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita a Montecatini venerdì 20 novembre. Marina Casini, ricercatrice di Bioetica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, si occupa in particolare della dimensione giuridico-legislativa della bioetica.

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Papa & Santa Sede

Conferenza internazionale in Vaticano su donne e diritti umani

ROMA, lunedì, 16 marzo 2009 (ZENIT.org).- Il 20 e il 21 marzo prossimi si svolgerà in Vaticano la prima conferenza internazionale sul rapporto tra le donne e l’implementazione dei diritti umani, intitolata “Vita, famiglia, sviluppo: il ruolo delle donne nella promozione dei diritti umani”.

L’iniziativa è promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dalla World Women’s Alliance for Life and Family (WWALF) e dalla World Union of Catholic Women’s Organizations (WUCWO) e avrà luogo presso la sede del dicastero vaticano, in Piazza San Callisto a Roma.

Una nota inviata a ZENIT ricorda le parole di Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium vitae: “Nella svolta culturale a favore della vita le donne hanno uno spazio di pensiero e di azione singolare e forse determinante: tocca a loro di farsi promotrici di un nuovo femminismo che, senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli maschilisti, sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento”.

La conferenza sarà il primo appuntamento della World Women’s Alliance for Life & Family (WWALF), rete internazionale di donne con sede a Roma creata cinque anni fa dalla Presidente Olimpia Tarzia, che ha promosso l’incontro.

Le “alleate per la vita” di 50 Paesi di ogni continente hanno come scopo la promozione del “genio femminile” in ogni ambito dell’organizzazione sociale.

L’incontro sarà anche un’occasione per confermare l’impegno delle organizzazioni cattoliche femminili riunite nella UMOFC/WUCWO, che l’anno prossimo celebrerà il suo primo centenario ed è attualmente presieduta da Karen M. Hurley.

Il Cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha affermato che “mai come oggi è giunta per la donna l’ora di rispondere con pienezza alla vocazione di testimoniare l’amore per la vita in ogni ambito della società e in ogni parte del mondo”.

“In un momento di profonde trasformazioni, le donne, illuminate dallo spirito evangelico, possono tanto operare per aiutare l’umanità”, ha aggiunto.

La Presidente della WWALF ha osservato dal canto suo che l’epoca attuale di crisi “è tempo di un nuovo femminismo”.

“E’ tempo di un’autentica rivoluzione culturale, per valorizzare appieno le modalità di pensiero e di azione specificatamente ‘al femminile’ in ogni ambito della vita civile, per il bene della collettività e a favore della vita, della pace, dello sviluppo economico nel rispetto e nella difesa dei diritti umani, sollecitando i Governi e gli Organismi internazionali”, ha commentato la Tarzia.

Alla conferenza parteciperanno più di 60 studiosi ed esperti di tutto il mondo.

Venerdì 20 marzo, dopo l’apertura a carico del Cardinale Martino, della Presidente della WWALF e di quella della WUCWO, si svolgerà un dibattito sul tema “Vita, famiglia e sviluppo nella prospettiva della Chiesa”, introdotto da una relazione della sociologa e teologa lituana Egle Laumenskaité.

Nel pomeriggio si discuteranno altri due temi: “Donna, famiglia e maternità: risorse e conflitti nella società contemporanea” e “Donna, educazione e cultura: l’emergenza educativa dinanzi alle spinte culturali sui diritti civili”, illustrati rispettivamente dalla docente spagnola Maria Lacalle e dall’avvocatessa ivoriana Anne Koné.

Nella mattinata di sabato 21 marzo si parlerà di “Donna, povertà ed emarginazione: l’impegno femminile in favore dei più deboli” (tema presentato dalla sociologa indiana suor Daphne Sequeira), “Donna, sviluppo e lavoro: il ruolo femminile nella dimensione sociale ed economica” (a cura della sociologa italiana suor Alessandra Smirilli) e “La donna e le attuali sfide della bioetica: la prospettiva della dottrina sociale della Chiesa” (argomento illustrato dalla bioeticista tedesca Mareike Klekamp).

A chiusura della conferenza, le proposte e le prospettive saranno indicate da Olimpia Tarzia e Karen M. Hurley, mentre le conclusioni verranno tratte dal Cardinale Martino.

