Brasile: Le visite a domicilio, “una risposta provvidenziale” alle sette, afferma un Arcivescovo

ROMA, giovedì, 15 settembre 2005 (ZENIT.org).- “Le missioni popolari che attualmente vengono portate avanti nella mia arcidiocesi sono assolutamente prioritarie per me”, ha detto monsignor Matías Patrício de Macêdo, Arcivescovo di Natal (Nord Est del Brasile), in una recente visita ad “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS).

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Il Presule ha spiegato che “grazie a queste attività, stiamo registrando una rivitalizzazione della fede in molte parrocchie: i cattolici vanno con più frequenza a messa e mi chiedono anche aiuto per la costruzione di nuove cappelle. Le visite a domicilio che fanno parte di queste ‘missioni popolari’ sono una risposta provvidenziale alle sette e ai loro sforzi di sviare i cattolici dal retto cammino”.

Secondo monsignor de Macêdo, “Natal è ricca di vocazioni e, attualmente, abbiamo 46 seminaristi maggiori”. Inoltre ha aggiunto che vi è l’urgenza di “studiare accuratamente” i candidati al sacerdozio per aiutarli a discernere la loro vocazione. “Ai seminaristi si deve insegnare ad essere servi della Chiesa e non rappresentanti di uno stato sociale ‘più elevato’”, ha segnalato l’Arcivescovo.

Fra le altre attività portate avanti dall’arcidiocesi di Natal vi è l’assistenza ai sacerdoti anziani e agli infermi. “Sarebbe meglio che questi sacerdoti vivessero in seminario per servire da esempio ai loro fratelli più giovani”, ha detto monsignor de Macêdo.

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ZENIT Staff

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