E’ il massimo dono arrivare alla convinzione che perfino la morte stessa si può rivelare un’occasione di grande riconoscenza; un dono che ci trascina a contemplare, godere e ringraziare per sempre Colui che è la causa di sconfinati panorami, donatore di incalcolabili tesori.

Nicola era uno studioso, detto il “pozzo ambulante”, preso dalla frenesia di conoscere e studiare tante cose.

Ma la frenesia del tutto conoscere, tutto studiare, di tutto dibattere e di tutto descrivere gli impediva di fermarsi, o quantomeno di rallentare la corsa. Aveva perso il gusto della profondità. Gli sembrava potesse bastare la panoramica di mille cose indistinte.

Anch’io per vario tempo mi sono lasciato ubriacare da un simile modo di vedere le cose. Finché non mi arrivò l’altolà d’una malattia, d’una disgrazia… Ero un appassionato delle panoramiche delle montagne che in un primo tempo, in macchina, scorrevo, ammiravo e fotografavo.

Allora ho potuto raccontare a Nicola ciò che stava succedendo di bello, direi di meraviglioso, grazie al brusco invito a rallentare la mia corsa e guardare il mondo dalla “panchina”.

Ero convalescente in una ridente zona di montagna. Mi facevo portare in mezzo ad un bosco o a sedermi sulla panchina ai bordi d’un prato dove poi sarebbero passati gli amici a riprendermi e portarmi a casa.

Dalla panchina, quanti fiori e quante specie di erbe. Fiori di tutti i colori e di ogni dimensione. Dal maestoso giglio delle valli, al minuscolo “non ti scordar di me”. Finalmente avevo il tempo di guardarli tutti e mi accorgevo che  perfino ogni filo d’erba aveva da dirmi qualcosa.

Mentre mi lasciavo istruire da questi sconosciuti, ma eloquenti maestri, mi lasciavo sorprendere dalla commozione: non soffrivo più la diminuzione delle mie capacità motorie, gioivo invece della opportunità che mi era data di guardare in faccia le cose, le persone che mi beavano più di tutte le folle e delle panoramiche  del passato.

Ora quando m’imbatto in folle oceaniche o in grandiosi panorami, li guardo con altri occhi e appena posso mi fermo per considerarne qualche particolare che ha in sé l’intero panorama. Mi sembra di poter dire che spesso siamo circondati da un panorama di panorami.

La stessa vecchiaia risulta una eccezionale e preziosa occasione per rallentare o fermare la corsa e poter accorgerci che da sempre siamo stati circondati e onorati dal dono di tanti doni di Dio.

Ciao da p. Andrea

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