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Terra ferma

Cè Qualcuno più forte delle fortezze umane su cui poggiare i piedi della mia vita: il “cielo fermo”

Aveva proprio l’aria del “vecchio lupo di mare”. Seduto con me sul poggiolo di fronte all’azzurro del mare d’Ischia, mi raccontava che navigare è sempre stata la sua passione.

“Fin da giovane ho avuto per casa la nave, sulla quale, del resto, sono salito per la prima volta dopo un naufragio.

Boccheggiante, mi hanno raccolto in extremis da un’asse vagante fra le onde che, minacciose, mi stavano inghiottendo. Sono passato dall’estrema precarietà, alla consistenza d’una delle navi più stabili che il mare conosca.

Dopo molti anni di navigazione, misi i piedi su “terra ferma”. Era pur ferma la nave, ma, poco o tanto, la vita era sempre ondeggiante. Tutta un’altra cosa camminare su terra ferma. Sicura, immobile, tranquilla.

Finché… non me la sentii tremare sotto i piedi: terremoto. Neppure la terra ferma è stabile, m’accorsi. Leggo qua e là che anche le rocce si staccano dal costone della montagna frantumandosi a valle. E’ recente l’implosione d’una delle cinque torri.

Mi lasciai sbigottire e sorprendere dalla precarietà delle cose più stabili; dalla inconsistenza delle fondamenta più collaudate, dalla friabilità del cemento armato.

C’è Qualcuno più forte delle fortezze umane – conclusi. Non esitai a sottrarmi dalla precarietà della terra ferma per poggiare i piedi della mia vita su “cielo fermo”.

Ciao da p. Andrea

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