Il destino affine delle immagini della Madonna di Nagasaki e Guernica

Le teste delle “Marie bombardate” verranno esposte al Museo della Pace

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di Patricia Navas

GUERNICA, venerdì, 26 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Il 26 aprile 1937, il primo bombardamento a tappeto contro una popolazione civile, ad opera della Legione Condor su Guernica, raggiungeva la cappella dell’Immacolata della chiesa di Santa María della città spagnola.

Dell’immagine della Vergine che vi si venerava rimasero solo resti della testa, ha spiegato a ZENIT il parroco di Guernica, Iñaki Jáuregui.

Otto anni dopo, il 9 agosto 1945, la bomba atomica distrusse la Cattedrale di Urakami, nella città giapponese di Nagasaki.

La scultura lignea ispirata all’Immacolata Concezione di Murillo che si trovava al centro dell’altare subì un destino simile a quello della Vergine di Guernica.

Tra le macerie in cui venne ridotto il tempio, venne ritrovata la testa dell’Immacolata con le orbite vuote, le guance e i capelli carbonizzati e una crepa accanto all’occhio sinistro che molti interpretarono come una lacrima. Oggi è nota come “Maria bombardata”.

Le due “Marie bombardate” si incontreranno ad aprile e verranno esposte insieme temporaneamente al Museo della Pace di Guernica.

L’incontro sarà possibile grazie a un “pellegrinaggio della pace” della Vergine di Urakami alla città basca in occasione del 65° anniversario del bombardamento del Giappone.

L’Arcivescovo di Nagasaki, monsignor Mitsuaki Takami, guiderà il pellegrinaggio e presiederà la Messa per i defunti nella parrocchia di Guernica il 26 aprile, anniversario del bombardamento della città basca, ha riferito a ZENIT un responsabile dell’organizzazione degli atti di Guernica, Luis Iriondo.

Sono previsti anche un’esibizione di musicisti del gruppo di pellegrini giapponesi in un teatro della città, un atto al cimitero e un’esposizione sui bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki al Museo della Pace.

Guernica fu distrutta durante la Guerra Civile spagnola quando venne bombardata da aerei tedeschi, evento che Pablo Picasso rappresentò in uno dei suoi dipinti più famosi.

Per Iriondo, sopravvissuto a quel bombardamento, ora tutti – aggressori e vittime – “possiamo comprenderci e camminare insieme e in pace”.

Dal canto suo l’Arcivescovo Takami, i cui familiari più stretti sono morti a causa della bomba atomica, ha dichiarato all’agenzia Ucanews che “la pace non si può mai creare con la violenza”.

“L’eliminazione delle armi nucleari non ha fatto grandi passi avanti – ha lamentato –. Spero che il pellegrinaggio non solo permetta che più persone conoscano la sofferenza provocata dal bombardamento atomico, ma diventi anche un appello alla pace con l’uso di metodi non violenti”.

In riferimento alla testa della Vergine danneggiata dal bombardamento di Guernica, l’Arcivescovo ha esclamato: “Anche noi ne abbiamo una qui: è incredibile!”.

La Madonna di Urakami è uscita dal Giappone due volte, ma quello di quest’anno sarà il suo primo pellegrinaggio.

Anche se il programma non è ancora stabilito definitivamente, è previsto che il gruppo di fedeli giapponesi che accompagnerà l’Immacolata visiti anche altri luoghi spagnoli, come la Basilica del Pilar a Saragozza e il tempio della Sagrada Familia di Barcellona.Il pellegrinaggio, suggerito da un cattolico giapponese, potrebbe includere anche visite a Londra e a Roma, così come la partecipazione a un’udienza con Papa Benedetto XVI in Vaticano.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

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ZENIT Staff

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