Papa & Santa Sede

Conferenza internazionale in Vaticano su donne e diritti umani

ROMA, lunedì, 16 marzo 2009 (ZENIT.org).- Il 20 e il 21 marzo prossimi si svolgerà in Vaticano la prima conferenza internazionale sul rapporto tra le donne e l’implementazione dei diritti umani, intitolata “Vita, famiglia, sviluppo: il ruolo delle donne nella promozione dei diritti umani”.

L’iniziativa è promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dalla World Women’s Alliance for Life and Family (WWALF) e dalla World Union of Catholic Women’s Organizations (WUCWO) e avrà luogo presso la sede del dicastero vaticano, in Piazza San Callisto a Roma.

Una nota inviata a ZENIT ricorda le parole di Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium vitae: “Nella svolta culturale a favore della vita le donne hanno uno spazio di pensiero e di azione singolare e forse determinante: tocca a loro di farsi promotrici di un nuovo femminismo che, senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli maschilisti, sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento”.

La conferenza sarà il primo appuntamento della World Women’s Alliance for Life & Family (WWALF), rete internazionale di donne con sede a Roma creata cinque anni fa dalla Presidente Olimpia Tarzia, che ha promosso l’incontro.

Le “alleate per la vita” di 50 Paesi di ogni continente hanno come scopo la promozione del “genio femminile” in ogni ambito dell’organizzazione sociale.

L’incontro sarà anche un’occasione per confermare l’impegno delle organizzazioni cattoliche femminili riunite nella UMOFC/WUCWO, che l’anno prossimo celebrerà il suo primo centenario ed è attualmente presieduta da Karen M. Hurley.

Il Cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha affermato che “mai come oggi è giunta per la donna l’ora di rispondere con pienezza alla vocazione di testimoniare l’amore per la vita in ogni ambito della società e in ogni parte del mondo”.

“In un momento di profonde trasformazioni, le donne, illuminate dallo spirito evangelico, possono tanto operare per aiutare l’umanità”, ha aggiunto.

La Presidente della WWALF ha osservato dal canto suo che l’epoca attuale di crisi “è tempo di un nuovo femminismo”.

“E’ tempo di un’autentica rivoluzione culturale, per valorizzare appieno le modalità di pensiero e di azione specificatamente ‘al femminile’ in ogni ambito della vita civile, per il bene della collettività e a favore della vita, della pace, dello sviluppo economico nel rispetto e nella difesa dei diritti umani, sollecitando i Governi e gli Organismi internazionali”, ha commentato la Tarzia.

Alla conferenza parteciperanno più di 60 studiosi ed esperti di tutto il mondo.

Venerdì 20 marzo, dopo l’apertura a carico del Cardinale Martino, della Presidente della WWALF e di quella della WUCWO, si svolgerà un dibattito sul tema “Vita, famiglia e sviluppo nella prospettiva della Chiesa”, introdotto da una relazione della sociologa e teologa lituana Egle Laumenskaité.

Nel pomeriggio si discuteranno altri due temi: “Donna, famiglia e maternità: risorse e conflitti nella società contemporanea” e “Donna, educazione e cultura: l’emergenza educativa dinanzi alle spinte culturali sui diritti civili”, illustrati rispettivamente dalla docente spagnola Maria Lacalle e dall’avvocatessa ivoriana Anne Koné.

Nella mattinata di sabato 21 marzo si parlerà di “Donna, povertà ed emarginazione: l’impegno femminile in favore dei più deboli” (tema presentato dalla sociologa indiana suor Daphne Sequeira), “Donna, sviluppo e lavoro: il ruolo femminile nella dimensione sociale ed economica” (a cura della sociologa italiana suor Alessandra Smirilli) e “La donna e le attuali sfide della bioetica: la prospettiva della dottrina sociale della Chiesa” (argomento illustrato dalla bioeticista tedesca Mareike Klekamp).

A chiusura della conferenza, le proposte e le prospettive saranno indicate da Olimpia Tarzia e Karen M. Hurley, mentre le conclusioni verranno tratte dal Cardinale Martino.

