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Per raccontare le storie che non fanno rumore

Francesco Zanotti, eletto per acclamazione Presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc), spiega come dare voce alle periferie geografiche ed esistenziali

Rinnovate all’unanimità anche le cariche dei coordinatori:  Coordinatore Commissione Cultura – Carlo Cammoranesi (“L’Azione”, Fabriano), Coordinatore Commissione Giuridica – Mauro Ungaro (“Voce Isontina”, Gorizia), Coordinatore Commissione Formazione/Web/rapporti con l’UCSI – don Adriano Bianchi (“La Voce del Popolo”, Brescia), Assistente Spirituale – don Giuseppe Longo (“Prospettive”, Catania) Delegato per il Copercom – Marco Piras (“L’Arborense”, Oristano), Delegato per Greenaccord e la salvaguardia del Creato – Mario Barbarisi (“Il Ponte”, Avellino). Moderatore dei lavori del Consiglio Nazionale – don Antonio Rizzolo (“Gazzetta d’Alba”, Alba).

Riporta il Servizio Informazioni Religiose (SIR) che il Comitato Tecnico Consultivo, nella sua prima riunione del triennio, ha eletto Sergio Criveller (La Vita del Popolo – Treviso) quale coordinatore e Roberto Giuglard (La Vita Diocesana Pinerolese – Pinerolo) come segretario. Walter Matten (L’Amico del Popolo – Belluno) è stato scelto come membro del Cda della Fisc Servizi srl.

Per capire in che direzione e come la Fisc intende affrontare i problemi che la crisi sta esacerbando, ZENIT ha intervitato il Presidente Francesco Zanotti.

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Diminuiscono gli abbonamenti, scende il numero degli inserzionisti, c’è una riduzione dei contributi all’editoria. Che cosa bisogna fare per mantenere en rilanciare i settimanali cattolici?

Zanotti: I nostri giornali devono essere, oggi ancora più di ieri, una sorta di piazza. Un luogo nel quale la gente si ritrova, anzi ama ritrovarsi. Un luogo desiderato, aspettato, ogni sette giorni. Il giornale come compagno di viaggio, come colui che condivide tutto, gioie e dolori, paure e speranze. E di questi tempi, quindi, c’è davvero tanto da condividere. Se saremo capaci di ascoltare i nostri territori, sapremo farci interpreti delle attese della gente, sapremo raccontare quelle storie di ordinaria straordinarietà di cui è pieno zeppo il nostro Paese. Quelle storie che nessuno, o quasi, racconta mai. Vuole qualche esempio? Le famiglie che hanno in casa un disabile in stato vegetativo persistente. Sono tremila in Italia. Sono spesso vicende drammatiche ed edificanti al tempo stesso. Bisogna andarle a scovare. Ci vogliono cuore e occhi attenti, sensibili. Non possiamo permetterci di restare in redazione, dietro a un monitor. Dobbiamo uscire, per raccontare, come ci ha chiesto papa Francesco, il vero, il bello, il buono.

In che modo la rivoluzione informatica può aiutare a ridurre i costi, far crescere le redazioni, facilitare l’ingresso di giovani, incrementare la diffusione e rendere l’informazione più rapida e efficace?

Zanotti: L’online deve diventare un nuovo e importante alleato. Il giornale cartaceo ha il suo prolungamento in rete. Per noi costituisce una grandissima opportunità: ci offre l’occasione di uscire dall’angolo settimanale nel quale siamo confinati. Questo cambiamento ci chiede di modificare il nostro lavoro. Non più solo approfondimento e riflessione, ma anche lanci immediati, foto e video, da immettere subito sui nostri siti. Oggi più di cento giornali hanno un loro sito. Contiamo di aumentare questo numero e, grazie a una piattaforma studiata assieme al Servizio informativo della Cei e alla Ids-Unitelm, di essere sempre più presenti online. Eppoi, se non siamo una rete noi che da oltre cent’anni siamo presenti in quasi tutti i territori d’Italia….. Basta solo crederci. Ma ormai non si può fare diversamente. La necessità di ridurre i costi ci impone un ripensamento del nostro modo di essere e di fare i giornali. Su questo versante i giovani possono costituire una risorsa preziosa. Per questo abbiamo avviato un progetto insieme all’agenzia Sir, nata negli anni ’80 per fornire servizi ai nostri giornali, per formare e avviare, nel giro di due anni, 16 nostri giornalisti con uno stage di tre mesi da svolgere a Roma.

Papa Francesco sta invitando la Chiesa ad andare verso le periferie geografiche ed esistenziali. In che modo i settimanali cattolici, possono favorire questo cammino?

Zanotti: Noi siamo, quasi per definizione, i giornali delle periferie. Siamo presenti là dove di solito i riflettori di grandi network non arrivano. Raccontiamo la provincia italiana, quella che di solito non fa rumore, ma tiene in piedi questo nostro strano Paese. Non si tratta solo di periferie geografiche, ma anche di quelle esistenziali. In giro c’è molta povertà, è vero, ma noto anche tantissima povertà di senso della vita. Ci sono gli ultimi, ma ci sono anche tanti ultimi nascosti che attendono qualcuno che tenda loro una mano. Con i nostri giornali cerchiamo di suscitare domande e di aiutare a trovare risposte in grado di saziare il desiderio di bene e la nostalgia di Dio che alberga nel cuore di ogni uomo. Vorremmo fare ascoltare, a chi ci legge, queste voci che troppo spesso rimangono inascoltate. Non certo facendo prediche, ma “formando informando”, come diciamo spesso usando uno slogan a mio avviso efficace.

Quale progetto culturale ed editoriale cristiano proporrebbe per rilanciare la Fisc?

Zanotti: La Fisc non deve essere rilanciata, ma deve proseguire nel solco della tradizione lasciataci da chi ci ha preceduto. I nostri fondatori, nel 1966, ebbero un’intuizione formidabile. Sulla scia del Concilio Vaticano II compresero che un giornale non poteva più permettersi di essere redatto da un prete-coraggio, da uno col pallino dell’informazione. Bisognava mettersi insieme per fare opinione pubblica nella Chiesa, nel Paese e per fare circolare idee ed esperienze tra noi. Furono profetici. A loro dobbiamo essere sempre riconoscenti. Sacerdoti e laici seppero leggere molto avanti negli anni. Compresero che il territorio ci identificava e ci costituiva, ma non era più sufficiente per le dimensioni e le necessità che i tempi nuovi imponevano. Oggi questo è vero più che mai. Quindi, saldi nelle nostre radici con lo sguardo rivolto al futuro, desideriamo continuare a leggere la realtà, ogni realtà umana, alla luce dell’esperienza cristiana, quella che dà senso pieno ai nostri giorni terreni. 

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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