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Rinviata la visita del cardinale Filoni in Nepal

La terza tappa del viaggio in Asia, dopo Bangladesh e India, è rinviata a data da destinarsi per motivi di sicurezza

È stata annullata per motivi di sicurezza la visita in Nepal del card. Fernando Filoni in Nepal, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, a causa delle proteste antigovernative in corso in varie parti del paese. La visita sarebbe stata la terza tappa del viaggio in Asia del porporato, che lo ha portato in Bangladesh e India. La tappa in Nepal è rinviata a data da destinarsi.

Commentando con l’agenzia Fides la sua visita in Bangladesh, Filoni ha definito “davvero consolante” vedere una Chiesa così “piccola”, colta da “un entusiasmo che definirei travolgente”.

“Ci infonde grande speranza – ha aggiunto – constatare la vitalità e la vivacità delle Chiese che vivono come un ‘piccolo gregge’. Anche a Calcutta ho incontrato Vescovi, preti, seminaristi, e ho ricevuto la testimonianza di una Chiesa vivace e presente nella società”.

Incontrando i vescovi, i sacerdoti, i laici e i religiosi di Calcutta, nell’auditorium del Saint Xavier’s College, il cardinale si è presentato come “pellegrino” e ha portato la benedizione apostolica di papa Francesco.

“In India e in tutto il mondo, Calcutta è diventata sinonimo di misericordia attraverso la lungimiranza, l’amore e la misericordia della Beata Madre Teresa verso i poveri e i diseredati”, ha commentato.

Parlando ai formatori, ai seminaristi e ai novizi dell’arcidiocesi di Calcutta, il prefetto ha ricordato che la Congregazione da lui guidata, ha sempre considerato “la formazione sacerdotale come uno dei ministeri più importanti della Chiesa”, aggiungendo che “la formazione oggi è davvero una grande sfida, soprattutto nel contesto della globalizzazione contemporanea”. Ha quindi esortato i formatori a introdurre i seminaristi in “un’autentica spiritualità missionaria, che li trasformi in ministri zelanti, impegnati e gioiosi del Vangelo di Gesù”.

Da parte loro i novizi, dopo aver dato una “risposta positiva” a Dio che li ha chiamati, sono tenuti a mantenere tale risposta “in sintonia con una vita di fede”, che sia “facilmente riconoscibile dagli altri nelle vostre parole e azioni”, ha detto il cardinale ricordando poi ai novizi che la loro vocazione è a un “servizio spirituale”, non a “qualcosa che porta un guadagno personale, una posizione nella società, o un potere”.

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