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La Santa Sede all’ONU per il 60º della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

NEW YORK, mercoledì, 10 dicembre 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento pronunciato questo mercoledì, a New York, da monsignor Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede, alla sessione commemorativa dell’Assemblea Generale dell’ONU per il 60º  della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

 

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Signor Presidente,

1.         Vorrei anzitutto esprimere il plauso della Delegazione della Santa Sede per questa seduta celebrativa del 60º della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, atto fondamentale per la vita internazionale e per quella dei singoli Stati. Un atto attraverso cui popoli, Stati, istituzioni internazionali possono anche oggi riscoprire il vero significato della persona, la sua concreta umanità, la dimensione ad un tempo individuale e comunitaria dei suoi diritti, e in particolare il  valore realmente universale della dignità umana.

La Dichiarazione, infatti, mostra chiaramente che i diritti umani di cui si chiede applicazione e tutela, non sono solo un’espressione della dimensione della legalità, ma trovano la loro radice e la loro finalità nell’etica e nella ragione naturale comune a tutti gli uomini. Si può ben dire che mediante quella proclamazione l’intera famiglia umana ha affermato che il rispetto dei diritti è frutto della giustizia ed è garanzia di pace. Attraverso la tutela internazionale dei diritti, persone,  popoli, Stati e governi hanno manifestato la volontà di evitare conflitti e contrapposizioni per  percorrere invece un cammino unitario fatto di cooperazione e di integrazione.

2.         In molti dei presenti all’odierna commemorazione è ancora vivo il ricordo delle parole pronunciate in questa stessa aula il 18 aprile scorso dal Santo Padre Benedetto XVI, che ha legato i diritti umani e la loro protezione a due obiettivi fondamentali: la promozione del bene comune e la salvaguardia della libertà umana.

Dall’attività internazionale, e dall’azione dell’ONU in particolare, cogliamo quanto l’idea del bene comune sia condizione essenziale per assumere efficaci decisioni in ordine alla sicurezza, alla cooperazione allo sviluppo, come pure alla speciale azione di carattere umanitario che sempre più l’Organizzazione è chiamata ad attuare di fronte a eventi e situazioni che compromettono gravemente la persona, la sua dignità e quindi i suoi diritti. Il bene comune è ben espresso nel richiamo “ad agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” (Art. 1) che la Dichiarazione Universale rivolge a tutti i membri della famiglia umana. Infatti, non possiamo negare che la prima violazione dei diritti è data dalla mancanza di condizioni di vita considerate essenziali, quando prevale una iniqua distribuzione delle ricchezze, condizioni di povertà, di fame, di mancanza di cure mediche. Non è un caso che il primo degli Obiettivi del Millennio proclamati dalle Nazioni Unite sia rivolto proprio al superamento di questa situazione che coinvolge una parte consistente della popolazione mondiale.    

Quanto alla libertà umana, tutelarla nelle sue diverse dimensioni e manifestazioni non solo garantisce la costruzione del bene comune e fa superare le minacce alla dignità di ogni persona, ma anche riconosce che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” (Art. 1). Un fatto che permette di costruire quelle necessaria correlazione tra diritti e doveri che porta ogni persona, ogni Stato, ogni comunità ad assumersi la responsabilità delle scelte operate, come pure a riconoscere il suo rapporto di reciprocità con gli altri.

Oggi, di fronte ai significativi traguardi che l’umanità ha raggiunto, sono purtroppo evidenti negazioni dei diritti che violano l’ordine della creazione, contraddicono il carattere sacro della vita, privano la persona umana, la famiglia, le comunità della loro naturale identità. Tutelare i diritti significa quindi rispettare quegli imperativi etici che sono presupposto necessario alla libertà.

3.         I diritti umani esprimono l’unità della creatura umana, della sua aspirazione proiettata contemporaneamente a soddisfare i bisogni essenziali ed a consentire le sue libertà, le sue relazioni, i suoi valori spirituali.

In questo senso i diritti sono anche uno strumento attraverso cui la persona manifesta la sua  relazione con la verità, protegge la sua coscienza, la sua dimensione di fede e le sue convinzioni più profonde. Aspirazioni che ognuno deve essere capace di esprimere nel suo essere parte di una comunità di persone, di cittadini, di credenti, anche proponendo una