Vivere il Battesimo è restare uniti alla Chiesa anche nelle difficoltà

Benedetto XVI visita la chiesa in cui fu battezzato Paolo VI

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CONCESIO, domenica, 8 novembre 2009 (ZENIT.org).- Le difficoltà non risparmiano la Chiesa, ma se si vuole vivere pienamente la vocazione battesimale bisogna rimanere fedeli anche nei momenti critici.

E’ il messaggio che Benedetto XVI ha lasciato questa domenica pomeriggio nell’ultima tappa della sua visita pastorale di un giorno a Brescia e Concesio, paese natale di Giovanni Battista Montini, che ascese al soglio pontificio con il nome di Paolo VI.

Il Papa ha visitato la parrocchia di Sant’Antonino, dove Montini venne battezzato il 30 settembre 1897, ricordando che “non è facile essere cristiani”.

“Ci vuole coraggio e tenacia per non conformarsi alla mentalità del mondo, per non lasciarsi sedurre dai richiami talvolta potenti dell’edonismo e del consumismo, per affrontare, se necessario, anche incomprensioni e talora persino vere persecuzioni”, ha ammesso.

Vivere il Battesimo, tuttavia, “comporta restare saldamente uniti alla Chiesa, pure quando vediamo nel suo volto qualche ombra e qualche macchia”, perché è lei che “ci ha rigenerati alla vita divina e ci accompagna in tutto il nostro cammino”.

“Amiamola, amiamola come nostra vera madre! – ha esortato il Vescovo di Roma – Amiamola e serviamola con un amore fedele, che si traduca in gesti concreti all’interno delle nostre comunità, non cedendo alla tentazione dell’individualismo e del pregiudizio, e superando ogni rivalità e divisione. Così saremo veri discepoli di Cristo!”.

Benedetto XVI ha quindi ricordato la visita che Paolo VI fece alla chiesa di Concesio il 16 agosto 1959, quando disse: “Qui sono diventato cristiano; sono diventato figlio di Dio, ho avuto il dono della fede”.

Partendo da questa affermazione, il Papa ha voluto sottolineare l’importanza del Battesimo nella vita di ogni cristiano.

Come diceva Paolo VI, questo sacramento è “il primo e fondamentale rapporto vitale e soprannaturale fra la Pasqua del Signore e la Pasqua nostra”, mediante il quale avviene “la trasfusione del mistero della morte e risurrezione di Cristo nei suoi seguaci”.

“E’ il sacramento che inizia al rapporto di comunione con Cristo”, ha aggiunto il Pontefice, ricordando che il suo predecessore “amava sottolineare la dimensione cristocentrica del Battesimo, con cui ci siamo rivestiti di Cristo, con cui entriamo in comunione vitale con Lui e a Lui apparteniamo”.

“L’uomo rigenerato dal Battesimo, Dio lo rende partecipe della sua stessa vita”, ha rilevato.

In questo contesto, il Papa ha chiesto ai presenti come viviamo il nostro Battesimo.

Come scriveva Sant’Agostino, ha constatato, “il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Dio. Solo se trova la luce che lo illumina e gli dà pienezza di significato l’essere umano è veramente felice”.

“Questa luce è la fede in Cristo, dono che si riceve nel Battesimo, e che va riscoperta costantemente per essere trasmessa agli altri”, ha concluso.

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ZENIT Staff

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