Lettura

Torniamo a Marco dopo che la Liturgia della Quaresima, nei giorni dopo le Ceneri, ha preso da Luca i passi evangelici. È lo Spirito che sospinge Gesù nel deserto ed è Satana che lo tenta. Le bestie selvatiche con cui egli stava e gli angeli che lo servivano richiamano il giardino in cui, alle origini, Adamo, tentato, fallì la prova. Cristo, vincitore, è l’uomo nuovo. Il precursore che lo aveva indicato presente è in carcere, ormai al tramonto. Inizia la missione, con un forte, essenziale appello: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Meditazione

Il racconto delle tentazioni in Marco è molto conciso: non descrive le tre proposte distruttive di Satana – «padre della menzogna», «omicida fin dal principio» (Gv 8,44) – ma le conosciamo. In esse si concentrano tutte le specie di tentazioni: vivere senza comprendere il vero valore delle cose materiali; farsi un’immagine di Dio a proprio uso e consumo, una religione “fai da te”; impostare il rapporto con il prossimo come un potere, una sopraffazione. Queste tentazioni costituirono per Gesù solo il primo atto di un dramma che avrà sul Calvario il suo epilogo – «Se sei il figlio di Dio, scendi dalla croce» – ma anche nel tempo della Chiesa, per i discepoli di Cristo. Per chi sale alla Pasqua nel cammino quaresimale il vangelo delle tentazioni è un felice annuncio: l’esito della lotta di Gesù nel deserto ha una felice ricaduta sui discepoli: «Combatté egli allora affinché anche noi combattessimo; vinse egli allora affinché anche noi possiamo essere vincitori» (san Massimo di Torino). Combattere e vincere. Nella Sequenza di Pasqua la Chiesa canta: «Mors et vita duello conflixere mirando; dux vitae mortuus regnat vivus»: regna vivo colui che ha sperimentato la lotta e la morte, il Signore della vita! Come fu per Cristo che, di fronte alle tentazioni, sceglie il Padre e la sua volontà, anche la nostra vittoria si realizza nell’accogliere la Grazia del Salvatore. La sua presenza e la comunione che ci offre aprono la possibilità reale di una vita nuova: un rapporto corretto e fecondo con le cose, con Dio, con il prossimo. Al “sì” impegnativo che dobbiamo dire si frappone, come ostacolo, che pare insormontabile, la nostra fragilità, il nostro peccato. Ma il felice annuncio è che Gesù Cristo Salvatore è qui, con noi e per noi!

Preghiera

“Rinuncio” e “Credo” ripeteremo, Signore, rinnovando a Pasqua le promesse del Battesimo. La nostra crescita sia vissuta in questa dinamica di combattimento e vittoria, nella libertà che nasce e si sviluppa attraverso i “no” che diciamo a ciò che non è secondo Dio, e i “sì” con cui aderiamo a te.

Agire

Nella partecipazione della Messa presterò oggi particolare attenzione alla Preghiera eucaristica, adorando il mistero della morte di Cristo e della sua risurrezione.

Meditazione a cura di mons. Edoardo Aldo Cerrato, vescovo di Ivrea, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonament info@edizioniart.it